<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400</id><updated>2012-02-16T07:39:54.359+01:00</updated><category term='La politica delle idee'/><category term='Fuoriclasse'/><category term='Il treno del gusto'/><category term='Siamo tutti sportivi'/><category term='Vado a vedere...'/><category term='Tutta un&apos;altra storia'/><category term='Al casello'/><category term='L&apos;Italia dei trasporti'/><category term='Il dono della Fede'/><category term='Un libro per amico'/><category term='Suoni e ultrasuoni'/><category term='Strano ma nero'/><category term='Per Genova e Liguria'/><category term='La Corazzata Potemkin è ...'/><category term='Difendiamo l&apos;italiano'/><title type='text'>Il Casello</title><subtitle type='html'>Lungo i binari delle parole corrono i treni delle idee, e il casello li guarda passare...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>105</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6938668266551597761</id><published>2011-03-10T22:41:00.004+01:00</published><updated>2011-03-10T22:50:06.781+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il treno del gusto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuoriclasse'/><title type='text'>DUE FUORICLASSE DELL'ITALIA UNITA, A TAVOLA E IN CANTINA.</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#990000;"&gt;Da un po’ di tempo al Casellante balena in testa un’immagine: l’Italia è unita dalla bellezza. Non è un’astrazione: la bellezza è in tutte le cose di cui abbiamo già parlato (lingua, arte, cultura), ed in tante altre di cui ancora dobbiamo parlare.&lt;br /&gt;L’Italia è unita dalla bellezza e dai tanti artefici di essa. I fuoriclasse, appunto. Tanti, in ogni campo. Ed oggi il nostro omaggio va a due personaggi dei quali pochi sanno, e pochi si ricordano: Pellegrino Artusi e Luigi Veronelli. Perché l’Italia, unita nella bellezza, lo è ancora di più a tavola.&lt;br /&gt;Già, mangiare e bere. E farlo bene. Non è forse arte, e piacere, e trasformare in gioia e volontà una necessità di vita? &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-18DKhMafq38/TXlHKyPeRQI/AAAAAAAAALo/O8A0LGZtCUk/s1600/150px-Pellegrino_Artusi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582571463713375490" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-18DKhMafq38/TXlHKyPeRQI/AAAAAAAAALo/O8A0LGZtCUk/s320/150px-Pellegrino_Artusi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fu così che pochi anni dopo l’unificazione amministrativa Pellegrino Artusi, romagnolo di Forlimpopoli, ebbe un’intuizione geniale: acclarata la grande e varia qualità delle proposte gastronomiche del neonato Paese (ma della bimillenaria Nazione), perché non condurre a sistema questo arcipelago di varietà e di ricchezza alimentare che ogni località sa proporre?&lt;br /&gt;Nacque così “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, la vera e propria Bibbia della grande cucina italiana, destinata a diventare in pochi decenni (di ristampa in ristampa, rimase in libreria per circa un secolo) il punto di riferimento dell’arte culinaria mondiale, soppiantando senza remissione – fa ridere chi sostiene il contrario – la ben meno articolata, ricca e divertente cucina francese.&lt;br /&gt;L’opera di Pellegrino Artusi, che meriterebbe statue in ogni dove lungo la penisola, ebbe come conseguenza quella di smuovere ancora di più la coscienza gastronomica nazionale: furono decine e decine le casalinghe italiane che raccolsero fin da subito l’invito del genio romagnolo, inviandogli ricette, suggerimenti, variazioni sul tema, e contribuendo all’edificazione di un’enciclopedia nazionale del mangiare bene alla quale tutti siamo debitori.&lt;br /&gt;Consolidatosi il patrimonio culinario, nel dopoguerra – tra le tante ricostruzioni – un altro grande personaggio iniziò una battaglia inizialmente solitaria per portare il bere al livello del mangiare, con un’attenzione particolare a quest’ultimo, perché – era la tesi – le due cose non possono che stare assieme. Quest’uomo era Luigi Veronelli.&lt;br /&gt;Penna tra le più straordinarie viste nell’ultimo secolo, lingua graffiante e cultura eclettica, il grande critico lombardo coniò neologismi e metafore capaci di entrare nel quotidiano: fu il primo a parlare di “giacimenti enoici” parlando dell’Italia, ed è a lui che si deve l’esplosione mondiale del vino di casa nostra, da bevanda d’osteria a capolavoro all’avanguardia.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-EKfYaLCLXxo/TXlHTlfMvqI/AAAAAAAAALw/jqyxmk1pd_4/s1600/LUIGI%2BVERONELLI.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582571614908497570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 156px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-EKfYaLCLXxo/TXlHTlfMvqI/AAAAAAAAALw/jqyxmk1pd_4/s320/LUIGI%2BVERONELLI.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Insistendo sulla qualità e sulla specificità (nell’epoca in cui una sorta di socialismo reale declinato nell’enologia pretendeva si arrivasse ad unico “vino nazionale”, rosso e bianco: roba da far scoppiare una rivoluzione), ebbe e conseguì meriti enormi: quello di “costringere” i vignaioli a lavorare bene, tanto per iniziare, e poi quello di rendere esigenti i consumatori, e ancora quello di marcare le diversità e far diventare a colori un film in bianco e nero, facendo capire a tutti che ogni località del nostro paese sa esprimere tipicità e qualità, se sviluppata in modo adeguato.&lt;br /&gt;Grandi vini del Sud si affiancarono progressivamente alle grandi Doc del Nord e del Centro, antichi vitigni furono riscoperti, altri riportati ai vertici, altri ancora – lavorati con coscienza – si trasformarono da rospi a principi. Il tutto con forti legami con la cucina locale, e dopo un pellegrinaggio di cantina in cantina per capire, scoprire, commentare, spronare. A lui si debbono anche interventi legislativi importanti nel settore, sebbene non tutte le sue intuizioni siano state recepite. A lui si deve anche il boom dell’enologia e dell’applicazione con la quale tanti adepti oggi si dedicano con passione e dovizia al vino, inteso come – lo diceva proprio Veronelli – “canto della Terra verso il Cielo”, così come a lui si deve una delle più belle definizioni di “patria”, che facciamo nostra in questo centocinquantesimo: “ciò che si conosce e si capisce”. Che parla il tuo linguaggio. Che ha la tua stessa storia. Come l’enogastronomia italiana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-6938668266551597761?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/6938668266551597761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=6938668266551597761' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6938668266551597761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6938668266551597761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2011/03/due-fuoriclasse-dellitalia-unita-tavola.html' title='DUE FUORICLASSE DELL&apos;ITALIA UNITA, A TAVOLA E IN CANTINA.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-18DKhMafq38/TXlHKyPeRQI/AAAAAAAAALo/O8A0LGZtCUk/s72-c/150px-Pellegrino_Artusi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-9062676261308901911</id><published>2011-02-28T22:37:00.000+01:00</published><updated>2011-02-28T22:38:57.896+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><title type='text'>LA CULTURA, COLLANTE ITALIANO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#3366ff;"&gt;La cultura è l’elemento che ha tenuto insieme la Nazione italiana nei millenni, anche quando lo stato unitario era ancora ben lontano dall’essere concepito. Una cultura sempre all’avanguardia, con tratti comuni molto marcati ed effetti di pregio indiscutibile ed assoluto: nessun’opera ha mai avvicinato la “Divina Commedia”, nessun romanzo coevo eguaglia “I Promessi Sposi”, nessun quadro è più famoso della “gioconda”, e poi dici “statua” e pensi a Michelangelo, “opera lirica” ed ecco Verdi, e ci fermiamo qui.&lt;br /&gt;Un’arte universale ed originale, sintesi del mondo che – da sempre – si affaccia sul nostro mare e guarda a noi anche dal buco della serratura. Basti pensare all’invidia spocchiosa dei francesi o a quella da “sempre dietro” degli spagnoli.&lt;br /&gt;Se un difetto ha il popolo italiano (e invece, purtroppo, ne ha molti), quello è l’esterofilia. Si va a Madrid e si visita il Prado, a Parigi è d’obbligo la tappa al Louvre, ma il piccolo o grande museo della nostra città o paese non sappiamo nemmeno esattamente dove sia, o cosa esponga.&lt;br /&gt;Da più parti si sente parlare dell’Italia come di un “museo diffuso”, o anche di un unico, grande museo a cielo aperto. Tutto vero. L’arte, sia quella dei grandi nomi, sia quella degli emuli o degli umili, va gustata con calma, è una forma di cura per la persona che la assume.&lt;br /&gt;Magari in piccole dosi, - le arti figurative, ma anche il cinema, il teatro, la musica, hanno talvolta l’ingiusta fama di portatrici sane di noia – ma facciamola, questa cura. E’ un ottimo antidoto contro la noia vera, la managerizzazione della nostra vita, l’inciviltà imperante. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-9062676261308901911?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/9062676261308901911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=9062676261308901911' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/9062676261308901911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/9062676261308901911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2011/02/la-cultura-collante-italiano.html' title='LA CULTURA, COLLANTE ITALIANO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6652301814589659683</id><published>2011-02-19T17:15:00.000+01:00</published><updated>2011-02-19T17:16:52.756+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuoriclasse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>NON C'E' ITALIA SENZA CRISTIANESIMO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204); font-family: arial;"&gt;Un aspetto da non trascurare nella storia della Nazione italiana è costituito dall’apporto del Cristianesimo. E’ un paradosso, se vogliamo: non ci sono “italiani” senza la spiritualità e la cultura cristiana, ma l’Italia Unita è nata senza, e per molti versi “contro”, il cattolicesimo dell’epoca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204); font-family: arial;"&gt;E’ questo un argomento spesso utilizzato dalla superstizione laicista anticristiana oggi imperante: i cattolici sono rimasti estranei al percorso unitario, non facendosi coinvolgere ed anzi spesso ostacolandolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204); font-family: arial;"&gt;C’è del vero: il potere temporale della Chiesa, ormai a quel tempi in via di esaurimento, scelse di non farsi coinvolgere, vanificando le speranze di quanti (come Rosmini e Gioberti) credevano nel ruolo propulsivo della Chiesa stessa all’interno del processo di unificazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204); font-family: arial;"&gt;Fu un peccato grave, perché l’afflato unitario fu lasciato in monopolio ad una corrente minoritaria (quella liberal/anticlericale), illuminista nel senso deteriore del termine e gravata per contrasto da una forte ipoteca pagana e massonica. Ne portiamo le conseguenze ancora oggi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204); font-family: arial;"&gt;Eppure la presenza cristiana in Italia ed in Europa è organica allo sviluppo e alla cultura da due millenni. Le figure di riferimento sono tante e tali da non poter essere citate tutte senza far torti, ma basta chiedersi cosa sarebbe il mondo senza l’opera di ricostruzione iniziata da San Benedetto, senza il ritorno alla spiritualità delle piccole cose di San Francesco d’Assisi, senza l’attenzione ai giovani di San Giuseppe Calasanzio o di San Giovanni Bosco, senza la cura dei più deboli di San Camillo de’ Lellis, o i più recenti Beati Don Luigi Orione, Don Giuseppe Cottolengo o Don Carlo Gnocchi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204); font-family: arial;"&gt;Oggi come allora la presenza cristiana nella società italiana è ben radicata, e non tanto sul piano politico (anche se quella stagione ormai tramontata viene oggi da molti rimpianta), quanto sul piano sociale ed etico. Senza, sarebbe un unico, immenso partito radicale, tutto diritti e permessi: il Far West.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-6652301814589659683?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/6652301814589659683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=6652301814589659683' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6652301814589659683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6652301814589659683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2011/02/non-ce-italia-senza-cristianesimo.html' title='NON C&apos;E&apos; ITALIA SENZA CRISTIANESIMO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5711085829498045404</id><published>2011-02-09T22:41:00.002+01:00</published><updated>2011-02-09T22:47:59.052+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><title type='text'>150 ANNI D'ITALIA, ANCHE PER LE VITTIME DI TITO E GLI ITALIANI D'ISTRIA, QUARNARO E DALMAZIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/TVMK8kTWW-I/AAAAAAAAALY/kJNFf5zBCY4/s1600/71039_38432612207_3147253_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 100px; FLOAT: right; HEIGHT: 127px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571809199640697826" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/TVMK8kTWW-I/AAAAAAAAALY/kJNFf5zBCY4/s320/71039_38432612207_3147253_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Domani, 10 febbraio, è il "Giorno del Ricordo", dedicato alla memoria delle vittime delle persecuzioni titine ai danni di Italiani nei territori italiani (che non smettono di essere tali) attualmente sotto sovranità di altri stati.&lt;br /&gt;I "martiri delle foibe", certo; ma anche coloro che subirono l'espropriazione di ogni loro bene e dovettero lasciare il "paradiso comunista" del peggior anti-italiano della storia (nel centocinquantenario è bene ricordarselo): il famigerato Josip Broz, "il maresciallo Tito".&lt;br /&gt;Abbiamo il dovere di "partecipare", senza "se" e senza "ma", anche per riparare al torto che bieche ragioni opportunistiche fecero perpetrare ai danni di centinaia di migliaia di nostri connazionali.&lt;br /&gt;Un dovere che deriva anche dal pessimo esempio di come la storia del dopoguerra ci sia stata raccontata, specie nelle scuole. Un dovere che non ammette dimenticanze nè giustificazioni, che pure qualcuno ciclicamente esibisce.&lt;br /&gt;Chi volesse approfondire l'argomento troverà su Facebook la pagina dedicata a Norma Cossetto, la martire che più di chiunque altro incarna la tragedia dei nostri confini orientali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5711085829498045404?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5711085829498045404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5711085829498045404' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5711085829498045404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5711085829498045404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2011/02/domani-10-febbraio-e-il-giorno-del.html' title='150 ANNI D&apos;ITALIA, ANCHE PER LE VITTIME DI TITO E GLI ITALIANI D&apos;ISTRIA, QUARNARO E DALMAZIA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/TVMK8kTWW-I/AAAAAAAAALY/kJNFf5zBCY4/s72-c/71039_38432612207_3147253_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6863023928037970404</id><published>2011-01-29T20:37:00.002+01:00</published><updated>2011-01-29T20:44:51.055+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Difendiamo l&apos;italiano'/><title type='text'>LA LINGUA ITALIANA, ELEMENTO DI UNITA' NAZIONALE</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale"; 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Non si può pertanto trattare un evento così importante come l'unità  politica della nostra Patria senza fare riferimento al tratto unificante rappresentato dalla lingua, e ai suoi protagonisti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In principio era il latino: quello classico, certamente, e poi quello ecclesiastico, che - con il contributo determinante della Chiesa (con buona pace del turpe e superstizioso laicismo e del pregiudizio anticristiano oggi dominante) – ha tra i tanti ed enormi meriti quello di aver salvaguardato la cultura e l’arte di una Nazione tale già allora dai barbari assalti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poi venne il “volgare”, la lingua di tutti, cioè del popolo: un ceppo unificante e tanti altri piccoli ceppi locali – i dialetti – che ad oggi contraddistinguono le peculiarità del nostro incredibile Paese.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ne ricorderemo tre, di questi fuoriclasse, ma solo come pietre miliari della nostra lingua. Compariranno anche più avanti nel nostro excursus, protagonisti a se stanti. Sono San Francesco d’Assisi, Dante e Alessandro Manzoni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il grande santo fu un vero italiano “ante litteram”, e non per caso è il patrono nazionale: con il “Cantico delle Creature” fu poeta e uomo di preghiera, ma anche sintesi di quanto la lingua nascente sapeva produrre.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’Alighieri portò il tutto ad un superiore livello, componendo un’opera della quale non è dato conoscere l’eguale neppure oggi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Manzoni, infine, uomo d’arte ma anche patriota fervente, comprese prima e meglio degli altri quanto stiamo cercando di spiegare anche da qui: non vi è popolo senza parlata comune. Il suo romanzo – uno dei più belli di sempre, anche per la storia che racconta, e pensare che gli inglesi portano sul palmo della mano certe pallosissime vicende di Walter Scott – è in qualche modo l’epopea della Nazione che diventa finalmente stato, di cui lo scrittore milanese fu poi a lungo, e giustamente, senatore.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’italiano, già: e pensare che lo bistrattiamo così tanto! Pensate, amici del Casello, a quanti anglismi idioti utilizziamo nella vita di tutti i giorni. Basta dare un’occhiata alla rubrica “Difendiamo l’italiano”, qui, sul nostro blog (blog, purtroppo: anglismo anche questo)…&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(153, 51, 153); text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(153, 51, 153); text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt; 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NAZIONALE'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5993183167913117854</id><published>2011-01-10T23:37:00.002+01:00</published><updated>2011-01-10T23:39:32.897+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuoriclasse'/><title type='text'>150 ANNI DI STATO ITALIANO: IL PRIMO FUORICLASSE E' LA NAZIONE ITALIANA</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt; 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Un’unità politica che ha sancito un’unità nazionale esistente già da 2.500 anni, perché – come ho sentito giustamente dire da Edgardo Sogno, un grande, grandissimo italiano, e come tale coperto (iniquamente) di fango dai c.d. “progressisti” dell’epoca, i peggiori anti italiani di sempre, per un presunto, molto presunto complotto golpista – lo stato italiano esiste dal 1861, ma la Nazione italiana (o italica) è una Nazione antichissima, risalente ai tempi dei Romani. E qui giova sottolineare – spero non sfugga a nessuno – la differenza tra “stato” (entità amministrativa) e “Nazione” (insieme di caratteristiche che uniscono una comunità radicata su un certo territorio).&lt;/p&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;" class="MsoNormal"&gt;Ed è proprio questo il primo fuoriclasse di questo nostro “Bignami” dell’Italia unita: la nostra gente, il nostro territorio, la nostra cultura, la nostra civiltà. Che ha 2.500 anni di storia, ed è una delle più antiche fra quelle arrivate – bene o male, a volte molto più male che bene – fino ai giorni nostri. Una civiltà che mangiava con le posate quando certi “professori” dell’economia mondiale o certi censori dei nostri comportamenti si grattavano la testa con la forchetta o sbranavano la carne cruda.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;" class="MsoNormal"&gt;Oggi di quest’appartenenza alla casa comune italiana si sta perdendo il significato, e si preferisce guardare (o guardonare) nella casa sì, ma quella del “Grande Fratello”. Tranquilli: non siamo degeneri soltanto noi. Il fatto è che una volta le mode le imponevamo (oggi accade per pochi campi), oggi le subiamo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial;" class="MsoNormal"&gt;Ma un po’ di fronte alta e di sano orgoglio nazionale non guasterebbe. Tra l’altro, noi – a differenza di altri – ne abbiamo motivo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5993183167913117854?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5993183167913117854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5993183167913117854' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5993183167913117854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5993183167913117854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2011/01/150-anni-di-stato-italiano-il-primo.html' title='150 ANNI DI STATO ITALIANO: IL PRIMO FUORICLASSE E&apos; LA NAZIONE ITALIANA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7862410682690820420</id><published>2010-12-30T19:37:00.000+01:00</published><updated>2010-12-30T19:41:35.486+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al casello'/><title type='text'>FUORICLASSE D'ITALIA PER IL 2011</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style="font-family: arial; color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Cari “amici del casello”, per la nostra ferrovia virtuale il 2010 che si sta chiudendo è stato un anno impegnativo, anche se meno attivo che in passato: più dibattito ma meno interventi, in definitiva.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il nuovo anno porta però con sé le premesse per un rilancio anche quantitativo delle nostre attività, che le seguenti righe vogliono in qualche misura anticipare ed illustrare. Come tutti sappiamo, nel 2011 ricorrono i centocinquant’anni dell’unità d’Italia, evento che noi riteniamo importante oggi ancor più di ieri, viste certe pulsioni che tendono a stingere i colori dei popoli e a creare una insipida brodaglia multi di qua e multi di là, senza identità e senza carattere.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;E’ perciò intenzione del vostro Casellante dedicare la giusta attenzione all’evento, ma da un’angolazione particolare: ossia parlando durante l’anno dei tanti fuoriclasse di ogni categoria che hanno fatto la storia della nostra patria, in tutti i campi. E di eccellenze ne abbiamo davvero tante, anche in settori considerati “minori” (la gastronomia, lo sport, la moda, tanto per citarne alcuni).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ogni settimana riserveremo quindi uno spazio ad uno o più fuoriclasse (magari accorpandoli per settori), intendendo come tali quei personaggi fuori del comune che – quando li vedi, li ascolti, li leggi – ti viene da pensare: ho conosciuto un fenomeno.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Quindi, cari amici del Casello, scrivete e suggerite. Lo spazio non mancherà.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7862410682690820420?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7862410682690820420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7862410682690820420' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7862410682690820420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7862410682690820420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/12/fuoriclasse-ditalia-per-il-2011.html' title='FUORICLASSE D&apos;ITALIA PER IL 2011'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-3774477492592674800</id><published>2010-12-10T13:51:00.000+01:00</published><updated>2010-12-10T13:55:15.153+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>IL SINDACO CHE VORREI AL POSTO DELLA SINDACHESSA CHE NON C'E'</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style="font-family: arial; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La “mala gestio” della sindachessa lessa non conosce confini. La città è allo sbando, e non solo per colpa sua. Lei è l’ultima di una serie di sindaci nefasti, le cui conseguenze tutti i genovesi portano addosso, salvo dimenticarsene in sede di votazione. Più che di “sindrome di Stoccolma”, bisognerà iniziare a parlare di “sindrome di Genova”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Basti pensare alla dilettantesca e penosa gestione della mobilità cittadina, passata dal ridicolo Merella, che ci faceva prendere in giro a livello nazionale, all’incompetenza dell’attuale gestione Pissarello &amp;amp; soci. L’assessore Arcangelo, estromesso da tempo – va appena ricordato che quando decise di presentarsi ad un’elezione prese più o meno i voti dei propri familiari, e nemmeno tutti -, si è permesso di recente di criticare l’attuale giunta dalle colonne di un noto quotidiano (della serie: quando c’ero io, Genova sì, che…). Per chi avesse la memoria corta, cogliendo fior da fiore, Merella è colui che – parlando del rifacimento della soletta sopra il Bisagno, alla Foce – disse fiero: dobbiamo chiedere 24 mesi di sacrifici ai Genovesi. Era l’autunno del 2004…&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Oggi, con l’AMT in difficoltà interne ed esterne e con colpe equamente distribuite tra tanti attori, con una città che non decolla e non funziona, l’unica preoccupazione è quella di mettere la mordacchia a quanti si fanno portatori di dissenso. In perfetto stile sovietico. Avete mai provato a contraddirla, la Crudelia De Mon di Tursi?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’ultimo esempio qualche settimana fa. Il gruppo Facebook “Mandiamo a casa Marta Vincenzi” ha organizzato un evento informatico brillante: tempestare il server di Tursi con una mail di cittadini insoddisfatti basata su un testo condiviso, che esprimeva la vergogna di essere rappresentati dalla Maga Magò della Valpolcevera. Ne sono state spedite almeno un migliaio: non una cosetta da niente. Il promotore, Maurizio Gregorini, brillante e volitivo uomo di cultura, è stato contattato dalla PS perché si assumesse ufficialmente la paternità del gesto. Stop. Nessun altro riscontro. Né sulla stampa cittadina, che ha fatto passare sotto silenzio l’iniziativa, né sull’emittenza radiotelevisiva. Né, tampoco, con reazioni dell’interessata. Che si offende, si picca, si rabbuia. Ma non risponde. Perché non ha argomenti – i suoi limiti caratteriali, politici ed amministrativi ormai sono proverbiali -, e perché non ritiene gli interlocutori all’altezza.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;A volte mi chiedo: che sindaco vorrei, domani? Uno che risponde e parla con tutti. Uno che prova a risolvere i problemi, anche andando fino in fondo. Uno che non difende ad oltranza l’operato suo e dei suoi collaboratori, anche quando è indifendibile. Uno che prenda questi tre anni e mezzo della medusa di Tursi e faccia il contrario. Sbaglierebbe qualcosa, ma per il calcolo delle probabilità farebbe meglio di chi l’ha preceduta, così come uno che – da sindaco – lanciasse la monetina ad ogni decisione: avrebbe almeno il 50% di probabilità di successo. Rispetto allo zero dell’attuale giunta, sarebbe un gran passo in avanti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-3774477492592674800?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/3774477492592674800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=3774477492592674800' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3774477492592674800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3774477492592674800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/12/il-sindaco-che-vorrei-al-posto-della.html' title='IL SINDACO CHE VORREI AL POSTO DELLA SINDACHESSA CHE NON C&apos;E&apos;'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-591861608234480130</id><published>2010-11-25T21:57:00.003+01:00</published><updated>2010-11-25T22:03:25.688+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>L'ASSOCIAZIONISMO CATTOLICO GENOVESE DA' LA SVEGLIA ALLA CITTA'</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" face="arial" style="text-align: justify; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Bello, partecipato, coinvolgente: questa in sintesi la valutazione che si può esprimere sulla tavola rotonda: “Voi siete la luce del mondo”, organizzata dall’associazionismo cattolico genovese allo Starhotel di Corte Lambruschin sabato 13 novembre.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Già la scelta della sede non è stata casuale: un luogo “laico”, fuori dai consueti circuiti, una sorta di declamazione di quanto il mondo cattolico genovese voglia dimostrarsi presente nella società.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;E originale è stata anche la formula: un relatore d’eccezione, Mons. Ugo Ughi, Vice Assistente Generale di Azione Cattolica, e poi un semicerchio di sedie, proprio di fronte al pubblico, nel quale le associazioni ed i movimenti presenti in sala hanno raccontato la loro esperienza e la strada da percorrere nella realtà genovese e ligure.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;A fare gli onori di casa è stato Don Stefano Olivastri, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Genova, che ha enfatizzato il significato del camminare assieme, ognuno con le proprie specificità. Ci si scopre reciprocamente, ha detto Don Stefano, ricchi e portatori di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;punti di vista che l’altro non riesce a vedere.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Mons. Ughi, marchigiano, con il suo tratto mite ed efficace, ha dapprima ripercorso la storia del sussidio che ha fatto da spunto per l’incontro. Alla base c’è la Sacra Scrittura, data l’importanza di “tenere fisso lo sguardo su Gesù”, come recita la Lettera agli Ebrei. Va quindi rivalutato nella società odierna il ruolo della domenica, giorno dell’Eucaristia e dell’incontro comunitario, come primo giorno della settimana, quello al quale informare gli altri giorni, proprio in un contesto in cui si tende verso l’esatto opposto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Nella comunità, ha proseguito Mons. Ughi, va inserita la comune consapevolezza delle diverse aggregazioni di essere membra dell’unico corpo:la Chiesa. In essa Ciascuno ha un proprio ruolo, ed essa ne è la sintesi, per comporre le differenze e non per appiattirle. Ad unire i cristiani sono la comune umanità, la Fede, la vita. Una “forza d’urto” benefica e pacifica che si possa contrapporre ad una rissosità sociale che sembra premiare sempre e solo chi urla.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Ma poiché la mitezza non va confusa con la mimetizzazione, ecco nascere l’esigenza per i cristiani di essere lievito nella società: parole d’ordine diventano quindi la formazione, anche degli adulti, e l’impegno sociale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Cosa fare, si è chiesto in conclusione di intervento Mons. Ughi, nel concreto? Anzitutto stabilire autentiche relazioni fraterne. E poi capacità di ascolto della voce del Signore, che oggi ci parla nella storia, e poi la capacità di discernimento comunitario, nella collaborazione con gli altri, ricordando sempre che si è cristiani per gli altri e non per se stessi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153); text-align: justify;"&gt;Un primo senso alle parolew di Mons. Ughi è arrivato nella seconda parte del pomeriggio, dove tutte le aggregazioni presenti sono intervenute prendendo posto a fianco del relatore, sotto la guida di Giuseppe Viscardi, moderatore dell’incontro, formando un semicerchio che si poneva come ideale continuità con il pubblico.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153); text-align: justify;"&gt;Ognuno ha illustrato la propria storia ed il proprio modo di contribuire alla vita della Chiesa, incarnando nella realtà genovese odierna i propri progetti, condividendo lo spirito dell’evento.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153); text-align: justify;"&gt;In chiusura è stato nuovamente Mons. Ughi, con la sua grande carica di umanità, a rispondere alle osservazioni di un pubblico numeroso e partecipe.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 153); text-align: justify;"&gt;Un’esperienza positiva ed innovativa che avrà sicuramente un seguito: gli organizzatori, infatti guardano alla prossima primavera per un nuovo, possibile appuntamento.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-591861608234480130?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/591861608234480130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=591861608234480130' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/591861608234480130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/591861608234480130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/11/lassociazionismo-cattolico-genovese-da.html' title='L&apos;ASSOCIAZIONISMO CATTOLICO GENOVESE DA&apos; LA SVEGLIA ALLA CITTA&apos;'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8295482845003476979</id><published>2010-10-27T22:56:00.003+02:00</published><updated>2010-10-27T23:00:44.298+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><title type='text'>LA COLLINA DEGLI EGOISTI</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Da Paolo, fiero amico del "Casello", riceviamo e volentieri pubblichiamo una ironica provocazione contro i localismi che impediscono da sempre alla città di genova di scrollarsi di dosso i propri problemi. Qui il bersaglio sono i "No Gronda". Ma c'è sempre un "No Qualcosa" che frena il nostro futuro: è l'ora di dire basta!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;In val Polcevera c'è una bella collina, Murta,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;abitata da contadini ma anche da dirigenti, imprenditori, professionisti e magistrati, e famosa per la festa della zucca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Le cronache degli ultimi giorni registrano una fiera opposizione nel più puro stile NIMBY (not in my backyard) da parte dei Murtesi alla realizzazione dei sondaggi preliminari per la “gronda” che dovrebbe cercare di risolvere il problema dello snodo autostradale di Genova (di fatto un budello pericolosissimo e del tutto insufficiente). La gronda, per la verità, interesserebbe solo marginalmente Murta (sul fianco di un contrafforte laterale sbucherebbe una galleria funzionale al viadotto destinato ad attraversare la val Polcevera e comporterebbe a malapena l'abbattimento di tre o quattro case) . Ma tant'è: fronte compatto della popolazione per bloccare i lavori. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Bravissimi e ben fatto, verrebbe da dire ai Murtesi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Siate però coerenti, verrebbe da aggiungere.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Se non intendete contribuire (per vero in piccolissima parte) alla soluzione del disagio (e del pericolo) legato all'attraversamento da parte di chi lavora della città di Genova, iniziate a smaltire da soli i rifiuti che producete. Perchè mai chi vive a Scarpino dovrebbe farsi carico di contribuire a sollevare voi dal relativo problema? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Non basta. Usate auto a pedali . Perchè mai i cittadini di Busalla, dove c'è un petrolchimico, dovrebbero inalare al posto vostro gli effluvi legati alla produzione di benzina? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Ancora. Evitate di prendere l'attuale tronco autostradale che passa – questo sì – rasente alle case di gente certamente più disagiata di voi. Perchè questa gente dovrebbe sopportare il rumore e gli scarichi dovuti al vostro passaggio? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Non basta ancora. Staccatevi, per favore, dalla rete della corrente elettrica. Questa è infatti prodotta dala centrale che è in porto e i cui scarichi interessano la zona di Sampierdarena i cui abitanti non hanno davvero motivo di farsi carico in vostro luogo dei disagi legati alla produzione&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;di energia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Una parola va anche a Lei Reverendo Parroco, in prima fila accanto al suo gregge. Lei ha detto ad una TV privata che il Suo posto è con la Sua gente. Benissimo. Ma non crede che in quanto pastore della Chiesa Universale una qualche minima considerazione per chi rischia (e perde) la vita sull'attuale tracciato autostradale potrebbe averla?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Al resto dei genovesi c'è da dire una sola cosa. Ogni qual volta siate interessati da qualche disagio legato al bene comune, cercate di essere migliori degli abitanti della collina degli egoisti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;Quanto alla prossima fiera della zucca, lasciate perdere. I locali potranno fare un adeguato utilizzo delle loro cucurbitacee anche da soli. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt; 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 &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; 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Il casello davanti al quale far transitare i treni delle nostre idee.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si riparte da dove avevamo interrotto per la pausa estiva: il Monte Moro. Un gruppo di appassionati impavidi sta cercando di recuperare la vitalità di questa verde altura del Levante genovese, nel disinteresse delle forze politiche e delle amministrazioni genovesi, che negano – è successo! – che ci siano rifiuti ingombranti sul monte, nonostante esistano prove fotografiche che dimostrano il contrario.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Sabato 9 ottobre l’Associazione degli Amici del Monte Moro organizza una castagnata, che dalle ore 16.00  in avanti darà modo a grandi e piccini di respirare aria buona a pochi passi dal centro genovese, con un’invidiabile vista sul monte di Portofino (se il tempo lo concederà, altrimenti è previsto un “piano B” al coperto) ed un bicchiere di vino rosso a riscaldare i cuori.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’appuntamento è nella zona dell’ex ristorante, in via Lanfranco, mentre in contemporanea gli amici del Centro Ippico Monte Moro intratterranno grandi e piccini nell’area del maneggio con i loro bellissimi cavalli.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nel corso del pomeriggio verrà presentato a chi ancora non lo conoscesse il romanzo “Il casello nascosto tra gli alberi”, presenti l’autore e l’editore, con l’introduzione di un ospite d’eccezione: l’amico Enzo Melillo, giornalista di chiara fama, in forza alla redazione Rai di Genova.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; color: rgb(153, 51, 0); text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Lo staff del Casello vi aspetta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2265053540295386694?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2265053540295386694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2265053540295386694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2265053540295386694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2265053540295386694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/10/e-tempo-di-castagne-sul-monte-moro.html' title='E&apos; TEMPO DI CASTAGNE, SUL MONTE MORO!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-3910779119363795644</id><published>2010-07-05T23:15:00.001+02:00</published><updated>2010-07-05T23:18:04.999+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><title type='text'>IL BUNKER DEL MONTE MORO RIPRENDE VITA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33cc00;"&gt;Ancora un’iniziativa di grande richiamo per l’Associazione Amici del Monte Moro, che già qualche tempo si batte per la tutela ambientale della zona posta immediatamente alle spalle del levante genovese.&lt;br /&gt;Dopo la pulizia del sito, svoltasi qualche mese fa, che aveva portato alla raccolta e allo smaltimento di diversi quintali di rifiuti tra i quali numerose carcasse di auto e moto, sabato 3 luglio si è tenuta la manifestazione “Monte Moro tra storia, natura e degrado”, che ha portato i numerosi partecipanti all’interno delle strutture antiaerei costruite con funzione difensiva durante la Seconda Guerra Mondiale.&lt;br /&gt;Dopo 65 anni si sono riaccese le luci all’interno del bunker, grazie all’operato dei soci dell’associazione, che da qualche settimana è anche ufficialmente registrata. I presenti, oltre a visitare l’interessante sito, hanno anche potuto ascoltare la storia delle costruzioni militari risalenti al periodo 1939/45, ed in particolare delle opere di questo genere.&lt;br /&gt;A questa fase didattica si è abbinato poi un momento “ecologico”, con un’ulteriore operazione di pulizia dei luoghi. La raccolta di rifiuti ha consentito di smaltire nuovamente molti quintali di materiali di ogni genere, inequivocabile segno di degrado ambientale ma anche di incuria dell’amministrazione pubblica e di inciviltà di troppi.&lt;br /&gt;Il pomeriggio si è concluso con una festosa merenda, offerta da Gusto Giusto, azienda di ristorazione veicolata, e con la S. Messa officiata da Padre Pietro Fusi Sch.P.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-3910779119363795644?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/3910779119363795644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=3910779119363795644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3910779119363795644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3910779119363795644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/07/il-bunker-del-monte-moro-riprende-vita.html' title='IL BUNKER DEL MONTE MORO RIPRENDE VITA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5088287353069761946</id><published>2010-06-30T20:29:00.002+02:00</published><updated>2010-06-30T20:32:50.365+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><title type='text'>50 ANNI, E SENTIRLI PROPRIO TUTTI!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Stasera sono rientrato a casa tardi. Genova era bloccata. Non pioveva, scuole chiuse da tre settimane, ora di punta quasi passata… E allora?&lt;br /&gt;E allora, in pieno centro, andava in scena la celebrazione della vergogna. Organizzata da CGIL e ANPI, ecco la marcia (nel senso di femminile di “marcio”) per ricordare una delle pagine più turpi della storia recente: le manifestazioni che nel 1960 impedirono, in nome della democrazia, l’esercizio della democrazia. Che per un partito politico – il Movimento Sociale di Michelini e Almirante – voleva dire poter tenere il proprio congresso.&lt;br /&gt;Sono passati cinquant’anni, e uno dovrebbe poter pensare ad un superamento di questa fase storica, che era sconcertante anche allora ma che poteva essere giustificata in nome delle divisioni che avevano portato l’Italia dal fascio allo sfascio.&lt;br /&gt;E invece no. Per poter giustificare la propria permanenza in vita, ecco i soliti, più democratici degli altri, a cercarsi un palco ed una platea alla quale gridare forte e chiaro che anche oggi si attenta alla libertà e alla Costituzione, ma oggi come allora – o noi fortunati! – ci sono loro che vigilano, non abbassano la guardia ed impediranno.&lt;br /&gt;Ad esempio, hanno impedito una legittima manifestazione che da destra voleva ripercorrere quei momenti in una lettura diversa, da un’altra angolazione. Il che, evidentemente, è vietato. In nome della democrazia.&lt;br /&gt;Ultimo pensiero per le “autorità”: invece di prestarsi finalmente ad una sintesi superiore e moderna, scevra da coinvolgimenti storici assurdi – specie dal punto di vista di quel verme di Alessandro Repetto, che da ex democristiano farebbe bene a rileggersi un po’ di storia del suo partito a Genova – eccoli nelle piazze, vere o mediatiche, a dire la loro. Che è la stessa di questi cialtroni. Purtroppo la città esprime la classe dirigente che ci meritiamo. La Medusa, il verme, il gerundio. Lo ripeto: o noi fortunati! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5088287353069761946?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5088287353069761946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5088287353069761946' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5088287353069761946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5088287353069761946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/06/50-anni-e-sentirli-proprio-tutti.html' title='50 ANNI, E SENTIRLI PROPRIO TUTTI!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8026404534983198435</id><published>2010-06-20T23:51:00.000+02:00</published><updated>2010-06-20T23:52:33.882+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>POMIGLIANO: UNA PARTITA DA VINCERE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff6666;"&gt;Mille e mille gli argomenti, cari amici del Casello, che da tempo – complice un intoppo informatico imprevisto – mancate della vostra ferrovia virtuale per far circolare idee e faccende.&lt;br /&gt;Ce ne sarebbe, davvero: il federalismo, i Mondiali, la sempre più involuta conduzione della sindachessa medusa, treni e bus, la marea nera, le intercettazioni…&lt;br /&gt;Ci sarà modo, spero. Ma la prima cosa che porto alla vostra riflessione è la situazione di Pomigliano d’Arco ed il rifiuto dogmatico, ideologico, della CGIL di firmare l’accordo con la Fiat.&lt;br /&gt;Un accordo che chiede impegno ai lavoratori, e qualche rinuncia. Ma che in sostanza dice: se la facciamo così, noi portiamo qui dalla Polonia (dalla Polonia!) la linea di produzione della Fiat Panda. Non c’è un’alternativa: se la proposta della Fiat non passa, lo stabilimento chiude. Punto.&lt;br /&gt;La CGIL dice di no, unica tra i sindacati. E il sospetto che dietro ci sia qualcosa di diverso dalle semplici ragioni dei lavoratori è forte.&lt;br /&gt;Proviamo però a spingerci al di là delle impressioni, con alcune note analitiche. La prima. La CGIL – è evidente – oggi più che mai è asservita ad una logica di potere che contrappone due schieramenti. I suoi no, un tempo classisti e ideologizzati, sono oggi spesso frutto di logiche politiche che cercano un risultato opportuno, quando non opportunistico. Il fatto di essere l’unico sindacato, a parte qualche sigla autonoma, a contrapporsi sempre a Berlusconi e al Centro Destra pesa, in termini di tessere, perché permette di cavalcare un malcontento che sempre è esistito e sempre esisterà, brandendo però la spada del purismo e del “io-non-mi-vendo”.&lt;br /&gt;Dire di no a Pomigliano, farne fallire le logiche, contribuisce ad eliminare un pericoloso successo governativo dall’agenda politica e sindacale, perché è altrettanto certo che i ministri dell’attuale compagine se ne farebbero vanto.&lt;br /&gt;La seconda. La CGIL – su un piano più strettamente sindacale – teme, non senza fondatezza, che la ricetta Pomigliano possa estendersi a tanti altri plessi industriali della Penisola. E’ vero che svecchierebbe il repertorio da (pessimi, trovo incredibile che ci sia chi sostiene il contrario) anni settanta dell’industrializzazione italiana, ma probabilmente allenterebbe le cautele sindacali di cui i lavoratori hanno fin troppo abbondantemente fruito nel dopoguerra. Questo, la componente sindacale dei metalmeccanici CGIL – la base operaista e movimentista che tiene le redini della confederazione – non può permetterlo.&lt;br /&gt;E così, spazio al “tanto peggio, tanto meglio”. Con il concreto rischio che Pomigliano chiuda. E che i fautori del principio “O tutto, o niente” – pochi, direbbe Montanelli, inutili e dissennati – tengano in ostaggio una delle poche fabbriche della Campania e una delle poche produzioni che coraggiosamente un’impresa italiana sta cercando di mantenere o addirittura di riportare da noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8026404534983198435?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8026404534983198435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8026404534983198435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8026404534983198435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8026404534983198435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/06/pomigliano-una-partita-da-vincere.html' title='POMIGLIANO: UNA PARTITA DA VINCERE'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5280824118395860252</id><published>2010-05-20T23:21:00.001+02:00</published><updated>2010-05-20T23:23:36.521+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><title type='text'>VISTO CHE LA ZIA MARTA NON SI MUOVE...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Tutto è nato dallo spaventoso incendio dello scorso settembre: ettari di bosco e macchia mediterranea in cenere, case minacciate dalle fiamme e residenti terrorizzati, una lunga striscia di fuoco che percorreva l’immediato entroterra del Levante fino quasi a lambire il mare.&lt;br /&gt;Uno scenario apocalittico che aveva tenuto banco per giorni sugli organi di stampa.&lt;br /&gt;Da lì, la riflessione: eliminiamo le condizioni di degrado che alimentano questa furia. E poi, l’impegno: facciamo qualcosa noi, visto che chi dovrebbe non interviene. Tipo la sindachessa Medusa.&lt;br /&gt;E’ nata così l’iniziativa del “Gruppo Amici del Monte Moro”, che sabato 15 maggio ha organizzato una giornata di pulizia straordinaria del parco del monte posto sulle alture del Levante genovese.&lt;br /&gt;L’iniziativa, patrocinata dal Municipio IX Levante, ha visto impiegati una sessantina di volontari, che sono riusciti a raccogliere oltre una tonnellata di rifiuti di vario genere, tra i quali spiccavano numerose carcasse di motorini ed autoveicoli.&lt;br /&gt;L’iniziativa ha mobilitato molte associazioni che hanno inteso dare un segnale alla città e a chi la governa: dalle scuole “Padre Ottavio Assarotti”, all’Associazione Nazionale Alpini – Gruppo Genova Centro, sempre in prima fila quando c’è da lavorare in modo serio sull’ambiente, senza chiacchiere sui massimi sistemi, e l’Anffas.&lt;br /&gt;La giornata di lavoro ha poi avuto anche un momento festoso, con una merenda da “Mille e una notte” offerta da “Gusto Giusto”, azienda di ristorazione veicolata.&lt;br /&gt;A coronamento della manifestazione, che certamente avrà un seguito e nel corso della quale sono stati piantati anche simbolicamente alcuni alberelli, è stata celebrata una Santa Messa nella Cappella di Santa Chiara, officiata da Padre Pietro Fusi, Direttore delle Scuole “Assarotti”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5280824118395860252?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5280824118395860252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5280824118395860252' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5280824118395860252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5280824118395860252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/05/visto-che-la-zia-marta-non-si-muove.html' title='VISTO CHE LA ZIA MARTA NON SI MUOVE...'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8570880244903774741</id><published>2010-05-10T23:33:00.001+02:00</published><updated>2010-05-10T23:33:50.283+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siamo tutti sportivi'/><title type='text'>CHI RACCONTERA' L'ITALIA AI MONDIALI?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33cc00;"&gt;Todi è una di quelle città che fa dell’Italia un paese unico al mondo: una piccola capitale, racchiusa entro mura medievali conservate meglio di tanti ospedali degli anni settanta, con il Duomo e i palazzi pubblici, e anche quelli dei notabili del paese a dare lustro al piccolo centro.&lt;br /&gt;Una cornice unica, dove si mangia e si beve in diretta relazione con quanto si vede, per un evento di grande interesse, ossia la presentazione, a cura del gruppo umbro dell’Unione Stampa Sportiva Italiana, degli eventi mediatici che accompagneranno l’Italia calciofila nel periodo mondiale, in pericoloso – per le consorti – avvicinamento.&lt;br /&gt;E così, accanto al presidente Remo Gasperini e al “regista” Giuseppe Occhioni, ecco Jacopo Volpi a raccontare cosa farà la tivù di stato e Massimo Corcione a rispondere con la ricetta di Sky. Ma anche Riccardo Cucchi, voce principe del football radiofonico d’oggi, a spiegare cosa combinerà la cara, vecchia radio, e poi i colleghi della carta stampata per chi vuole approfondire oltre i microfoni.&lt;br /&gt;In platea, anche tanti studenti, ed in particolare i ragazzi del locale liceo classico: è tra loro la voce che ci racconterà i Mondiali del 2030, quelli che si è aggiudicato Marte?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8570880244903774741?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8570880244903774741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8570880244903774741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8570880244903774741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8570880244903774741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/05/chi-raccontera-litalia-ai-mondiali.html' title='CHI RACCONTERA&apos; L&apos;ITALIA AI MONDIALI?'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-630006365618401715</id><published>2010-04-26T22:21:00.000+02:00</published><updated>2010-04-26T22:22:41.901+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>CARO GIANFRANCO, COSI' NON VA.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Lascia molto perplessi l’atteggiamento di Fini e dei suoi in questa fase politica. Siamo all’indomani delle elezioni amministrative, che hanno restituito pieno vigore all’azione del governo, enfatizzando il meritato ruolo locale della Lega, unico, vero partito del territorio e come tale premiato dagli elettori.&lt;br /&gt;Ci sono quindi le premesse per andare avanti e farlo con costrutto, lasciandosi alle spalle veleni e processi: le riforme, l’economia, il mondo del lavoro, la sicurezza….&lt;br /&gt;A maggior ragione le uscite di Fini – che incassa però il pesante smacco di una larga fetta di ex aennini che gli preferiscono la stabilità del referente politico – appaiono incomprensibili. A suo dire, la Lega va arginata e la gestione dev’essere più collegiale.&lt;br /&gt;Sul primo punto, ci si chiede il perché. Forse per le boutade autonomiste di Bossi e di Calderoli, o per il folclore del popolo padano? Se è così, il respiro dei finiani è corto: la Lega, dove governa, lo fa bene, con amministratori che dicono (e fanno) per la gente quello che la gente vuole sentirsi dire e veder fare. Se poi sono cose rozze, come sostiene qualcuno, francamente non si vede perché ci si dovrebbe preoccupare: per decenni ci siamo dovuti sorbire le idiozie circa la “lotta di classe”, il proletariato, i lavoratori, categorie di una rozzezza infinita, e oggi ci dovremmo preoccupare per le istanze – spesso giustificate, tra l’altro – della Lega? Con la differenza che, all’epoca, i “proletari” non li voleva nessuno, e restavano all’opposizione. Oggi la Lega la votano. O vogliamo forse una democrazia selettiva (tu puoi, anche se non ti votano; tu non puoi, nemmeno se ti votano)?&lt;br /&gt;Sul secondo, al limite, si può concordare, e si può trovare un terreno d’intesa. La gestione del PDL – inteso come partito – lascia perplessi. Le situazioni locali sono gestite in modo personalistico e con scarso senso della realtà. La vicenda della Puglia – dove Vendola starnazza di un successo che in realtà è una defaillance degli avversari – dovrebbe insegnare.&lt;br /&gt;Ma anche la nostra Liguria fa scuola: a quando un congresso, a quando cariche locali elette dalla base? Forse, in questo modo anche qui si potrebbero creare le condizioni di un’alternativa alla pessima sinistra ligure. Che governa perché gestisce il potere in modo sovietico, ma ancor più per mancanza di avversari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-630006365618401715?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/630006365618401715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=630006365618401715' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/630006365618401715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/630006365618401715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/04/caro-gianfranco-cosi-non-va.html' title='CARO GIANFRANCO, COSI&apos; NON VA.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-3400505059027249811</id><published>2010-04-19T23:12:00.002+02:00</published><updated>2010-04-19T23:15:15.084+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Italia dei trasporti'/><title type='text'>UNA BUONA NOTIZIA: IL NUOVO TRENO SULLA FERROVIA GENOVA CASELLA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S8zHybGLMYI/AAAAAAAAAIg/lkJHD_HxW4A/s1600/Maquette01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461960117174612354" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S8zHybGLMYI/AAAAAAAAAIg/lkJHD_HxW4A/s320/Maquette01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La Ferrovia Genova Casella vedrà correre sui propri binari un nuovo treno a partire dal 2013. Si è infatti concluso l’iter che, confermando quanto da noi anticipato quasi un anno fa, ha portato all’aggiudicazione ad AnsaldoBreda dell’appalto per la fornitura del nuovo convoglio.&lt;br /&gt;Non si è trattato di un percorso facile: le difficoltà economiche e le peculiarità tecniche con le quali la storica linea deve fare i conti da sempre hanno portato i vertici di Piazza Manin a definire un progetto innovativo e con pochi riscontri in Europa. La prima procedura di gara è andata così deserta, e per l’aggiudicazione è stato necessario un secondo bando, vinto poi dall’azienda oggi napoletana, ma di antica tradizione genovese.&lt;br /&gt;La fornitura ha un valore complessivo di 4,3 milioni di euro, dei quali 3,95 milioni direttamente per il treno, ed i restanti 350.000 per il relativo materiale di scorta.&lt;br /&gt;I fondi per l’operazione arrivano dalla Regione Liguria, che ha da poco affidato la gestione della Ferrovia ad AMT.&lt;br /&gt;Il nuovo complesso, del tipo definito “tram – treno” per le sue caratteristiche che lo rendono una sintesi tra i due tipi di mezzi, risponde sul piano progettuale a quanto richiesto dal tracciato della linea. Percorso acclive e tortuoso, velocità di punta non particolarmente elevate, necessità di continue accelerazioni e decelerazioni, la tratta richiede mezzi flessibili, con buone capacità di arrampicamento e facilità di incarrozzamento dei passeggeri.&lt;br /&gt;Mentre in altri contesti, come in Germania, questo tipo di convogli stanno conoscendo una buona diffusione, in Italia non esiste nulla del genere, e gli unici mezzi in qualche modo avvicinabili sono in servizio da qualche mese e con grande soddisfazione dell’utenza lungo la linea che da Bergamo conduce ad Albino, sulla ricostruita sede della ferrovia della Val Seriana.&lt;br /&gt;A dare la notizia i due principali artefici dell’operazione, l’Ing. Paolo Gassani, Direttore Generale della ferrovia, che è anche uno dei più noti studiosi ed esperti di ferrovia a livello nazionale, e Maria Nives Riggio, dall’estate 2008 Amministratore Unico della ferrovia, sotto la cui accorta e rigorosa guida l’impianto su rotaia più caro ai genovesi sta uscendo da un faticoso periodo di difficoltà tecniche.&lt;br /&gt;“Si tratta – ha detto Gassani – di un mezzo articolato della lunghezza di 42 metri, a scartamento metrico e con circuiti di alimentazione a 3.000 volt. Ha 240 posti complessivi, di cui 140 a sedere ed uno per passeggero a ridotta capacità motoria. Ha il pianale ribassato, per consentire un facile incarrozzamento dei passeggeri, ed un’ampia superficie vetrata per godere appieno del paesaggio offerto dalla nostra bella linea ferrata. Quanto alla scelta del tram – treno, è dettata dal fatto che ha caratteristiche di leggerezza e di inscrivibilità nelle curve di piccolo raggio che meglio si adattano alla tortuosità di tracciato della Genova-Casella rispetto al materiale rotabile ferroviario tradizionale, con un miglioramento del comfort di marcia, della velocità e la diminuzione dell’usura del binario.”&lt;br /&gt;“La stipula di questo contratto di fornitura rappresenta il conseguimento di un obiettivo importante che si aggiunge ai tanti investimenti che dal 2008 sono stati programmati ed attuati per superare la situazione di estrema criticità in cui versava la Ferrovia” ha aggiunto Maria Nives Riggio. “Sono state ripristinate dodici delle venti corse giornaliere feriali della ferrovia, e si stanno intensificando anche quelle dei giorni festivi; nei prossimi mesi – grazie alle lavorazioni ancora in corso - potranno essere ulteriormente incrementate. Abbiamo investito risorse per ripristinare il materiale rotabile esistente” dice ancora Riggio “in attesa del 2011, quando, oltre ad una carrozza, arriveranno due elettromotrici ristrutturate, e del 2013 con il nuovo treno di AnsaldoBreda.”&lt;br /&gt;AMT, nuovo gestore della linea, un tratto della quale verrà presto risistemato per un totale di 4,3 km., si troverà quindi ad esercire una linea in rilancio rispetto al recente passato. L’unico punto interrogativo riguarda proprio il nuovo materiale: un solo convoglio sembra un po’ poco per garantire continuità nel servizio, ma d’altronde le risorse al momento sono quello che sono. Ci si chiede però se, mentre si fa un gran parlare di mobilità sostenibile e di qualità della vita, non si riesca a trovare il modo per finanziare un’infrastruttura unica ed invidiata a livello mondiale, meta di turisti ed appassionati di tutto il pianeta e che serve un bacino d’utenza importante e ancora poco intercettato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-3400505059027249811?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/3400505059027249811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=3400505059027249811' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3400505059027249811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3400505059027249811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/04/una-buona-notizia-il-nuovo-treno-sulla.html' title='UNA BUONA NOTIZIA: IL NUOVO TRENO SULLA FERROVIA GENOVA CASELLA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S8zHybGLMYI/AAAAAAAAAIg/lkJHD_HxW4A/s72-c/Maquette01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2678789158702516800</id><published>2010-03-20T22:43:00.002+01:00</published><updated>2010-03-20T22:46:52.031+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><title type='text'>GERUNDIO IETTATORE, RIUSCIREMO A MANDARTI A CASA?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff6600;"&gt;Non sarà facile mandare a casa il gerundio iettatore che ormai dai cinque, interminabili anni sta infestando la Liguria con la sua turpe presenza.&lt;br /&gt;Il tipo non ci piace, e sembra incredibile che la gente della Liguria sia anche solo in parte disponibile a votarlo. Non mi dilungo sulle “qualità” di costui, a tutti note fin dai divertenti giorni della primavera 1993 (ne conservo gelosamente alcune foto, che mi vengono in aiuto quando sono di cattivo umore).&lt;br /&gt;Che la Giunta da lui guidata (guidata?!?) nella passata legislatura (legislatura?!?) abbia fatto poche cose interessanti, quasi sempre dovute ad iniziative di persone in gamba, amici che stanno dall’altra parte ma galantuomini e ben lontani dalle prepotenze e dai marmelli del gerundio, è un dato di fatto.&lt;br /&gt;Un recente opuscolo, scritto dall’emergente consigliere uscente Matteo Rosso, amico del Casello, assieme all’eterno Gianni Plinio, ha messo a nudo sprechi ed iniziative a dir poco bizzarre della maggioranza (speriamo) uscente. S’intitola “Gli sprechi della sinistra dalla A alla Z”, ed elenca in rigoroso ordine alfabetico come sono state spese alcune delle risorse che i contribuenti hanno messo a disposizione dei governanti regionali.&lt;br /&gt;Tra le tante chicche, gli stanziamenti per la difesa del “Gulo Gulo”, che non è una tipica categoria di elettori di centro sinistra, ma un mammifero altrimenti noto come “Ghiottone” e quelli per le tante, troppe fiere e manifestazioni costosissime, poco e mal frequentate e senza costrutto per il futuro della regione.&lt;br /&gt;Anche per questo – a prescindere da cosa si pensi del Premier e dei suoi problemi in Liguria è necessario cambiare. Pensiamoci bene: rivogliamo forse una voce tutta difetti di pronuncia e incapace di sorridere che ci parla di ottimismo e di futuro con un’espressione tra il funereo e l’ebete?&lt;br /&gt;Qui al Casello vogliamo cambiare: basta gerundio e trapassato, guardiamo solo al futuro. E, assieme a Sandro Biasotti Presidente, spingiamo un giovane coraggioso: Matteo Rosso. Non gliene ha fatta passare una, come raccontato nel suo volume.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2678789158702516800?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2678789158702516800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2678789158702516800' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2678789158702516800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2678789158702516800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/03/gerundio-iettatore-riusciremo-mandarti.html' title='GERUNDIO IETTATORE, RIUSCIREMO A MANDARTI A CASA?'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7276051475337681760</id><published>2010-03-17T22:34:00.000+01:00</published><updated>2010-03-17T22:39:16.659+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>E' PRIMAVERA, ARRIVA UN FRESCO VENTICELLO DI FOGNA...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non ci crediamo più. Possibile che ogni volta che si avvicina una tornata elettorale parta una campagna giudiziaria contro Berlusconi? E’ una cosa talmente rituale e ripetitiva che non si lascia più credere, ed in effetti sono tanti coloro che, anche a sinistra, nutrono forti perplessità sui contenuti di questa nuova “inchiesta”.&lt;br /&gt;Ne riassumiamo, in breve, il nocciolo: il Premier – che qui, sia chiaro, non intendiamo difendere “a prescindere”, anche perché non ne ha bisogno – è sotto indagine per aver detto al telefono ad un membro dell’AgCom, Innocenzi, e al direttore del TG1 Minzolini, che è stufo di sentirsi diffamare ed insultare in continuazione da Santoro, e che quel programma così com’è fa schifo e meriterebbe di essere chiuso. Cose, tra l’altro, del tutto condivisibili. Vorrei vedere chiunque, se esistesse un programma radiotelevisivo fatto non per smascherare ribalderie assortite (ci sono: ad esempio Striscia la Notizia e le Iene su Mediaset, Report e per certi versi anche Chi l’ha visto sulla Rai, solo per citarne qualcuno), ma per parlare a senso unico solo di episodi, veri o più spesso presunti, che vedono protagonista un solo individuo, una sola parte, una sola fazione. Tanto per dire, un Santoro di destra che se la prendesse con Prodi – eppure di quel falso perbenista disonesto di cose da dire ce ne sarebbero state a bizzeffe – non è mai esistito.&lt;br /&gt;Mutatis mutandis, sarebbe come se Mourinho venisse perseguito perché caccia i cronisti dalle proprie conferenze e venisse intercettato mentre chiede ad un amico direttore di testata che chiudano “Controcampo”. E non rileva la diversa posizione delle due persone citate: il comportamento è assolutamente uguale.&lt;br /&gt;Insomma, anche stavolta la rilevanza penale è nulla. E forse anche quella politica ed umana. Ma parlarne a due settimane dalle elezioni può spostare pochi quanto essenziali voti degli indecisi, magari lasciandoli a casa. Anche per questo, con una sinistra senza idee che continua a ripetere che “gli italiani vogliono vedere trattati i loro problemi, non quelli di Berlusconi”, abilissima nel crearli, questi problemi, e quindi a far sì che questo argomento possa essere utilizzato, il Centro destra potrebbe fare tanto e non riesce a farlo: impossibile attaccare quando sei sempre costretto a difenderti. Anche se l’attacco arriva con un venticello di fogna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7276051475337681760?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7276051475337681760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7276051475337681760' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7276051475337681760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7276051475337681760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/03/e-primavera-arriva-un-fresco-venticello.html' title='E&apos; PRIMAVERA, ARRIVA UN FRESCO VENTICELLO DI FOGNA...'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1115728255085583415</id><published>2010-03-12T23:25:00.001+01:00</published><updated>2010-03-12T23:36:35.993+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al casello'/><title type='text'>I percorsi del Casello</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Cari amici del Casello, dopo qualche settimana di silenzio ripartono le pubblicazioni sul nostro blog, sulla nostra arena virtuale che così tanti argomenti ci ha fatto dibattere in questi primi sedici mesi.&lt;br /&gt;Non mi attardo sul periodo intercorso, sebbene cose ne siano successe, e anche tante, e anche strane: dalle firme per le elezioni alle Olimpiadi invernali, dagli Oscar a via Poma, tanto per ricordare qualcuno tra gli eventi clou. Proveremo a commentarne insieme quelli che più hanno destato l’attenzione del Casellante.&lt;br /&gt;Parleremo anche delle elezioni regionali prossime venture, e di quanto sia necessario, direi quasi vitale, cercare di mandare a casa il “gerundius infelix”, specie animale che ha infestato la Liguria nell’ultimo lustro.&lt;br /&gt;Inoltre ci sono nuove pubblicazioni che meritano la nostra attenzione, delle quali daremo conto fin dalla prossima settimana.&lt;br /&gt;A tal proposito il Casellante non può non compiacersi dell’ottimo riscontro avuto dal “romanzo del Casello”, ossia “Il Casello nascosto tra gli alberi”, che trova spazio qui di fianco: grazie a quanti lo hanno comprato e letto, e ancor più a coloro che ne hanno commentato le pagine. E’ stato un piacere essere in vostra compagnia, e lo sarà ancor più in futuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1115728255085583415?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1115728255085583415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1115728255085583415' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1115728255085583415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1115728255085583415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/03/i-percorsi-del-casello.html' title='I percorsi del Casello'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1806661648127362207</id><published>2010-02-08T22:32:00.000+01:00</published><updated>2010-02-08T22:37:22.139+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><title type='text'>ANCHE A GENOVA APRE BANCA ETICA!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff0000;"&gt;A quasi undici anni dallo start ufficiale Banca Etica ha aperto una propria filiale a Genova, città che, forte delle sue tradizioni nel campo dell’associazionismo e della solidarietà, all’istituto bancario “alternativo” per DNA ha dato tanto fin dai tempi della Cooperativa “Verso la Banca Etica”.&lt;br /&gt;Le manifestazioni che hanno fatto da corona all’apertura hanno coinvolto tutto il territorio ligure, da La Spezia fino a Ventimiglia, dove si sono tenuti incontri a tema a simboleggiare la “presa di possesso” dell’intera regione da parte della banca.&lt;br /&gt;Il clou degli eventi si è peraltro concentrato a Genova nella giornata di sabato 30 gennaio. Dapprima il taglio del nastro della nuova sede, in via San Vincenzo 34, non lontano dalla stazione Brignole, alla base del grattacielo ex Sip. Tante le personalità presenti, dal vice presidente della Regione Massimiliano Costa, che ha seguito il percorso di Banca Etica fin dall’epoca dei suoi trascorsi nello scoutismo cattolico, a Mons. Giampiero Carzino, dalle cui parole è emerso il riferimento alla missione di Banca Etica a servizio della promozione umana. A tagliare la fettuccia gialla e blu è stato Francesco Fassone, coordinatore dei soci della Liguria, che tanto si è prodigato per portare valori e contenuti di Banca Etica nella nostra regione.&lt;br /&gt;Nei nuovi locali della banca è stata poi aperta al pubblico la mostra “Dieci anni di Banca Etica”, che racconta il percorso di questo istituto di credito così singolare nel panorama finanziario internazionale da meritare davvero un momento di attenzione nelle pur frenetiche attività quotidiane di ciascuno.&lt;br /&gt;Più tardi, nell’auditorium di Palazzo Rosso, ecco la tavola rotonda: “Banca Etica. Un seme per l'economia responsabile: cultura e società civile, ambiente, cooperazione sociale e internazionale”, moderata con la vivacità del suo stile scout da Gabriele Giuglietti, genovese, che di Banca Etica è il Vice Direttore Generale.&lt;br /&gt;Tanti i relatori presenti, e contenuti tutt’altro che scontati.&lt;br /&gt;Il primo a prendere la parola è stato Fabio Salviato, Presidente di Banca Etica, il quale, con un’immagine cara alla gente della Liguria, ha paragonato il percorso dell’istituto da lui guidato al viaggio di una nave e del suo coraggioso equipaggio nel pericoloso mare della finanza.&lt;br /&gt;Mario Crosta, che di Banca Etica è Direttore Generale, ha tenuto particolarmente a ringraziare tutto il personale della banca, presente in massa alla giornata genovese, per la realizzazione del sogno: aprire una filiale anche a Genova.&lt;br /&gt;Per Claudio Basso, rappresentante delle ACLI nel Forum Ligure del Terzo Settore, la definizione di un nuovo modello di sviluppo deve interessare anche settori storicamente lontani dall’intervento sociale, e per farlo è indispensabile puntare sulla formazione, affinchè economia re crescita responsabili diventino un modo di sentire diffuso e comune.&lt;br /&gt;Lorenzo Becchetti, docente alla Sapienza e presidente del Comitato Etico della banca, ha insistito sull’incontro tra consumo responsabile (“i cittadini che votano col portafoglio”) e impresa pioniera. Infatti, dice citando a più riprese l’enciclica “Caritas in Veritate” (che ha costituito lo spunto per molte riflessioni di questa giornata), il fatto che certi approcci vengano fatti propri dalle banche tradizionali significa che si è seminato bene, anche se la specificità di Banca Etica la rende un “unicum” nel panorama finanziario.&lt;br /&gt;Su basi analoghe anche l’intervento del Professor Lorenzo Caselli, che ha parlato a questo proposito di economia che nasce dal basso per concretizzarsi in iniziative che senza negare il profitto sanno andare al di là per realizzare finalità umane e sociali. Banca Etica, in questo contesto, è uno dei soggetti che, lavorando a beneficio del “Non Profit”, terreno di sperimentazione di nuove potenzialità, operano per un pluralismo delle istituzioni e la migliore e più completa soddisfazione dei bisogni sociali.&lt;br /&gt;Beppe Gallo, segretario nazionale della Fiba/Cisl, ha definito Banca Etica “un’impresa lungimirante e visionaria”, giacchè i due termini – “banca” ed “etica” – oggi sembrano incarnare un vero e proprio ossimoro. Anche in questo caso la “Caritas in Veritate” viene in soccorso, quando dice che l’economia del dono dev’essere immanente all’economia di mercato.&lt;br /&gt;A chiudere l’intervento di Sabrina Siniscalchi, una lunga esperienza in “Mani Tese” ed oggi a Banca Etica, che ha auspicato un maggiore interesse verso il bene comune, sebbene i segnali non siano incoraggianti, vista la sproporzione esistente tra quanto investito dai governi per salvare le banche dallo tsunami finanziario di un anno fa e quanto stanziato a favore della riduzione dei danni ambientali.&lt;br /&gt;Alla fine, festa per tutti, con il ricco buffet allestito dalla Comunità Emmaus, una delle tante realtà che ha creduto da subito in Banca Etica, uno strumento diverso ed un ponte tra quanti, nel mondo dell’associazionismo e del volontariato cattolico e laico, credono in un nuovo modello di sviluppo che abbia al centro la persona.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1806661648127362207?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1806661648127362207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1806661648127362207' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1806661648127362207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1806661648127362207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/02/anche-genova-apre-banca-etica.html' title='ANCHE A GENOVA APRE BANCA ETICA!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8202003024551682063</id><published>2010-01-28T22:42:00.003+01:00</published><updated>2010-01-28T22:47:41.511+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vado a vedere...'/><title type='text'>ANCHE A GENOVA APRE BANCA ETICA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Sabato pomeriggio, a Genova, Banca Popolare Etica aprirà ufficialmente la propria filiale genovese.&lt;br /&gt;Alle ore 15.15 è previsto il taglio del nastro, alla presenza delle più alte cariche dell'Istituto, presso la sede di Via San Vincenzo 34, dove sarà allestita la mostra "Dieci anni di Banca Etica".&lt;br /&gt;Più tardi, esattamente alle 16.30, all'Auditorium di Palazzo Rosso, incontro pubblico: Banca Etica. Un seme per l'economia responsabile:cultura e società civile, ambiente, cooperazione sociale e internazionale. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S2IFbkJ1JXI/AAAAAAAAAIY/MoO1Wzmw_8w/s1600-h/Logo_Banca_Etica.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 56px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431910071681754482" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S2IFbkJ1JXI/AAAAAAAAAIY/MoO1Wzmw_8w/s320/Logo_Banca_Etica.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Interverranno, tra gli altri, il Presidente di Banca Etica Fabio Salviato ed il Direttore Generale, Mario Crosta, e poi esponenti dell'associazionismo, del sindacato e dell'economia, tra i quali il Prof. Lorenzo Caselli.&lt;br /&gt;A moderare l'incontro Gabriele Giuglietti, Vice Direttore di Banca Etica.&lt;br /&gt;L'ingresso è libero, e può essere un’ottima opportunità per ragionare di economia e di mercato in maniera un po’ diversa rispetto a come questi temi ci vengono imposti dai mezzi di comunicazione di massa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8202003024551682063?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8202003024551682063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8202003024551682063' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8202003024551682063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8202003024551682063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/01/anche-genova-apre-banca-etica.html' title='ANCHE A GENOVA APRE BANCA ETICA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S2IFbkJ1JXI/AAAAAAAAAIY/MoO1Wzmw_8w/s72-c/Logo_Banca_Etica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-4885964875774569758</id><published>2010-01-21T22:18:00.005+01:00</published><updated>2010-01-21T22:30:43.971+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>VINCONO I PIU' PICCOLI ALLA MOSTRA DEI PRESEPI DELLA SCUOLA P. OTTAVIO ASSAROTTI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff0000;"&gt;Grande successo di pubblico per la premiazione, sabato 16 gennaio, della terza edizione della Mostra Concorso dei Presepi organizzata dalle Scuole Paritarie Padre Ottavio Assarotti per gli alunni delle elementari e della scuola d’infanzia. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S1jGnCzau-I/AAAAAAAAAH4/8cAnKHbzDv4/s1600-h/premiazione_presepi_2010.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429307724864863202" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S1jGnCzau-I/AAAAAAAAAH4/8cAnKHbzDv4/s320/premiazione_presepi_2010.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In realtà, al di là del successo della premiazione, bisognerebbe parlare del successo della mostra in sé, che ha visto i piccoli concorrenti partecipare con grande entusiasmo e profusione di energie, cercando di veicolare messaggi chiari e semplici nel più puro spirito natalizio, a partire dall’utilizzo di materiali riciclabili, dalla capacità di mettere a frutto le conoscenze apprese a scuola (la manualità, ma anche i significati veri del Natale), per arrivare alle tante piccole gioiose rappresentazioni natalizie esibite al pubblico ed espresse davanti a genitori ed amici.&lt;br /&gt;A fare da cornice alla kermesse il sempre accogliente Salone dei Convegni della società Iride (già AMGA) di Via SS. Giacomo e Filippo a Genova. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S1jG5VJ7u_I/AAAAAAAAAIA/gC22wJXdMzs/s1600-h/premiazione_presepi_2383.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palpabile l’attesa per i numerosi e prestigiosi premi in palio, anche perchè è stata quest’anno una votazione dei visitatori, separatamente adulti e minori, si è affiancata al responso della giuria ufficiale composta da esperti qualificati estranei alle scuole.&lt;br /&gt;Un po’ a sorpresa, tutte e tre le votazioni hanno indicato vincitrice della simpatica competizione la Scuola dell'Infanzia, per l’originalità del lavoro, per l'efficacia dell'insieme, per l'utilizzo di materiali poveri, e per la gran profusione di dettagli, curatissimi. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S1jHI5eAwNI/AAAAAAAAAII/zyNbPHdh-QI/s1600-h/premiazione_presepi_2388.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429308306474713298" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S1jHI5eAwNI/AAAAAAAAAII/zyNbPHdh-QI/s320/premiazione_presepi_2388.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A testimoniare il crescente successo di quest’iniziativa, da rimarcare la significativa partecipazione di autorevoli sponsor, a partire dal Municipio Centro Est che ha concesso il patrocinio, alla Soc. IRIDE, al Presidente della Regione Liguria, al Sindaco di Genova, al Presidente della Provincia, ed a numerose primarie Aziende.&lt;br /&gt;Davvero oltre le attese la partecipazione del pubblico alla cerimonia della premiazione, svoltasi alla presenza di numerose autorità religiose e civili, dei quasi 200 alunni e dei loro genitori e familiari, tanto che il Salone era stipato all'inverosimile. Nel corso della mattinata ogni classe concorrente ha allietato gli intervenuti con un momento espressivo: chi un canto, chi una poesia declamata in coro, chi una breve parte recitata. Un gradevole rinfresco ha concluso la cerimonia, che ha archiviato nel migliore dei modi il sereno periodo natalizio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-4885964875774569758?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/4885964875774569758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=4885964875774569758' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4885964875774569758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4885964875774569758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2010/01/vincono-i-piu-piccoli-alla-mostra-dei.html' title='VINCONO I PIU&apos; PICCOLI ALLA MOSTRA DEI PRESEPI DELLA SCUOLA P. OTTAVIO ASSAROTTI'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/S1jGnCzau-I/AAAAAAAAAH4/8cAnKHbzDv4/s72-c/premiazione_presepi_2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5121833853009423499</id><published>2009-12-18T08:39:00.004+01:00</published><updated>2009-12-18T08:44:31.445+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al casello'/><title type='text'>IL CASELLO NASCOSTO TRA GLI ALBERI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Fresco di stampa, ecco finalmente il romanzo del Casello. Sì, perché è proprio un piccolo edificio ferroviario il protagonista di “Il casello nascosto tra gli alberi”, il romanzo d’esordio di Giuseppe &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/Sysx_ahAgII/AAAAAAAAAHw/63n27CdWgnI/s1600-h/05122009.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416477942362439810" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/Sysx_ahAgII/AAAAAAAAAHw/63n27CdWgnI/s320/05122009.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Viscardi, giornalista ed esperto di comunicazione genovese, che sta appassionando lettori e lettrici di tutte le età per l’originalità del soggetto, il suo stile semplice e diretto e i suoi personaggi ricchi di umanità.&lt;br /&gt;E’ davvero particolare la vicenda del ragazzo lombardo che in maniera casuale – in seguito alla valanga che travolge tutte le sue certezze – prova a ricominciare da zero, e lo fa sulle alture della Val Polcevera. Una storia che si legge tutta di un fiato, organizzata in maniera sorprendente dall'autore, senza che nessuno dei rivoli del racconto si perda in una valle e fondo cieco, ma in maniera che tutti confluiscano nel mare. Una bellissima favola su che cosa conta veramente nella vita, sull'amicizia e sull'amore. Un racconto che esalta l'asse portante dell'anima degli uomini (quelli che ne hanno una), a danno di tutti gli orpelli e i fronzoli con cui siamo abituati a ricoprirla. Una fuga da situazioni drammatiche e complicate, che diventa poi una fuga da quel se stesso che in fondo al protagonista non era mai piaciuto.&lt;br /&gt;Un libro che spiega che un’anima determinata a ritrovare sé stessa, ce la può fare, e che per avere fortuna e l'aiuto di Dio bisogna anche meritarseli.&lt;br /&gt;Una lettura appassionata, che alterna momenti minuziosamente descrittivi ad altri più “mossi”, che strappa qualche lacrima e molti sorrisi, e tiene incollati alla storia per tutta la sua durata.&lt;br /&gt;Per gli amici del Casello il libro è acquistabile tramite gli indirizzi di posta elettronica presenti sul blog, oppure è disponibile alla Fiera del Libro di Galleria Mazzini, presso lo stand della casa editrice N.E.G., Nuova Editrice Genovese, e poi ancora nelle migliori librerie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5121833853009423499?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5121833853009423499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5121833853009423499' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5121833853009423499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5121833853009423499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/12/il-casello-nascosto-tra-gli-alberi.html' title='IL CASELLO NASCOSTO TRA GLI ALBERI'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/Sysx_ahAgII/AAAAAAAAAHw/63n27CdWgnI/s72-c/05122009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5931361468330838710</id><published>2009-12-05T12:51:00.001+01:00</published><updated>2009-12-05T12:55:06.950+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Corazzata Potemkin è ...'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suoni e ultrasuoni'/><title type='text'>LA POVERTA' DELLA MUSICA DEGLI ANNI '70</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#666666;"&gt;Mi trovo spesso a pensare a quanto i cantautori italiani abbiano inciso sulla nostra formazione musicale. Quando ero ragazzino, diciamo negli anni settanta e fino ai primi anni ottanta, esistevano in pratica tre generi musicali: il grande rock internazionale, la canzone impegnata, la musica popolare, di facile presa. Quest’ultima era come la Democrazia Cristiana: nessuno diceva di sceglierla perché faceva sfigato, ma in realtà poi l’ascoltavano tutti. Le altre due si dividevano il campo dei ganzi, con scarse o nulle contaminazioni.&lt;br /&gt;Da un punto di vista dell’educazione musicale, purtroppo, il ruolo dei cantautori va giudicato come negativo: la povertà dei loro suoni, i lunghissimi e noiosi pistolotti accompagnati da stornellate elementari, hanno inciso negativamente su una generazione che ha in sostanza scelto le parole – oggi, tra l’altro, desuete e spesso contraddette dai fatti – rispetto alla musica.&lt;br /&gt;Niente da dire su certi testi, specie certe poesie d’ambiente (mentre va considerato nefasto, a questo punto, l’apporto all’agone politico propriamente detto), ma a livello musicale… Il fatto è che “La locomotiva” era alla portata di tutti, mentre “Shine on you crazy diamond” era di difficile portabilità, specie allora che le parole su internet non si riuscivano a trovare. Un po’ per motivi pratici, un po’ per non restare esclusi, ecco che si finiva per accettare quella che sembrava l’unica soluzione. Dalla quale, tra l’altro, rimanevano esclusi autentici fenomeni (riabilitati dalla storia, a volte – purtroppo – quando era tardi) come Rino Gaetano e gli esordi di Vasco Rossi, Zucchero Fornaciari, Enrico Ruggeri.&lt;br /&gt;Gli anni Ottanta, tra i tanti, enormi meriti, hanno per fortuna spazzato via gli anni settanta anche sul piano della musica. Chi cerca sempre di immobilizzare il mondo ha anche accusato alcuni cantautori che hanno avvertito il cambio di passo (come Edoardo Bennato) di essersi prostituiti alla musica commerciale. Ma solo loro.&lt;br /&gt;E sono in buona compagnia: politica e letteratura, tanto per fare un esempio, hanno conosciuto storie simili, con l’aggravante che certe abitudini sono dure a morire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5931361468330838710?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5931361468330838710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5931361468330838710' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5931361468330838710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5931361468330838710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/12/la-poverta-della-musica-degli-anni-70.html' title='LA POVERTA&apos; DELLA MUSICA DEGLI ANNI &apos;70'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6703115521204821191</id><published>2009-11-29T23:09:00.006+01:00</published><updated>2009-11-29T23:18:17.532+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>UN FEDELE POLIGAMO, IL NUOVO ROMANZO DI ALESSANDRO CONSONNI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#990000;"&gt;Carissimo Casellante, carissimi Viaggiatori, è da un po' di tempo che penso di scrivere sul blog, ma non ho mai avuto argomenti che ritenessi degni dell'interesse di un gruppo eterogeneo di persone, come penso siate Voi. Oggi non posso esimermi dal segnalarVi un libro. E' "Un fedele poligamo", opera pr&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SxLxyjdbh0I/AAAAAAAAAHY/jRDcCt_ShtA/s1600/a+c+2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 271px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409651953239820098" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SxLxyjdbh0I/AAAAAAAAAHY/jRDcCt_ShtA/s320/a+c+2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;ima di un carissimo amico monzese, il Maestro Alessandro Consonni. Chi è costui? e perchè dici "Maestro"? Per chi non fosse un esperto d'arte, rispondo subito: Alessandro Consonni è un pittore Monzese D.O.C., classe 1954. La sua fama ha varcato i confini dell'Europa da tempo ed è molto quotato in America ed in Estremo Oriente. Definirlo pittore è veramente citare soltanto una faccia del poliedrico "personaggio", che ho il piacere di annoverare nel numero dei miei "amici-amici" a Monza, la città che mi ha rapito da Genova 5 anni fa, il giorno in cui "ho piggiou quello Sacramento" (quando mi sono sposata - con un indigeno - n.d.r) . Direi che l'espressione più che più si adatta ad Alessandro Consonni è grande comunicatore. La prima volta che ho il piacere di incontrarlo è durante l'esposizione dei suoi quadri, due anni fa, in occasione della festa del Co-Patrono Monzese, San Gerardo (l'altro è .. San Giovanni Battista, come noi genovesi, che però abbiamo più reliquie degli autoctoni!). Alessandro è una persona molto brillante, simpatica, incontenibile, che comprende empaticamente l’interlocutore, chiunque esso sia; ne sa cogliere il suo punto di vista, senza assumerlo come proprio, restando fedele a se stesso, avendo, come dice Lui medesimo, "ormai allentato i freni inibitori". La sua pittura è come Lui, energica, unica del suo genere. La tecnica “olio”, utilizzata in grandi spessori, con la spatola, dà la suggestione dell'alto e basso rilievo. E' pittura informale, che offre diverse interpretazioni all'occhio più o meno esperto. Mi piace talmente tanto che decido di investire nell'acquisto della tela "Fragranza di brughiera", che fa mostra di se sulla parete della nostra camera da letto, con i suoi papaveri rosso fuoco e le sue nuvole che sembrano cambiare forma. Mi fermo qui. Ammetto di essere una profana e so benissimo che la brutta figura è dietro l'angolo ... Lo scorso settembre Alessandro preannuncia l'uscita del suo primo romanzo. "Però..."- penso - "sono curiosa: chissà come se la caverà con la penna?" Il Sabato 10 Ottobre io e mio marito Andrea andiamo alla Galleria d'arte "Stanza delle forme" a Monza e ascoltiamo, tra una battuta e l'altra, alcuni accenni di Alessandro al contenuto del libro. Si tratta di un romanzo ambientato a Mirandolo, sullo sfondo si staglia il Monte Rosa. E' la storia di George, uno psicologo di madre inglese (da qui il nome anglofono) che capisce, venendo casualmente in soccorso di una donna conosciuta in aereo, il potenziale della missione di aiutare i malcapitati ad affrontare la "volofobia" e ne fa un vero e proprio mestiere. Nell'arco di una vita George, incontra e ama con autentica passione e "fedelmente" due donne. Mi do di nuovo uno stop. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SxLx7CInfKI/AAAAAAAAAHg/iSYdDH69Koo/s1600/a+c.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 268px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409652098912976034" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SxLx7CInfKI/AAAAAAAAAHg/iSYdDH69Koo/s320/a+c.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;E' abbastanza per stuzzicare la Vostra curiosità? Finisco il romanzo in neanche 24 ore, tanto è piacevole e coinvolgente la lettura. Scrivo a mezzanotte di Domenica 11 ottobre la mia recensione ad Alessandro. " Complimenti per le descrizioni, soprattutto dei colori, quasi maniacali. Mi sembrava di vedere un film su di uno schermo ad altissima definizione. La storia di George, mi ha intenerito, appassionato, e fatto sorridere". Volete sapere l'ultima uscita del Maestro? Trovo in libreria, sulla fascetta gialla che gira intorno alla copertina, sul retro, la mia recensione! Pensate: compare ancor prima di quella di Roberto Aldo Mangiaterra (il genovesissimo Mago delle Fiabe). Lui sì che ha pieno titolo per fare queste cose!!! A quanto pare, io me la cavicchio... Buona lettura! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#990000;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Alessandra Dufour &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:alessandra.dufour@gmail.com"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#3366ff;"&gt;alessandra.dufour@gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#990000;"&gt;P.S.: la fascetta gialla scomparirà presto dalle librerie, ma, lo so , le magie durano poco: Cenerentola docet!&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-6703115521204821191?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/6703115521204821191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=6703115521204821191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6703115521204821191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6703115521204821191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/11/un-fedele-poligamo-il-nuovo-romanzo-di.html' title='UN FEDELE POLIGAMO, IL NUOVO ROMANZO DI ALESSANDRO CONSONNI'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SxLxyjdbh0I/AAAAAAAAAHY/jRDcCt_ShtA/s72-c/a+c+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2451333628481700091</id><published>2009-11-25T22:17:00.002+01:00</published><updated>2009-11-25T22:20:46.480+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Italia dei trasporti'/><title type='text'>IL SEMAFORO, SIMBOLO DELLA MOBILITA' GENOVESE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff0000;"&gt;La mobilità genovese degli ultimi decenni, pur spesso stravolta, presenta un filo conduttore che unisce tutte le piccole e grandi rivoluzioni: l’inefficacia.&lt;br /&gt;Tralasciando l’aspetto che pur mi è più caro e noto, il trasporto pubblico, che a reggere l’assessorato fosse il bizzarro Villa o il fumoso Merella, per la città cambiava poco, e comunque in peggio. La casalinga di Voghera non avrebbe procurato certo danni peggiori.&lt;br /&gt;L’emblema di queste controgestioni? Il semaforo. Sì, d’accordo, le strisce gialle; certo, le zone blu; sicuro, anche i sensi unici rivoluzionati a babbo, o il rifacimento delle coperture del Bisagno che “non durerà più di 24 mesi”, per dirla con lo sfortunato precedente inquilino del Matitone; ma tutto ciò è niente rispetto all’epidemia di semafori – talvolta inutili, spesso dannosi – che ha colpito la città, in particolare nel corso della nefasta gestione Merella.&lt;br /&gt;Spero per lui - l’assessore al traffico più inviso di sempre - che ci abbia almeno guadagnato qualcosa; che so, dalla ditta fornitrice. Giusto per dire che in città qualcuno ha tratto beneficio dall’assurda politica del “più infastidisco l’utente della strada, più faccio l’interesse della viabilità”.&lt;br /&gt;Così, mentre tutto il mondo elimina i semafori, a Genova li decuplichiamo. Dove non ci sono mai stati (Piazza Portello); dove c’è un attraversamento pedonale a richiesta che rompe le scatole, specie nelle ore di punta (qua e là in Corso Europa), dove c’è un incrocio con una via sempre deserta, dove c’è l’uscita dei mezzi di una qualsiasi entità comunale, provinciale, regionale o statale…&lt;br /&gt;Ovunque, tranne – sembra una banalità - dove servono: ad esempio alla confluenza di via Capolungo con l’Aurelia (via Donato Somma), quasi a Bogliasco, dove persino gli autobus svoltano tra due curve cieche.&lt;br /&gt;Il risultato? Gli automobilisti non rinunciano all’auto, però s’infuriano e le code si esasperano. Quando invece è evidente che, per l’inquinamento e la scorrevolezza del traffico, è molto meglio che la fiumana di mezzi che popola le nostre strade al mattino viaggi senza troppe soste. Ne guadagnerebbero i mezzi pubblici (che, pure, non brillano per efficienza), ostaggio tanto dell’indisciplina degli utenti privati – che non sto difendendo: basta pensare all’odioso ricorso al posteggio in seconda fila – quanto dell’intasamento delle strade, spesso indotto da semafori crudeli posti ad incroci che invocherebbero soluzioni alternative.&lt;br /&gt;Il futuro non sembra portare in dote un miglioramento: le strade sono quelle, e le risorse – si sa – scarseggiano. Se poi quelle poche le spendiamo in semafori…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2451333628481700091?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2451333628481700091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2451333628481700091' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2451333628481700091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2451333628481700091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/11/il-semaforo-simbolo-della-mobilita.html' title='IL SEMAFORO, SIMBOLO DELLA MOBILITA&apos; GENOVESE'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2700175484891658698</id><published>2009-11-16T22:28:00.000+01:00</published><updated>2009-11-16T22:29:17.389+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Corazzata Potemkin è ...'/><title type='text'>PICCOLI TROMBONI CRESCONO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#993399;"&gt;Uno dei più gravi fardelli che la cultura italiana (le altre non le conosco a sufficienza) si porta dietro da sempre, e comunque con gran profusione di energie nel dopoguerra, è il trombonismo.&lt;br /&gt;Si tratta di quella sindrome per la quale solo gli eletti (che si autoeleggono) ed i chiamati (che si chiamano a vicenda) possono pontificare su qualunque cosa e fare opinione. La loro posizione di eminenti tromboni li rende ad un tempo custodi e creatori della verità, nonché giudici di altrui tesi. Per capirci, come se le partecipanti a Miss Italia oltre a concorrere valutassero da giurate le avversarie.&lt;br /&gt;Ne abbiamo visti: personalmente, limitandomi al campo socio/politico, ho sempre apprezzato particolarmente poco Norberto Bobbio, sicuramente persona seria e degna ma altrettanto certamente noto e squillante trombone.&lt;br /&gt;Guai ad avversare le tesi di costoro: la difesa corporativa scatta immediata, respingendo con veemenza l’intrusione. Difficile, quasi impossibile farsi accettare, a meno che non si venga cooptati.&lt;br /&gt;L’amico Stefano, uno dei più assidui frequentatori del Casello fin dalla prima ora, mi fa notare lo spiegamento di… trombe (e tromboni) a celebrare la dipartita di Alda Merini, irrequieta ed effervescente poetessa milanese per la quale, subitanei, sono partiti i coccodrilli.&lt;br /&gt;La cosa bizzarra è rilevare che, assurti a tromboni (in erba), si sono mossi alla causa personaggi di certo distanti dall’immaginifica scrittrice dei Navigli (cito, tra gli altri, Jovanotti), per i quali non riesco ad immaginare un’assiduità con i versi di Alda Merini ed eventualmente quella capacità interpretativa che richiede, come minimo, l’ampio possesso del lirismo della defunta poetessa. 50.000 (cinquantamila!) iscritti al neonato Gruppo Facebook intitolato ad Alda Merini: quante poesie avranno letto in media costoro? Per non dire: quante ne avranno comprese? Quanti ne conoscevano esistenza ed opere prima che il circo mediatico ne descrivesse la parabola, fatta di versi, di ricoveri, di salite e di discese?&lt;br /&gt;Però riempirsene la bocca – specie adesso che, poveretta!, non può più difendersi – fa tanto introdotto. Il primo passo nella scalata al titolo di trombone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2700175484891658698?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2700175484891658698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2700175484891658698' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2700175484891658698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2700175484891658698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/11/piccoli-tromboni-crescono.html' title='PICCOLI TROMBONI CRESCONO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-775253743066332848</id><published>2009-11-13T00:20:00.001+01:00</published><updated>2009-11-13T00:23:25.630+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Corazzata Potemkin è ...'/><title type='text'>IL MURO DI BERLINO, VENT'ANNI FA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Io me lo ricordo bene, il Muro. Quello che è crollato, implodendo nelle sue contraddizioni, una notte di novembre di venti anni fa. Quello che divideva due universi, due culture, due modi di recitare la commedia della vita, due poli magnetici che – spezzando la calamita – si ritrovano in ciascun moncone, il polo positivo e quello negativo.&lt;br /&gt;Io me lo ricordo, quel Muro, perché ero e sono tra quelli che, nel loro raffronto, hanno schifato gli anni settanta ed amato gli anni ottanta: tutto più bello, più colorato, più saporito, dalla moda alla musica, dal cinema all’amore, giù giù fino al mangiare ed al bere.&lt;br /&gt;Quel muro che crollava a Berlino correva anche tra di noi, e divideva in modo non sanabile chi stava di qua da chi stava di là. Chi sapeva che di qua c’era il migliore dei mondi possibili (con tutte le sue imperfezioni), che si era liberi, ci si poteva esprimere sempre e su tutto, e chi ha sempre pensato che avessero ragione loro, dall’altra parte, perché l’idea era quella giusta, e ad essere sbagliata era l’applicazione. Illusioni!&lt;br /&gt;Io me lo ricordo bene, il Muro. Perché ero tra quelli che, fin da subito, intuivano che dietro il pacifismo e la voglia di disarmo unilaterale di metà anni Ottanta c’erano i rubli della disperazione di chi era perfettamente consapevole che il “Sol dell’Avvenire” stava per tramontare. Non c’erano i mezzi per fronteggiare l’Occidente sul piano della tecnologia, mentre i danni procurati dal Papa polacco (non per altro, bersaglio di un attentato) aprivano un fronte interno – quello delle coscienze – non meno pericoloso di quello esterno, quello degli strumenti.&lt;br /&gt;Io me lo ricordo bene, il Muro. E soprattutto non dimentico gli “utili idioti” che – chissà quanto intenzionali – sottolineavano i nostri difetti per distogliere dalle tragedie dell’altra parte. Nelle canzoni, ad esempio, dove Antonello Venditti se la prendeva con Sting perché quest’ultimo si chiedeva se “i russi amano anche loro i bambini”, o dove Luca Barbarossa, con (sua) ironia, osservava “quanto siamo bravi al di qua del Muro” (sottinteso: noi, col nostro trave nell’occhio, che cerchiamo la pagliuzza in quello degli altri.&lt;br /&gt;Io me lo ricordo bene, il Muro. Perché il comunismo non esiste più, e per fortuna anche comunisti ne sono rimasti pochi. Ma il loro metodo è duro a morire, anche oggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-775253743066332848?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/775253743066332848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=775253743066332848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/775253743066332848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/775253743066332848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/11/il-muro-di-berlino-ventanni-fa.html' title='IL MURO DI BERLINO, VENT&apos;ANNI FA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1473945018499604841</id><published>2009-11-04T23:29:00.000+01:00</published><updated>2009-11-04T23:30:48.587+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><title type='text'>BUON COMPLEANNO, ALPINI!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Oggi, 4 novembre, è il 91^ anniversario della Vittoria, che nel 1918 completò il processo di unificazione nei confini voluti da oltre duemila anni di storia della “Nazione Italiana” (e oggi qua e là mutilati, soprattutto ad est).&lt;br /&gt;E’ anche la Festa delle Forze Armate, e ai nostri ragazzi impegnati nelle missioni all’estero va un caloroso abbraccio da tutti gli amici del Casello.&lt;br /&gt;La ricorrenza, cara in sé, lo è anche perché ci permette di ricordare che da 90 anni l’ANA – Associazione Nazionale Alpini – tiene alto (fra le tante, grandiose opere che compie, per lo più in silenzio ed ignorata dalla comunicazione “ufficiale”) il ricordo dei nostri nonni che sul Carso e sulle Dolomiti immolarono la loro gioventù per sconfiggere un nemico superiore per numeri e mezzi.&lt;br /&gt;Nel luglio 1919, mentre l’Italia era percorsa da gravissimi fremiti di matrice anarchica e socialista che quasi colpevolizzavano coloro che avevano combattuto e vinto in quanto portatori di una (per costoro) inaccettabile retorica guerrafondaia e patriottica, ed in nome di un assurdo “abbattimento dei confini” (per i quali, invece, erano morti a migliaia, e moltissimi da eroi), ebbene, in quest’Italia un gruppo di reduci espose il Tricolore – che sovversivi! – in Galleria a Milano, addirittura contro il parere del Prefetto. E nessuno osò.&lt;br /&gt;Perché “gli alpini non hanno paura”, come dice un loro celebre canto, e nessuno è mai passato di lì. Basti ricordare, in tempi più vicini a noi, lo striscione: “Fatevi avanti, se avete coraggio!”, rivolto esplicitamente durante un’adunata nazionale alle BR. Che, infatti, intrise di viltà ed opportunismo, aduse a sparare a poveri Cristi beccati da soli per strada e possibilmente di spalle, non si fecero avanti.&lt;br /&gt;Buon compleanno, Alpini!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1473945018499604841?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1473945018499604841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1473945018499604841' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1473945018499604841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1473945018499604841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/11/buon-compleanno-alpini.html' title='BUON COMPLEANNO, ALPINI!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-4387030452753950688</id><published>2009-10-30T22:39:00.001+01:00</published><updated>2009-10-30T22:43:04.113+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Difendiamo l&apos;italiano'/><title type='text'>AIUTO, ARRIVA LA POSTA ELETTRONICA!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#339999;"&gt;In mancanza ed in attesa di riunioni con le quali esercitare le orecchie ed il gusto per la lingua che fu di San Francesco, Dante e Manzoni, di quando in quando mi soccorrono i messaggi di posta elettronica.&lt;br /&gt;E’ piuttosto frequente, nell’utilizzatore di questo fondamentale e ormai irrinunciabile strumento di comunicazione, lo sbarellamento linguistico fatto di abbreviazioni e onomatopee: “che” scritto con la K (“ke kazzo state skrivendo?”), “non” abbreviato in “nn” (come gli insegnanti di italiano di questi somari), oppure la formula “fyi”, in coda al messaggio (che sembra - e probabilmente è - un raglio, ma vorrebbe significare “for your information”, perché il vecchio, caro “p.c.”, cioè “per conoscenza”, è troppo dialettale), e via ranzando.&lt;br /&gt;Tra le ultime chicche - con la “i”: meglio precisare, visto cosa accade in certe regioni d’Italia – ecco presentarsi il “basic point”, forma asinina del già deprecabile “basis point”, adeguatamente vituperato in passato su queste pagine.&lt;br /&gt;Sarei poi curioso di sapere cosa sia la “flattizzazione”, da non confondere con la flatulenza linguistica dell’estensore: perché non utilizzare un sostantivo derivato dal verbo “uniformare” (pur in sé non certo brillante), al posto di questa grottesca italianizzazione del tremine anglo “flat”, che significa “piatto, piano”?&lt;br /&gt;Da non trascurare nemmeno quanti, in coda alla loro missiva, ti chiedono di fare una certa cosa “per favore”, scrivendo “pls” (cioè “please”), oppure ti ringraziano scrivendo “thks” (“thanks”). Ma vfc!&lt;br /&gt;Interessante anche l’abuso della locuzione “Certi di fare cosa gradita…”, in testa o in coda a messaggi recanti per lo più pessime novità. Ci vuole una discreta dose di faccia come le terga per scrivere amenità come: “Certi di fare cosa gradita, vi inoltriamo l’elenco dei reclami della clientela trasformatisi in denunce nei vostri confronti presso la Procura della Repubblica”. Però, se non proprio in questi termini, succede anche questo…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-4387030452753950688?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/4387030452753950688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=4387030452753950688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4387030452753950688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4387030452753950688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/10/aiuto-arriva-la-posta-elettronica.html' title='AIUTO, ARRIVA LA POSTA ELETTRONICA!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2015679574542993260</id><published>2009-10-26T23:05:00.001+01:00</published><updated>2009-10-26T23:08:42.554+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>BERSANI, LA MUFFA AL POTERE.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff6600;"&gt;Qui al Casello, si sa, non siamo propriamente di sinistra. E neppure siamo tra quelli che non credono più alla distinzione fra schieramenti ed ideologie, in nome di un concretismo bottegaio che non ci appartiene. L’affetto per le tradizioni e l’attenzione verso il nuovo sono complementari in una visione organica della realtà politica.&lt;br /&gt;Detto questo, non ci si può esimere da una veloce valutazione sulla (prevedibile) vittoria di Pierluigi Bersani nella corsa alla segreteria del PD.&lt;br /&gt;Vista da avversario, c’erano buoni motivi per tifare a favore del successo dell’uno o dell’altro dei due (tre, ma Marino non è mai sembrato in corsa sul serio) contendenti.&lt;br /&gt;Franceschini sembrava incarnare un modo di vedere e fare innovativo, fingendo pragmatismo assolutista antiberlusconiano e assenza di ipoteche ideologiche, smentite però dai continui richiami alla Costituzione e all’antifascismo (che, come i lettori del Casello sanno bene, è il mio personale peggior nemico, e condiziona come poche altre cose i miei giudizi). L’eterno ragazzo emiliano si è però dimostrato ingenuo nell’approccio e velleitario nei presupposti: impensabile cestinare in pochi mesi una lunga tradizione fatta di sezioni e Feste dell’Unità. A ciò ha abbinato fin da subito un atteggiamento manicheo e paradipietrista che ne facevano un interlocutore pessimo (o, meglio, un non interlocutore) per chi ipotizza finalmente rapporti di civile convivenza tra maggioranza ed opposizione. La sua eventuale vittoria avrebbe avuto sull’elettorato di area progressista una forte presa identitaria ma senza portare, probabilmente, un solo voto in più.&lt;br /&gt;Bersani, al contrario, rappresenta il vecchio, il già visto, l'ammuffito, il rassicurante trionfo del “si è sempre fatto così”, non importa se con ragione o con torto. Ora proverà a rimettere in sesto i cocci di una coalizione pietosa, che si coagulerà contro il nemico usurpatore pur cercando in qualche modo di compromettersi con esso. Qualche volta riuscirà persino a vincere, ma – come in passato – non a governare, troppo compressa tra le diverse ed inconciliabili anime del suo variopinto catalogo.&lt;br /&gt;Alla fine, la mia impressione è che il vero vincitore di questa tenzone sia Pierferdinando Casini, il quale attendeva in regalo proprio questo esito: i transfughi (che non saranno pochi, né marginali) proveranno per l’ennesima volta la carta del Grande Centro. Cosa dite, amici del Casello: stavolta la faranno uscire?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2015679574542993260?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2015679574542993260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2015679574542993260' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2015679574542993260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2015679574542993260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/10/bersani-la-muffa-al-potere.html' title='BERSANI, LA MUFFA AL POTERE.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1036264399527798413</id><published>2009-10-21T00:05:00.005+02:00</published><updated>2009-10-23T19:22:51.207+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il treno del gusto'/><title type='text'>CASCINA ROSSA, PROFUMI DI LANGA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/St43Ex10dPI/AAAAAAAAAHI/kIvtpN1zr5Q/s1600-h/06092009.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394809958874510578" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/St43Ex10dPI/AAAAAAAAAHI/kIvtpN1zr5Q/s320/06092009.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000099;"&gt;La passione e la curiosità per il mondo del vino mi conducono spesso per mano, ad assaggiare senza intenti scientifici e, quindi, da dilettante (nel senso migliore e letterale del termine: colui che si diletta) etichette e provenienze che non conosco. Lo scopo, ben poco nascosto, è quello di cercare e trovare quelle perle – oggi non così rare, ma sempre preziose – che si nascondono nelle tante ostriche della grande tradizione italiana.&lt;br /&gt;Racconto oggi di due vini che hanno fatto suonare le campane a festa, colpendo l’immaginazione quasi quanto il palato e regalando momenti di poesia ai cinque sensi (oh, yes! Tutti e cinque, tatto e udito inclusi).&lt;br /&gt;Parlo dei due vini che ho avuto il piacere e l’onore di degustare prodotti dall’Azienda “Cascina Rossa” di Valle Talloria (CN), famiglia Veglio: Nebbiolo d’Alba e Dolcetto di Diano d’Alba “Sorì Utinot”.&lt;br /&gt;Entrambi raccontano, più e meglio di tanti discorsi (e quindi soprattutto dei miei), della passione storica e familiare per il proprio lavoro e la propria terra, il rispetto del connubio fra tradizione ed innovazione, il gusto per le cose belle e fatte per durare.&lt;br /&gt;Per non smentire quanto appena solennemente proclamato eviterò di addentrarmi nelle descrizioni tecniche che fanno colto e che piacciono a chi ama il “vino parlato” anche più del “vino bevuto” (n.d.C., nota del Casellante: è un problema diffuso, caro amico del Casello: pensa – ad esempio – al rapporto tra “sesso parlato” e “sesso praticato”…).&lt;br /&gt;E parto dal Nebbiolo, un vino di nobile progenie e di gran stoffa, austero ma rotondo, quasi impegnato a smentire chi ne considera le uve come mere fornitrici di Barolo e Barbaresco.&lt;br /&gt;Di colore rosso rubino intenso, ciò che più colpisce è l’armonia sviluppata in tutte le dimensioni olfattive e gustative, un equilibrio che ne fa il commensale ideale per paste fatte in casa (che so, i mitici Tajarin o gli agnolotti) e le carni grigliate.&lt;br /&gt;Eccellente il Nebbiolo, eccellente anche il cru “Sorì Utinot”, Dolcetto di Diano d’Alba che sa essere al contempo gioviale e vigoroso, quasi a voler sintetizzare la dialettica in voga da qualche anno sull’essenza di questo vitigno così tipicamente piemontese da vantare addirittura dodici DOC diverse (più un paio di DOCG). C’è chi, tra le due fazioni, lo vuole fresco e beverino, come da tradizione, e teme che l’eccesso di alcolicità e il passaggio in legno ne travisino il significato tradizionale, rendendolo anonimo; e chi – al contrario – vede nell’affinamento e nella maturazione un contributo all’esaltazione di caratteristiche da sempre ben presenti ma in precedenza lasciate soltanto all’immaginazione.&lt;br /&gt;“Sorì Utinot”, a parer mio, li mette d’accordo tutti. Dal colore rosso scuro con sfumature dal fucsia all'indaco, al naso evoca i prati di maggio, in una sinfonia che ricorda alcuni Dolcetto monferrini (come certi squisiti ovadesi) più che langaroli, e al gusto riempie il palato con la gioiosa fragranza dei piccoli e morbidi frutti rossi (dalla ciliegia alla mora) che sembra richiamare.&lt;br /&gt;Davvero davvero davvero, amico del Casello: sorprese piacevoli. Un sorso, e le rudezze della vita ordinaria, per un lungo e caldo momento, sono fuori dal radar.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1036264399527798413?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1036264399527798413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1036264399527798413' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1036264399527798413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1036264399527798413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/10/cascina-rossa-profumi-di-langa.html' title='CASCINA ROSSA, PROFUMI DI LANGA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/St43Ex10dPI/AAAAAAAAAHI/kIvtpN1zr5Q/s72-c/06092009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-954982504803359906</id><published>2009-10-15T22:12:00.001+02:00</published><updated>2009-10-16T19:04:22.841+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al casello'/><title type='text'>UN ANNO AL CASELLO!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;E’ trascorso un anno da quando, senza troppe conoscenze né capacità, e persino con poca attenzione verso cosa come quando eccetera, il vostro Casellante è salito sul primo treno e ha raggiunto questa sua destinazione.&lt;br /&gt;Un anno intenso, ricco di eventi, denso di fatti e curiosità, molti dei quali hanno avuto eco sul nostro nodo di scambio che poi ha trattato anche spesso argomenti poco risaputi e più “de noantri”.&lt;br /&gt;Seimila le visite, cinquecento al mese, isole incluse, che per un’iniziativa ignorata dai media principali e finora (deliberatamente) passata sotto traccia sono davvero una cifra ragguardevole. Un traguardo importante di suo, ma anche utile per comprendere quale direzione intraprendere, in che modo proseguire.&lt;br /&gt;Il secondo anno al Casello porterà altre novità: qualcosa muterà nella grafica, i contenuti verranno costantemente aggiornati, si punterà ad allargare la cerchia degli amici (e, aggiunge il Casellante, anche quella dei nemici).&lt;br /&gt;Una cosa però il Casello chiede ai suoi amici: una maggiore intraprendenza nella partecipazione. Al momento della partenza in tanti avevano giurato presenza attiva, mentre invece note, commenti e contributi sono stati numericamente scarsi, soprattutto in rapporto alle visite (quelle, al contrario, sostanziose).&lt;br /&gt;Sappiamo per certo che la pigrizia è il nemico da combattere e vincere. Poiché intervenire è molto semplice e non richiede né autenticazioni né registrazioni, proviamo ad eliminare questa nostra ingombrante compagna di vita.&lt;br /&gt;Evviva!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-954982504803359906?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/954982504803359906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=954982504803359906' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/954982504803359906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/954982504803359906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/10/un-anno-al-casello.html' title='UN ANNO AL CASELLO!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-4187737927617943279</id><published>2009-10-06T22:47:00.001+02:00</published><updated>2009-10-06T22:50:23.180+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>PER UNA VERA LIBERTA' DI STAMPA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tanti di voi lo sanno, sono un giornalista. Lo sono non “lo faccio”. E’ un mestiere che – al pari di pochi altri - coinvolge l’essere, non l’occuparsene. A questa professione tengo particolarmente perché è la mia, quella che voglio, quella che sono capace di fare, io, comunicatore per indole e attitudini, perfino a prescindere da dove mi possano portare le contingenze e le necessità di bottega.&lt;br /&gt;Conosco quindi piuttosto bene le dinamiche che muovono questo mondo, con l’aggiunta che ho anche la fortuna di vivere due diversi contesti lavorativi talmente spaiati tra loro da consentirmi raffronti audaci ma con cognizione di causa.&lt;br /&gt;E allora: se il “padrone” azienda finanziaria (o commerciale, o industriale) – con tutti i difetti che possa avere – appare infinitamente più serio (rispettoso degli impegni e delle persone, organizzato, preciso) del “padrone” editore, sul piano dell’espressione individuale la bilancia pende esattamente dall’altra parte. Il giornalista gode di licenze che il più callido impiegato nemmeno s’immagina.&lt;br /&gt;Ciò premesso, sistemati – da uomo di penna – alcuni puntini sugli “i”, trovo ridicolo – massì, RIDICOLO, MAIUSCOLO – che in Italia si manifesti per la libertà di stampa, contro un presunto bavaglio che un presunto tiranno imporrebbe con la conseguente deriva dittatoriale che tenderebbe a mettere la mordacchia alle voci non allineate.&lt;br /&gt;Ma scherziamo? Possibile che pochi o nessuno si rendano conto di quanto sia cretino sostenere queste teorie strampalate, tutte politiche (partitiche, partistiche, faziose), nel Paese delle seicento testate e delle milleduecento (1.200) emittenti? Chiunque – compreso il vostro Casellante – può permettersi di dire e scrivere quello che vuole, assumendosene la responsabilità. Vi pare poco? Nelle dittature (che so, cari progressisti: diciamo Cuba) succede qualcosa di anche lontanamente paragonabile?&lt;br /&gt;Non è forse libertà di stampa, in uno stato che versa agli editori (che ne fanno un uso fin troppo disinvolto) mille milioni di euro all’anno, unico caso al mondo, poter vomitare veleno sulla fazione che si intende avversare, a monte e a valle del fatto che ciò che si scrive sia vero o anche solo verosimile?&lt;br /&gt;Un atteggiamento cialtronesco e poco credibile, salvo per i gonzi che “l’importante è dare addosso all’usurpatore illegittimo”, e chissenefrega – in nome della democrazia – se la gente lo ha votato. Le elezioni sono dopate, estrogenate dal tiranno, quindi invalide, e il risultato anticostituzionale. Lo scrivono, poverini, però non si sentono abbastanza liberi…&lt;br /&gt;La stampa è libera, altro che idiozie: sono certi suoi esponenti a non esserlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-4187737927617943279?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/4187737927617943279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=4187737927617943279' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4187737927617943279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4187737927617943279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/10/per-una-vera-liberta-di-stampa.html' title='PER UNA VERA LIBERTA&apos; DI STAMPA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-3133986931980315597</id><published>2009-09-28T21:39:00.000+02:00</published><updated>2009-09-28T21:40:22.618+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strano ma nero'/><title type='text'>LE PERSONE SCOMPARSE, UN DRAMMA CHE SI RIPETE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#666666;"&gt;Anni di attenzione al mondo della “nera” mi hanno convinto di una cosa: se per l’ordinamento giuridico inglese, a diritto non codificato, il principio saliente è il cosiddetto “habeas corpus” (in soldoni: presentati con una prova e io ti farò giustizia), il modo migliore per farla franca – e realizzare così il delitto perfetto, luogo dell’immaginazione di tante menti perverse – passa attraverso la negazione di tale principio.&lt;br /&gt;Avete mai riflettuto, amici del Casello, a quante persone scompaiono ogni anno in Italia e nel mondo? Un numero incredibile. Un fenomeno, questo, giunto solo negli ultimi vent’anni sotto gli occhi dei riflettori mediatici, segnatamente grazie alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, esempio positivo – malgrado qualche contaminazione ideologica, specie negli ultimi anni – di televisione di servizio, che ha contribuito a far luce su molti casi drammatici e a tenere alta l’attenzione su tantissimi altri sui quali gravava altrimenti la cupa prospettiva dell’oblio.&lt;br /&gt;Certo, c’è chi sparisce deliberatamente. Succede, ed in questi casi nessuno discute il diritto di chi porta la propria avversione verso il mondo che lo ha visto protagonista fino al giorno prima fino alle estreme conseguenze. Ma la stragrande maggioranza delle scomparse racchiude in sé un dramma. Della solitudine, della malattia, della disperazione, della disattenzione. Quando non dell’incontro sbagliato.&lt;br /&gt;Sì, perché – chi segue questo genere di vicende lo avrà notato – quando uno scomparso non viene ritrovato nei primi tempi dopo la sparizione, è assai probabile che sia morto. Una disgrazia, un suicidio, un delitto: la statistica dice che le (rare) persone ritrovate a distanza dalla scomparsa non potranno quasi mai raccontare cosa è davvero accaduto.&lt;br /&gt;E quindi, pensando a casi anche recenti: quante famiglie non hanno nemmeno la consolazione di una pietra sulla quale piangere la persona cara! E, come corollario: quanti delinquenti, con tutta probabilità, si nascondono tra noi, a volte solo sfiorati dal sospetto, a volte neppure quello.&lt;br /&gt;L’associazione “Penelope” da anni si batte per il conforto e l’aiuto alle famiglie delle persone scomparse, promuovendo anche un’iniziativa legislativa che possa contribuire a far luce sui tanti, troppi misteri irrisolti (alcuni anche di risonanza mondiale, dalla scomparsa dei cattedratici Ettore Majorana e Federico Caffè a quella di Emanuela Orlandi e Mirella Gregari, fino al giudice Paolo Adinolfi). Ad esempio, in Italia non c’è una banca dati accentrata che metta in relazione i cadaveri senza volto conservati per anni negli istituti di medicina legale con le persone scomparse.&lt;br /&gt;Noi, qui al Casello, se possibile una mano la diamo volentieri. La parola a voi che transitate da qui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-3133986931980315597?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/3133986931980315597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=3133986931980315597' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3133986931980315597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3133986931980315597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/09/le-persone-scomparse-un-dramma-che-si.html' title='LE PERSONE SCOMPARSE, UN DRAMMA CHE SI RIPETE'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5665449420481674936</id><published>2009-09-23T19:15:00.001+02:00</published><updated>2009-09-23T19:17:18.032+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vado a vedere...'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il treno del gusto'/><title type='text'>CHEESE! SORRIDI...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff9900;"&gt;Bra è una graziosa città piemontese dall’impianto romano ma dall’impronta barocca, una delle tante, piccole capitali di cui è disseminata la Provincia Granda e, più in generale, il Piemonte.&lt;br /&gt;Alle porte del Roero e a pochi passi dalla Langa, Bra è rinomata tra le altre cose per il suo eccellente formaggio DOP, nelle versioni “Duro” e “Tenero”.&lt;br /&gt;Anche solo per questo l’antica “Brayda” si fregia del titolo di “Capitale del Formaggio”, che si concretizza in settembre nei tre giorni di “Cheese”, una delle manifestazioni del settore di maggior rilevanza al mondo, organizzata con crescente successo da Slow Food.&lt;br /&gt;Nell’ordinato ed elegante centro cittadino si susseguono gli stand e le iniziative, con espositori provenienti da molte parti del pianeta.&lt;br /&gt;I visitatori – tanti, di ogni età – possono degustare prelibatezze note e prodotti di nicchia, in un caleidoscopio di sapori che sa soddisfare esigenze e palati diversi.&lt;br /&gt;Naturalmente, l’Italia domina la scena, con le sue produzioni più famose ma anche con etichette note solo in ambiti ristretti.&lt;br /&gt;Non possono e non devono però essere tralasciati gli altri attori di grande rilevanza internazionale, come Svizzera, Francia, Olanda, Spagna, Irlanda, la Gran Bretagna con il famoso e prelibato Cheddar nelle diverse stagionature.&lt;br /&gt;Qua e là – in fondo da queste parti si beve un mondo straordinario di vini rossi e bianchi – ecco aprirsi anche stand enologici, dove sgrassarsi il palato con un bicchiere di vino buono.&lt;br /&gt;Una bella iniziativa, quindi, che ci sentiamo di promuovere, proprio come da quelle parti si promuovono le eccellenze casearie di tutto il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5665449420481674936?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5665449420481674936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5665449420481674936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5665449420481674936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5665449420481674936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/09/cheese-sorridi.html' title='CHEESE! SORRIDI...'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-4142065107546762566</id><published>2009-09-17T22:36:00.001+02:00</published><updated>2009-09-17T22:38:12.973+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Italia dei trasporti'/><title type='text'>AMICO DEL CITTADINO???</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000099;"&gt;Che i vigili possano essere utili al traffico ormai sono in pochi a crederlo. Forse parliamo di una categoria sfortunata: invisi alla gente, ingombranti quando sarebbe meglio non ci fossero e assenti quando necessari, la loro presenza agli incroci di norma sembra aggravare l’ingorgo anziché renderlo più spedito.&lt;br /&gt;Da tempo gli amici di “Onde Storte”, la trasmissione cult di Radio Nostalgia che ha festeggiato qualche mese fa i trent’anni di etere, ne fanno una caricatura che esaspera i toni di un atteggiamento che ricorda quello dei “forti con i deboli, deboli con i forti”.&lt;br /&gt;Un episodio recente accaduto ad un amico, finito anche sulla stampa cittadina, pare enfatizzare ancora di più questa loro poco simpatica nomea.&lt;br /&gt;Questo amico, che proprio debole non è (è un ex parlamentare ed ex assessore regionale), incontra sul suo scooter una macchina dei vigili che procede a lampeggianti spenti sulla corsia degli autobus. Poco male, pensa lui, però se non hanno fretta perché non stanno nelle corsie ordinarie? Poi si affianca alla vettura, e vede che il cantunè al volante sta tranquillamente usando il telefonino. “Non è un bell’esempio!”, dice loro.&lt;br /&gt;Al che, inesorabile, parte la ritorsione: “Accosti e favorisca i documenti”.&lt;br /&gt;L’amico ribadisce: “Visto che non avete fretta, usate le corsie ordinarie e fermatevi a telefonare.” Ovviamente la perquisa si fa più severa, e - come sempre in questi casi - qualcosa che non va lo si riesce a trovare: 78 euro di multa per gomma posteriore usurata.&lt;br /&gt;L’amico, giustamente, ha scritto al comandante dei vigili, con nomi e cognomi. Se fossimo in un paese normale, e soprattutto in una città normale, mi attenderei provvedimenti molto seri verso i due artefici di questa vessazione bella e buona. Ma non credo andrà così.&lt;br /&gt;La cosa che più amareggia il cittadino è che questi signori non solo credono di avere diritto ad una sorta di impunità (e poi c’è chi fa le crociate contro il Lodo Alfano… ridicoli!), ma guadagnano di più, si avvicinano al loro budget annuo, fanno risultati, come in qualunque azienda, visto che abbiamo recentemente scoperto che i vigili prendono la cagnotta  -ufficiale, ma che non si sappia in giro, e comunque pur sempre cagnotta – sulle multe affibbiate.&lt;br /&gt;Mi chiedo, e vi chiedo: dov’è il servizio al cittadino?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-4142065107546762566?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/4142065107546762566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=4142065107546762566' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4142065107546762566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4142065107546762566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/09/amico-del-cittadino.html' title='AMICO DEL CITTADINO???'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7243971019869234230</id><published>2009-09-07T23:10:00.004+02:00</published><updated>2009-09-07T23:40:11.105+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vado a vedere...'/><title type='text'>LEZIONE DI MARKETING</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc0000;"&gt;Quest’estate mi è capitato di girare per bene la nostra spettacolare e geniale Italia, al nord ma anche al sud. Sono tante le cose che hanno colpito la mia attenzione, ma una merita la prima copertina della stagione 2009/2010 al Casello.&lt;br /&gt;Occhio alla foto: è stata ripresa presso una rotonda alla periferia di Alba, la splendida capitale delle Langhe, caput mundi della buona gastronomia e dell’eccellenza italiana (cioè mondiale) del vino. &lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 357px; DISPLAY: block; HEIGHT: 252px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378842479927507554" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SqV8vLbcOmI/AAAAAAAAAG4/gJ9z5Qm8_GA/s320/28072009(001).jpg" /&gt;&lt;br /&gt;Chi l’ha escogitata è un genio. Punto. In termini di marketing, questo vale più di cento consulenti “Mc di qua – Mc di là”. Diciamo che è l’antitesi di quei ragazzotti in gessato che prendiamo di mira quando sentiamo maltrattare la lingua italiana. Proprio perché siamo agli antipodi dell’archetipo sopra descritto, temiamo solo un rigurgito di perbenismo. Speriamo che i tanti, troppi “grilli parlanti” di cui è punteggiato il nostro pur grande Paese non insorgano con speciose argomentazioni sull’induzione al grave peccato etilista o scemenze simili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7243971019869234230?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7243971019869234230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7243971019869234230' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7243971019869234230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7243971019869234230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/09/lezione-di-marketing.html' title='LEZIONE DI MARKETING'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SqV8vLbcOmI/AAAAAAAAAG4/gJ9z5Qm8_GA/s72-c/28072009(001).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2492459708728312205</id><published>2009-09-03T21:24:00.002+02:00</published><updated>2009-09-03T21:28:38.612+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al casello'/><title type='text'>E ADESSO SI RICOMINCIA!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Nuova stagione, nuovo casello. In ogni senso. Nelle peregrinazioni estive, il vostro casellante ne ha scovato uno graziosissimo presso Cunico, lungo la splendida linea ferroviaria che da Asti raggiunge Chivasso, famosa anche per l’architettura originale dei suoi fabbricati di servizio.&lt;br /&gt;Sarà l’immagine che ci accompagnerà nel periodo che ci separa dalla stagione fredda, quando il suo predecessore (che – per la cronaca – si trova vicino a Pianfei, lungo l’altrettanto pittoresca tratta Mondovì – Cuneo) tornerà al suo posto, con la compagnia della neve che lo circondava.&lt;br /&gt;Ma nel frattempo molti treni saranno transitati sui nostri binari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2492459708728312205?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2492459708728312205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2492459708728312205' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2492459708728312205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2492459708728312205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/09/e-adesso-si-ricomincia.html' title='E ADESSO SI RICOMINCIA!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-3091457392725627917</id><published>2009-08-06T23:59:00.003+02:00</published><updated>2009-08-07T00:02:36.850+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al casello'/><title type='text'>W L'ESTATE!</title><content type='html'>IL CASELLO VA IN VACANZA. RIPRENDERA' LE SUE NOTE DI VIAGGIO ALLA FINE DI AGOSTO, CHE POI E' IL MESE CARO AL CASELLANTE.&lt;br /&gt;A TUTTI GLI AMICI IN TRANSITO, AUGURI SINCERI DI UNA FELICE ESTATE!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-3091457392725627917?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/3091457392725627917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=3091457392725627917' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3091457392725627917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3091457392725627917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/08/w-lestate.html' title='W L&apos;ESTATE!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1038167615541701845</id><published>2009-07-12T23:53:00.005+02:00</published><updated>2009-09-03T21:32:20.703+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuoriclasse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suoni e ultrasuoni'/><title type='text'>CIAO MICHAEL!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc33cc;"&gt;Michael Jackson, un'altra leggenda che se ne va. Non sono mai stato un fan nel senso più vero di questo grande interprete della musica pop (nel significato pieno del termine: pop = popular). Non ho fatto code per comprarne i dischi, malattie per vederne i concerti o scene turche per zittire chi parlava quando alla radio trasmettevano una sua canzone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc33cc;"&gt;Devo però riconoscere che in lui abbiamo visto un fuoriclasse di quella particolare arte che abbina la musica allo show, e tanto per cambiare frutto di quegli anni ottanta che solo i noiosoni identificano come un periodo mediocre (secondo me, il miglior decennio mai visto).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc33cc;"&gt;Memorabili le sue performance dal vivo, quando cantava e ballava con quel suo stile inimitabile dimostrando a tutti che "ci vuole un fisico bestiale". Avrei voluto vedere, tanto per dire, Francesco Guccini abbozzare qualche passo durante una sua performance.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc33cc;"&gt;Infelice come tutti i Re Mida dello spettacolo, stravagante nel suo essere e nel suo apparire, lascia dietro di sè quell'aura di mistero e di &lt;em&gt;maudìt&lt;/em&gt; che - prima di lui - ha circondato altre uscite di scena inattese e cariche di dubbi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc33cc;"&gt;Infatti è già partita la caccia al vero Jackson, che si troverebbe chissà dove, assieme a Elvis, James, Marylin, Bob Marley... E prima o poi, ci scommetterei, qualcuno fonderà anche una chiesa sulle reliquie ed il pensiero (I'm Bad?) di Michael.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc33cc;"&gt;Per ora, visto che i lunghi e forti clamori del giorno dopo si stanno a poco a poco affievolendo, anche a te, ragazzo, gli auguri di buona permanenza nel luogo in cui ti trovi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1038167615541701845?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1038167615541701845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1038167615541701845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1038167615541701845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1038167615541701845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/07/ciao-michael.html' title='CIAO MICHAEL!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6636932098481977903</id><published>2009-07-07T23:34:00.001+02:00</published><updated>2009-07-07T23:37:14.522+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strano ma nero'/><title type='text'>FERRARA: GIUSTIZIA PER FEDERICO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ho seguito fin dall’inizio il caso di Federico Aldrovandi, il ragazzo di Ferrara morto in circostanze misteriose mentre, rientrando a casa dopo una nottata con gli amici, era stato fermato per un controllo da una pattuglia della Polizia.&lt;br /&gt;In realtà, anche a sentire le testimonianze di coloro che avevano avuto modo di assistere in tutto o in parte alla scena, la dinamica dei fatti a me è parsa subito piuttosto chiara: qualche parola in eccesso, la discussione che sale di tono, Federico immobilizzato a terra che non riesce più a respirare, l’epilogo tragico.&lt;br /&gt;Seguendo la vicenda grazie a “Chi l’ha visto?”, la trasmissione che da ormai vent’anni continua a dare voce alle vittime di sparizioni e delitti senza colpevole, mi sono fatto l’idea che qualcuno, da subito, cercasse di orientare indagini ed esiti verso quanto meno un concorso di colpe tra il povero Federico e la pattuglia. Quando invece appariva chiaro, e vieppiù con il trascorrere del tempo, che probabilmente quella mattina qualcuno aveva un po’ esagerato.&lt;br /&gt;Fin qui, non c’è nemmeno tanto da aggiungere. Il problema è stato però che a remare contro si sono poi verificati alcuni fatti inquietanti: la difesa corporativa degli agenti coinvolti; le improvvise amnesie e reticenze di alcuni testimoni; le asserite minacce più o meno velate subite da qualcuno; la comparsa sulla scena di storie – poco credibili, in verità – di droga.&lt;br /&gt;Il processo, anche se siamo solo al primo grado di giudizio, sembra però aver fatto piazza pulita di queste piccolezze, con la condanna, apparsa ineccepibile a tutta l’opinione pubblica (non solo ferrarese) dei responsabili di un assurdo eccesso interpretativo del proprio ruolo. Un malessere che mi sembra finisca per contagiare troppo spesso chi indossa una divisa (si veda anche la morte del povero Gabriele Sandri), la cui utilità va rivolta alla sicurezza dei cittadini e non a fornire coperture o sensazioni rambesche a chi la indossa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-6636932098481977903?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/6636932098481977903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=6636932098481977903' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6636932098481977903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6636932098481977903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/07/ferrara-giustizia-per-federico.html' title='FERRARA: GIUSTIZIA PER FEDERICO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8519624237166860573</id><published>2009-06-24T23:23:00.001+02:00</published><updated>2009-06-25T19:00:20.605+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il treno del gusto'/><title type='text'>TIGULLIO VINI, UN'OASI DI GUSTO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Tigullio Vini è una manifestazione che, per gli amatori nostrani del buon bere, si sta affermando da diversi anni come un appuntamento importante per il mondo dell’enologia ligure, non solo e non tanto per quanto riguarda le produzioni locali, ma anche – e, forse, soprattutto – per quelle aziende che intendono proporsi al pubblico delle due riviere.&lt;br /&gt;Premesso che certe sensazioni, certi piaceri, certi gusti, non si possono demandare a terzi – diceva Veronelli, il fuoriclasse d’ogni tempo dell’enologia italiana, che ogni vino ha un rapporto diverso con chi lo beve – il vostro casellante ha partecipato a questo piccolo florilegio di prelibatezze in bottiglia, raccogliendo impressioni e collezionando delizie.&lt;br /&gt;Attesa l’alta qualità generale delle proposte (erano presenti case celeberrime), e nel rilanciare la sfida di designare la loro personale preferenza ai tanti amici del Casello a loro volta presenti tra i banchi della Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale di Genova, tra le molteplici squisitezze degustate vi racconto in breve del vino che mi ha colpito di più: l’Etna Rosso Serra della Contessa di Benanti (95% Nerello Mascalese – 5% Nerello Cappuccio), un vigoroso quanto armonioso vino dell’entroterra catanese che sorprende il naso per la tipicità dei profumi e non meno il palato per l’articolata tavolozza di gusti. Vino che ben si presta ad accompagnare secondi piatti importanti, capace di invecchiare senza rughe, sembra essere lì apposta a testimoniare gli enormi progressi della viticoltura siciliana degli ultimi anni. Con l’aggiunta dell’avere a base delle proprie armonie due antichi vitigni autoctoni, che beneficiano in modo evidente delle moderne tecniche di coltivazione e di vinificazione.&lt;br /&gt;Ma è solo uno tra i tanti, grandi vini incontrati a Tigullio Vini, e non voglio fare torti a nessuno. Perché la cosa che più colpisce, uscendo da questi eventi, è l’amore con il quale produttori e distributori trattano il loro prodotto. Il frutto di tanta devozione va anzitutto e sol per questo rispettato; e poi, non può che essere eccellente. Agli amici del Casello la giusta chiosa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8519624237166860573?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8519624237166860573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8519624237166860573' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8519624237166860573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8519624237166860573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/06/tigullio-vini-unoasi-di-gusto.html' title='TIGULLIO VINI, UN&apos;OASI DI GUSTO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2134199687051991570</id><published>2009-06-16T23:27:00.004+02:00</published><updated>2009-06-16T23:32:13.385+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><title type='text'>UNA RISATA LA SEPPELLIRA'!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SjgO0q5Uw8I/AAAAAAAAAGo/G5cijl6775g/s1600-h/Funerale+Giunta.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348040855533175746" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SjgO0q5Uw8I/AAAAAAAAAGo/G5cijl6775g/s320/Funerale+Giunta.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;Dovrebbe essere un momento triste, un funerale. E forse, per il peggior sindaco che Genova ricordi, può essere così. Ma l’atmosfera che si respirava in via Garibaldi, oggi, con orchestrina, bara con il “de cuius” e corona di fiori, era al contrario piuttosto ilare. Così ilare da provocare grasse e rotonde risate nei partecipanti al funerale più spiritoso della storia, quello alla pessima giunta Vincenzi.&lt;br /&gt;Organizzata (benissimo) dall’associazione Merito, al turibolo il “Celebrante” Maurizio Gregorini, vero ispiratore di questa trovata intelligente e spiritosa, questa manifestazione di dissenso ha colpito nel segno per ironia, significato, ma anche senso della misura: niente sguaiatezze da “no global”, niente cori da antagonisti duri e puri, niente volgarità. Purtroppo, anche “niente opposizione”, come del resto da due anni a questa parte. E anche questo è un problema che dovrà essere affrontato.&lt;br /&gt;C’erano invece i portantini, i genovesi vestiti a lutto, ed anche fotografi, cineoperatori, giornalisti, curiosi, passanti, persino turisti a caccia di un’immagine originale. Mancava lei, la sindachessa lessa, che con i suoi compagni di merende ha preferito ignorare l’evento, anche a livello di comunicazione (e chissà quanto, a lei così poco sportiva, dev’essere costato) ed entrare – gesto vigliacco, da coniglio, in sintonia con il personaggio e i suoi accoliti, dimostrazione di timore per una piazza vessata – per una porta secondaria a Tursi. Quella dalla quale ci piacerebbe vederla uscire, tra uova e pomodori, definitivamente dal nostro orizzonte.&lt;br /&gt;Purtroppo per tutti noi, ad oggi il sindaco è ancora lei, quella dell’ICI più cara d’Italia ma sempre per colpa degli altri, delle zone blu anche sui piazzali privati, dell’AMT piena di debiti e incapace di riformare se stessa ed il servizio pubblico, delle spregiudicate operazioni immobiliari a Carignano (spacciate per servizio alla cittadinanza, e con fior di connivenze!), delle impudiche imprese al Lido e a Vernazzola, sbertucciate persino alla TV, come fosse una Wanna Marchi qualunque (ma il ceppo sembra proprio quello…).&lt;br /&gt;Ma proprio come i partecipanti di oggi più volte hanno evidenziato, una risata la seppellirà. Non sempre sono i migliori quelli che se ne vanno…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2134199687051991570?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2134199687051991570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2134199687051991570' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2134199687051991570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2134199687051991570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/06/una-risata-la-seppellira.html' title='UNA RISATA LA SEPPELLIRA&apos;!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SjgO0q5Uw8I/AAAAAAAAAGo/G5cijl6775g/s72-c/Funerale+Giunta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-4355187087306930366</id><published>2009-06-09T22:36:00.002+02:00</published><updated>2009-06-09T22:56:00.772+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>IL PDL E LA SCONFITTA IMMAGINATA (DAGLI ALTRI)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;E adesso ci sarà anche chi vorrà dire che il grande sconfitto della tornata elettorale europea è il PDL! Perchè è questo che gira su TV, giornali, radio, internet, bocche, sederi e via elencando: il PD ha tenuto (- 7% rispetto ad un anno fa, - 5% rispetto alle precedenti europeee 2004, anno del primo esperimento congiunto - sotto la regia del narcomortadella - tra le due sinistre italiane); il PDL ( - 2% scarso rispetto ad un anno fa, quando però il partito unico ancora non esisteva) ha perso.&lt;br /&gt;Perchè ha perso il PDL? Perchè non ha sfondato. Non ha dilagato. Non ha stravinto. Non ha fatto - diceva il sempre spiritoso Piero Fassino, a urne appena chiuse - quel salto al 45/48% che ipotizzava Berlusca (che in effetti su certe cose continua a fare un po' lo sborone).&lt;br /&gt;Perchè ha retto il PD? Perchè non si è sciolto. Non si è squagliato come neve al sole. Non è sceso al 20/21% come vaticinavano i nemici. Giusto. Del pari, la Reggina non può considerarsi insoddisfatta del campionato, perchè è sì retrocessa, ma non è arrivata ultima e ha fatto trenta punti.&lt;br /&gt;Bah! Lasciamo a quella simpatica sagoma di Franceschini il suo anti di qui, anti di là. La sitiuazione è questa: con un'uscita imbelle di uno scriteriato che in Sicilia è costata 800.000 voti al solo PDL (toh, sarebbe stato un 2 % in più), e con un astensionismo notevole (ma pur sempre inferiore al resto d'Europa), ed è il caso di ricordare che tre astenuti su quattro sono solitamente del campo moderato, la coalizione al governo non solo tiene, ma nel complesso si rafforza. Porta via province e comuni in quantità industriale alla sinistra, e non solo quelli che erano finitì di là della disgraziata tornata del 2004 (come ho sentito sostenere da qualche male informato). E ora si accinge a tentare un'altra rimonta in ballottaggi che solo due/tre anni fa sarebbero stati un'utopia.&lt;br /&gt;Certo, le responsabilità verso il Paese e le amministrazioni locali aumentano. E qui si misurerà la capacità di ben governare. Ma i numeri e il primo anno di gestione lasciano la sensazione che il centro destra stia andando un po' meglio - più deciso, più preciso - del 2001. Se sono rose...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-4355187087306930366?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/4355187087306930366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=4355187087306930366' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4355187087306930366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4355187087306930366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/06/il-pdl-e-la-sconfitta-immaginata-dagli.html' title='IL PDL E LA SCONFITTA IMMAGINATA (DAGLI ALTRI)'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8791956705154097960</id><published>2009-05-31T23:44:00.003+02:00</published><updated>2009-06-01T19:37:43.236+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siamo tutti sportivi'/><title type='text'>IL GIRO DEL CENTENARIO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff99ff;"&gt;Si è concluso oggi il Giro d'Italia del centenario, un'edizione che francamente mi è parsa al di sotto delle aspettative e priva di vere vedettes.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff99ff;"&gt;Ha vinto il russo Menchov, al primo successo importante della sua carriera, cosa che la dice lunga sul livello della corsa rosa di quest'anno. Tanto per dire, lo scorso anno Alberto Contador aveva destato ben altra impressione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff99ff;"&gt;Maluccio gli italiani, sebbene tutti nelle posizioni di immediato rincalzo: Di Luca non è riuscito a staccare il vincitore in salita, Pellizotti sembra sempre mancare del centesimo che serve per fare il milione, mentre Ivan Basso non è ancora quello di prima della squalifica (e i maligni sosterranno che le accuse avevano un loro fondamento).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff99ff;"&gt;Mi è parso però che gli organizzatori abbiano in qualche maniera peccato in certe scelte che alla fine si sono rivelate poco premianti. Da una parte, il percorso è apparso meno duro che in altre circostanze; dall'altra, la scelta di limitare a due e mezza le tappe alpine (e per giunta nella prima settimana di corsa) ha penalizzato gli attaccanti, in primis lo stesso Di Luca, che ha poi dovuto aggrapparsi alle pur interessanti tappe appenniniche dell'ultima settimana (con il Block Haus - già fatale a Merckx negli anni settanta, che lì prese la paga da Josè Manuel Fuente - limitato di cinque, forse determinanti chilometri). Premiati invece i passisti, che hanno potuto beneficiare della lunga e spettacolare - non foss'altro che per il percorso - cronometro delle Cinque Terre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff99ff;"&gt;L'impressione, però, è che il ciclismo manchi da tempo di protagonisti all'altezza, o comunque anche solo ingombranti. Il rientrante Armstrong, al quale su queste pagine Francesco non ha lesinato critiche "etiche", non è più lui, anche solo per motivi anagrafici; Sastre - vincitore dell'ultimo Tour de France - è apparso discontinuo; Basso ancora lontano da una condizione accettabile; Di Luca troppo ancorato a tattiche piratesche; Simoni è sul viale del tramonto; Cunego un'eterna promessa mai del tutto sbocciata; Leipheimer, Pellizotti e tutti gli altri incompleti. L'unico corridore che appare al momento all'altezza di una grande corsa a tappe sembra appunto Contador, maglia gialla nel 2007 e rosa nel 2008. Il Tour ci dirà qualcosa di più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8791956705154097960?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8791956705154097960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8791956705154097960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8791956705154097960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8791956705154097960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/05/il-giro-del-centenario.html' title='IL GIRO DEL CENTENARIO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6256184394324607259</id><published>2009-05-28T23:53:00.002+02:00</published><updated>2009-05-28T23:58:08.175+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Italia dei trasporti'/><title type='text'>LA FERROVIA GENOVA CASELLA: UNA GLORIA GENOVESE IN DIFFICOLTA'</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/Sh8IuwQgzKI/AAAAAAAAAGg/HL7K5b-mukc/s1600-h/fgc030405.04.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340997282405862562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/Sh8IuwQgzKI/AAAAAAAAAGg/HL7K5b-mukc/s320/fgc030405.04.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Scampata miracolosamente alla falcidia che dagli anni sessanta in avanti ha colpevolmente sottratto al nostro Paese migliaia di chilometri di linee ferroviarie, la Ferrovia Genova - Casella sta attraversando uno dei momenti più duri della sua storia ottantennale.&lt;br /&gt;Una sfortunata sequenza di problemi al materiale rotabile, uniti alla difficoltà di effettuare le normali operazioni di manutenzione per un serio inconveniente strutturale all’officina, ha costretto l’amministrazione della ferrovia a sostituire il settanta per cento dei convogli feriali con autoservizi gestiti dall’Azienda Trasporti Provinciali.&lt;br /&gt;Sono poche le elettromotrici disponibili al momento, in attesa della riparazione di alcune unità, ma i tempi per mezzi così “specializzati” sono piuttosto lunghi (sei mesi per le riparazioni più leggere, un paio d’anni per quelle più complesse) ed allora bisognerà attendere ancora qualche mese per una completa ripresa del servizio ferroviario. Così una delle linee più suggestive d’Italia, meta di appassionati di ogni latitudine, compagna di viaggio per pendolari e turisti, è ora costretta a ricorrere ad autoservizi sostitutivi per sette delle dieci coppie previste nei giorni feriali e a rendere più complicata la vita di quanti (escursionisti, scout, famiglie) sono soliti approfittare del trenino più amato dai genovesi nei giorni festivi.&lt;br /&gt;Qualcosa dovrebbe mutare a breve invece negli assetti societari. L’attuale proprietario della ferrovia, la Regione Liguria, ha in progetto una gara europea per l’esercizio e la gestione della linea. Sarà interessante vedere come si muoveranno i nuovi attori per il rilancio di una struttura fondamentale per l’economia delle zone attraversate e della stessa Genova.&lt;br /&gt;A giorni sarà indetta, inoltre, una gara per la fornitura di un nuovo elettrotreno articolato a due o tre casse che abbia caratteristiche adeguate alla linea (buone capacità arrampicatorie e poca aggressività nei confronti del binario) con un finanziamento di 4,4 milioni di euro. La formula ideale sarebbe quella del “tram-treno”, già diffusa in Europa e non ancora in Italia, proprio per la sua leggerezza e versatilità, e sarebbe auspicabile l’acquisto di più convogli di tale tipo per ammodernare l’intero servizio di questa tipica ferrovia.&lt;br /&gt;Certo adesso spiace vedere questo gioiello di ingegneria ferroviaria in tale condizione di fatica. Ma il trenino, in ottant’anni di storia, ha già vissuto momenti difficili, e saprà superare anche questo, visto che le prospettive non mancano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-6256184394324607259?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/6256184394324607259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=6256184394324607259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6256184394324607259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6256184394324607259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/05/la-ferrovia-genova-casella-una-gloria.html' title='LA FERROVIA GENOVA CASELLA: UNA GLORIA GENOVESE IN DIFFICOLTA&apos;'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/Sh8IuwQgzKI/AAAAAAAAAGg/HL7K5b-mukc/s72-c/fgc030405.04.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6553126976915337052</id><published>2009-05-18T22:40:00.003+02:00</published><updated>2009-06-07T10:55:23.022+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il treno del gusto'/><title type='text'>CON IL BICCHIERE IN MANO...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#993399;"&gt;E’ diventato assai di moda, da oltre un decennio a questa parte, l’atteggiarsi ad intenditori di vino. Proliferano i corsi, ufficiali e non, per diventare degustatori, sommelier, assaggiatori, collaudatori, bevitori, enologi, cantinieri, e chissà quante altre tipologie, più o meno riconosciute, più o meno valide.&lt;br /&gt;Affronteremo altrove questo argomento: per ora mi voglio limitare ad un richiamo più generale che riguarda il rapporto che noi italiani abbiamo con il vino. Un rapporto culturale, oso dire, perché questo mi ha insegnato la lettura di quel fuoriclasse (anche di lui parlerò con maggiore dettaglio) di Luigi Veronelli, il padre assoluto dell’enologia italiana nonché del giornalismo enogastronomico.&lt;br /&gt;Il rapporto è tra chi beve ed il “suo” vino. Compri del buon vino, diceva Veronelli, se lo sai riconoscere buono.&lt;br /&gt;Proprio su questo concetto richiamo la tua attenzione, amico che transiti al Casello. Non “vino costoso”, o super referenziato, o tre bicchieri e cinque damigiane nella guida Pirletti: ma quello che interagisce con te, e che tu sai riconoscere buono.&lt;br /&gt;Evviva, allora, i produttori a te noti, come le tante cantine sociali che prosperano nel nostro nord ovest, ed in particolare subito alle spalle dell’Appennino Ligure. Vini del territorio, fatti con l’uva conferita dal vignaiolo, che sa bene come condurre i propri filari. E produzioni che, ad onta di prezzi alla portata di tutte le tasche, si fanno ben valere anche nei tanti concorsi che annualmente si tengono ovunque per il mondo.&lt;br /&gt;Non mi posso dimenticare quella sera che, dopo una suggestiva salita zaino in spalla da Manarola, nelle Cinque Terre, ci trovammo in una splendida ed umbratile cantina di Volastra, dove venne spillato per noi – fresco premio alle nostre fatiche – un bicchiere del celebre Bianco di quelle terrazze famose in tutto il mondo.&lt;br /&gt;Chissà quante di queste avventure hai vissuto tu, amico del Casello: perché non le racconti, qui, nei commenti?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-6553126976915337052?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/6553126976915337052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=6553126976915337052' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6553126976915337052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6553126976915337052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/05/con-il-bicchiere-in-mano.html' title='CON IL BICCHIERE IN MANO...'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8203114110457945688</id><published>2009-05-08T21:53:00.002+02:00</published><updated>2009-05-08T21:59:30.464+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vado a vedere...'/><title type='text'>QUANDO UN SITO ESPRIME PASSIONE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color:#ff9966;"&gt;&lt;strong&gt;Questa volta è Fabrizio, che manda spesso i suoi treni sulle linee sorvegliate dal nostro Casello, a suggerirci di fare una tappa. Dove? Su un sito internet:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.parpaiun.org/"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;www.parpaiun.org&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33ccff;"&gt;Il mondo internet e' oggi un insieme cosi' vasto ed articolato che provare a descriverlo e' impresa ardua e presuntuosa. Un caso pero' vogliamo segnalarlo, perche' rappresenta un esempio particolare. Da lontano infatti, il sito di cui vogliamo parlarvi sembra come gli altri. Ma appena ci si avvicina si scopre che non e' cosi'.Parliamo del sito &lt;a href="http://www.parpaiun.org/"&gt;www.Parpaiun.org&lt;/a&gt;. Il sito parla del Comprensorio di Sangiacomo di Roburent. E gia' qui parte una particolarita'. Perche' il concetto di Comprensorio, di paesi uniti e sinergici e' stato ideato e portato avanti proprio da questo sito. Ma chi lo gestisce? Dietro c'e' un'Associazione culturale ma la storia e' più' complessa. Un piccolo gruppo di turisti (villeggianti come sono chiamati in queste zone) per passione decide di mettere su un sito. Non solo per presentare (meglio) le localita' in questione (non una ma tutte insieme, da qui il Comprensorio, superando quindi rivalita' da campanile), ma anche e soprattutto per costruire qualcosa di nuovo. Intanto un punto di incontro, virtuale, tra turisti, residenti, operatori turistici ed amministratori pubblici. Un luogo dove dibattere, scambiarsi idee, proporre. Per farlo il sito attiva un forum, ampio e partecipato. A questo gruppo iniziale si aggiungono cosi' via via residenti ed altri turisti. Senza ricavi ne' interessi diretti, nasce cosi' un grande collettore di idee ed uno strumento di comunicazione efficace e diretto. A chi frequenta queste zone, nel monregalese, viene anche chiesto se vuole lasciare la propria mail. Periodicamente Parpaiun (che e' l'antico soprannome degli abitanti di Sangiacomo di Roburent) invia agli iscritti (oggi oltre 1.300) tutte le novita', le iniziative, le manifestazioni in programma, chiedendo altresi' a tutte le realta' locali (quali ad esempio le pro loco che hanno una loro bacheca sul forum) di comunicare gli eventi. Un circolo virtuoso dove si crea turismo ed interesse, dove si mantiene in collegamento il turista con la localita' dove ha la seconda casa oppure dove ogni tanto va in vacanza. Ricchissimo, come abbiamo detto, il forum. Ogni giorno si hanno le condizioni del tempo (visibili anche con una webcam), utili tutto l'anno ma unite d'inverno alle condizioni di strade, piste ed impianti. Anche le scuole di sci partecipano al forum, dove si trovano persino suggerimenti su gite a piedi, in mountain bike, a cavallo o con le ciaspole. Ricette, storia, aneddoti e molto altro. E se non si trova qualcosa si puo' sempre chiedere, qualcuno con efficienza e cortesia rispondera' velocemente. Potere della passione, perche' questa e' la vera particolarita' del sito. Che non vi fara' apparire dopo un po' finestre dove si consigliano acquisti o altro. Un sito semplice, diretto, genuino. Animato dall'affetto che un gruppo di persone hanno per questi luoghi. Merce rara. Anche su internet.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8203114110457945688?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8203114110457945688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8203114110457945688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8203114110457945688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8203114110457945688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/05/quando-un-sito-esprime-passione.html' title='QUANDO UN SITO ESPRIME PASSIONE'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1328937734824547182</id><published>2009-05-04T21:57:00.005+02:00</published><updated>2009-05-04T22:02:26.768+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siamo tutti sportivi'/><title type='text'>ARMSTRONG: UN MOSTRO DEL CICLISMO?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff99ff;"&gt;&lt;strong&gt;Da Francesco, il nostro più assiduo notista, un sasso in piccionaia sulla carriera di Lance Armstrong, il corridore texano vincitore di sette Tour de France: un fuoriclasse o un furbastro?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Non mi sono mai stati simpatici gli americani, per mille ragioni: storiche, politiche, militari, cinematografiche, culturali, alimentari e sportive.&lt;br /&gt;Proprio nell’ambito dello sport, ho trovato l’“americano tipo”, quello che è antipatico per forza.&lt;br /&gt;Il suo nome è Lance Armstrong, un ragazzone texano, ciclista professionista dalla storia, personale e agonistica, infinita.&lt;br /&gt;Ciclista di buon livello, ad un certo punto della sua vita si ammala di tumore, fa commuovere il mondo intero per la sua tenacia nel voler sconfiggere il cancro e risalire in bici.&lt;br /&gt;Lance, che oggi ha 38 anni, ha però subito destato più d’un sospetto: torna in sella e diventa una “macchina” da guerra…anzi una bici a motore!&lt;br /&gt;Molti colleghi lo accusano di assumere sostanze dopanti, mascherate dai farmaci che è obbligato a prendere per proseguire la terapia di prevenzione anticancro.&lt;br /&gt;Vince Tour de France a ripetizione, 7 per la precisione…ma non riesce a vincere due rivali.&lt;br /&gt;Il primo fu Marco Pantani: niente da fare, in salita il Pirata di Cesenatico aveva una marcia in più.&lt;br /&gt;Nel 2000, al Tour va in scena la tappa più dura:il terribile Mont Ventoux.&lt;br /&gt;Pantani era fuori classifica e al primo accenno di vera salita, via la bandana e su, sui pedali a “menare il ritmo”; l’odioso texano, circondato da compagni di squadra, cede dopo poche pedalate.&lt;br /&gt;Armstrong, favorito dal lavoro dei suoi gregari, recupera il Pirata quasi all’arrivo ma, in volata, vince l’italiano.&lt;br /&gt;Ai giornalisti “Turbo” Lance dichiarò: “l’ho fatto vincere, per non sprecare energie”; Pantani, che non ricevette alcun regalo, andò su tutte le furie e giurò vendetta (agonistica) all’americano; purtroppo, per le amare e tragiche vicende che conosciamo tutti, quella rivincita non fu mai disputata!&lt;br /&gt;Il secondo nemico di Armstrong è Filippo Simeoni: l’italiano, vincitore 2008 del Campionato Italiano di ciclismo e detentore della maglia tricolore, non è un rivale in gara, ma un vero e proprio nemico del texano nella vita.&lt;br /&gt;Il Campione Italiano, nel 2002 dichiarò d’aver comprato delle sostanze dopanti dal medico di Armstrong e, rivelò senza problemi, che lo stesso dottore gli disse che anche il texano faceva uso di sostanze dopanti.&lt;br /&gt;Da quel momento Lance dichiarò una guerra spietata all’italiano, fatta di minacce in gruppo e ritorsioni sportive e non; il culmine fu una tappa del Tour del 2004, quando Simeoni andò in fuga e Armstrong mise tutta la sua squadra a “lavorare” per riprenderlo.&lt;br /&gt;Raggiunto il corridore lombardo, lo minacciò dicendogli: “Tu non puoi! Comando io!”.&lt;br /&gt;Da allora, ci furono mille altri screzi tra i due; alla fine del 2007 Lance si ritira, ma senza grosse sorprese decide di ritornare in sella a fine 2008; decide di partecipare a Giro d’Italia e Tour de France.&lt;br /&gt;E’ di oggi la notizia che la squadra della maglia tricolore Filippo Simeoni è stata esclusa dal Giro, a pochi giorni dalla partenza, senza una motivazione precisa da parte degli Organizzatori.&lt;br /&gt;Il corridore Italiano ha dichiarato:”Secondo voi, chi c’è dietro la mia esclusione? Ora basta, sono arrabbiato e deluso, restituirò la maglia tricolore”.&lt;br /&gt;Ancora una volta, lo Zio Sam è venuto in Italia a comandare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1328937734824547182?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1328937734824547182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1328937734824547182' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1328937734824547182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1328937734824547182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/05/armstrong-un-mostro-del-ciclismo.html' title='ARMSTRONG: UN MOSTRO DEL CICLISMO?'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5375551443190759648</id><published>2009-04-29T00:00:00.002+02:00</published><updated>2009-04-29T00:05:15.454+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>25 APRILE: UN PASSO INDIETRO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non ho mai amato il venticinque aprile. Niente da fare, non è la mia festa. Per lo meno, non alle condizioni e con il significato che vogliono assegnargli gli organizzatori.&lt;br /&gt;E quest’anno, se possibile, l’ho trovato peggiorato. Poiché la commissione d’esame per la patente di legittimo frequentatore degli agoni politici nazionali staziona stabilmente a sinistra, comandino oppure no, ecco che quest’anno la materia è stata ancora più tosta.&lt;br /&gt;“Devi prendere posizione dura e pura su fatti consegnati alla storia, altro che un banalissimo mandare avanti il Paese!”, è stato il titolo del tema assegnato dalla commissione. E tutti testa a cuocere, penna o microfono in mano.&lt;br /&gt;Insomma, mai come quest’anno – dopo tutti i proclami del recente passato – si è cercato a tutti i costi di far entrare la storia nella politica. Un vezzo marxista e gramsciano, nel quale da noi c’è chi indulge per non scomparire ed avere almeno un argomento (la sinistra comunista) e chi non capisce e ci casca (tutti gli altri). E mai come quest’anno, proprio quando sembrava che finalmente si stesse prendendo la strada opposta, è risuonato forte l’invito: “Ma la volete smettere di avere torto?”. Cento a zero. Rosso e nero. Tutto o niente. In questa logica binaria gli organizzatori di quella che un caro amico definisce “la festa dell’odio” vorrebbero la pacificazione. Tutti sotto la bandiera di chi aveva l’unica, vera, immarcescibile ragione. “Festa di tutti gli italiani sì, ma alle nostre condizioni”.&lt;br /&gt;Grazie, ma preferisco di no, e mi tengo il mio torto e i miei dubbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Per chi desiderasse accostarsi alle riflessioni sull’antifascismo da posizioni originali e non omologate rispetto a quella che Renzo De Felice definiva “la vulgata resistenziale”, suggerisco a tutti un bellissimo libro, “L’antifascismo critico”, uscito nel 2005 e scritto con la profondità che ben gli conosciamo da Mario Bozzi Sentieri, un grande amico del Casello. Di seguito ne potete leggere una sintetica presentazione.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;L'antifascismo ha perso, nel corso degli anni, il suo significato originario, politicamente ed etimologicamente corretto, di opposizione al fascismo.Esso è diventato una sorta di ideologia di Stato, tanto generica quanto onnicomprensiva, sotto la cui cappa si sono sviluppati i più diversi orientamenti politici.Questo tipo di approccio, estremamente formalistico, ha trasformato l'antifascismo in uno strumento di potere, comprimendo, nello stesso tempo, ogni serio dibattito sull'essenza dell'opzione democratica, sancita dalla Costituzione, e sui complessi rapporti storici con il Ventennio fascista, con la crisi dell'identità nazionale, con le lacerazioni provocate dalla guerra civile.Temi questi, nei confronti dei quali, per anni, è stata messa la sordina, in ossequio proprio all'ideologia fondante del formalismo antifascista.La crisi delle forze politiche e dei relativi riferimenti ideali che, sotto la cappa dell'antifascismo hanno costruito, per un cinquantennio, le loro rendite di posizione, ripone, pone nuovamente, il problema dell'approccio con l'antifascismo, con una sua corretta lettura storica e politica.In questo tipo di "rilettura", che stenta ancora a diventare consapevolezza diffusa, si sono tuttavia già impegnati, nel corso degli anni, ambienti diversi tra loro per provenienza culturale e politica.Da qui, dalle loro analisi, da un approccio critico nei confronti dell'antifascismo, occorre ripartire, al fine di riposizionare l'intera, complessa materia, ritrovando l'essenza dei vari approcci problematici al tema, la loro diversa, più ampia, declinazione.Senza negare l'antifascismo quale fu, ma anche superandolo, sulla base di una nuova consapevolezza storica e di una sua rilettura non formale".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#666666;"&gt;&lt;strong&gt;Mario BOZZI SENTIERI,&lt;br /&gt;L’antifascismo critico, pag. 102,&lt;br /&gt;Edizioni Pantheon, Roma 2005, Euro 7,00.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5375551443190759648?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5375551443190759648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5375551443190759648' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5375551443190759648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5375551443190759648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/04/25-aprile-un-passo-indietro.html' title='25 APRILE: UN PASSO INDIETRO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2513733954694624878</id><published>2009-04-21T23:53:00.000+02:00</published><updated>2009-04-21T23:54:37.451+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Difendiamo l&apos;italiano'/><title type='text'>QUALCOSA DA REFRESCIARE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ci sono cascato ancora. Sono stato ad una riunione. Di quelle con al centro finanziamenti ed investimenti, managerialità e proattività, che esistono ancora, nonostante il brutto clima che li ha perseguitati negli ultimi mesi.&lt;br /&gt;E’ vero, dovrei evitare. Lo so che maltrattano l’italiano, e poi ci resto male (il correttore di Word, ad esempio, mi sottolinea subito “proattività”, perché non esiste, ed è una parola orribile e senza senso). Però mi intriga ascoltare i relatori, ne imparo sempre di nuove. Prendo appunti sul loro idioma  - “idioma”, con la “m” - più che sul resto, ma così facendo non perdo una battuta. Avessi seguito questa strada anche a scuola!&lt;br /&gt;Questa volta la mia attenzione è stata catturata dai verbi. Eh sì, perché ormai siamo ben al di là dell’abuso del singolo termine anglo (a proposito: niente mi toglie dalla testa che il cicisbeo al microfono ne faccia un uso di tipo sacerdotale, della serie: “Io ho il rito e la scienza, e te la infondo, per quanto mai potrai capirmi”).&lt;br /&gt;Ora siamo arrivati felicemente all’italianizzazione del verbo da utilizzare. Mi sono ormai rassegnato a sentire e leggere il verbo “supportare”, che  - come ho già ricordato – in italiano non esiste. Ho però scoperto la possibilità di refresciare, da “to refresh”, cioè rinnovare, rinfrescare. “Stiamo refresciando la gamma dei servizi”, anche se troverei più pertinente refresciare il vocabolario.&lt;br /&gt;Capita spesso che ci sia anche qualcosa da apgradare (da “to upgrade”, cioè portare ad un livello superiore, aggiornare con miglioramenti). “Abbiamo apgradato l’applicativo di sistema”, trillano festosi questi aspiranti Fratelli Lehmann ai quali – per contro – si daungrada il cervello di giorno in giorno.&lt;br /&gt;Come ci siamo già detti, si può anche accettare l’utilizzo del termine alloglotto se aiuta a sintetizzare un concetto che altrimenti necessiterebbe di prolisse ed imprecise perifrasi: è il caso di “sport”, la cui mancanza ci obbligherebbe a parlare pressappoco di “attività per lo più fisica finalizzata generalmente alla competizione”, o chissà cos’altro.&lt;br /&gt;Trovo però assurdo da un lato sostituire un termine italiano con uno d’importazione quando il risultato non cambi, o – ancor peggio – infilarsi in una circonlocuzione ridicola pur di fare uso di una di quelle formule che servono a far sentire appagato il fine dicitore. E’ il caso di “rendere compliant” (complaiant), che vorrebbe significare accordare, sintonizzare, mettere in fase. Mi piacerebbe, e molto, rendere complaiant lingua e cervello del protagonista di questa scemenza.&lt;br /&gt;I verbi, sì. E poi qualche vocabolo: da “plas” (si scrive “plus”, è latino e quindi si pronuncia “plus”) alla “reason why”, cioè la ragion per cui. Con qualche effetto comico, come ad esempio l’utilizzo dell’aggettivo “basico”. In inglese “basic” vuol dire “di base”. In italiano no. Si contrappone, in chimica, ad acido. I ragionamenti fatti da qualche sbarbatello anelante la considerazione dei suoi superiori, per essere basici, sono un po’ troppo acidi.&lt;br /&gt;Potrebbe essere il caso di refresciarli un po’.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2513733954694624878?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2513733954694624878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2513733954694624878' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2513733954694624878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2513733954694624878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/04/qualcosa-da-refresciare.html' title='QUALCOSA DA REFRESCIARE'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-566575357610057946</id><published>2009-04-18T21:23:00.002+02:00</published><updated>2009-04-18T21:31:56.760+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuoriclasse'/><title type='text'>GUSTAVO, ALBERTO E DEBBIE: I PIU' GRANDI.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc33cc;"&gt;Sta volgendo al termine, in questi tiepidi giorni di inizio primavera, una stagione sciistica particolarmente ricca, quest’anno, per gli appassionati, che hanno potuto beneficiare di un inverno che non ci ha fatto mancare niente: neve in abbondanza e più volte al rabbocco e freddo hanno allungato sensibilmente il periodo, riempiendo le piste alla faccia della crisi.&lt;br /&gt;Poca gloria, invece, per i colori azzurri nelle competizioni agonistiche internazionali. Coppa del Mondo con qualche sporadico acuto, specie nel finale, Campionati Mondiali in sordina e l’impressione che la generazione attuale – quella dei Rocca, dei Blardone, delle Karbon - stia lasciando il passo a successori ancor meno brillanti.&lt;br /&gt;Eppure, in un passato neppure troppo remoto, ci sono stati almeno due momenti nei quali l’Italia ha rappresentato il faro illuminante dello sci mondiale. Periodi in cui una squadra di grandi campioni esibiva anche la gemma più preziosa della collezione.&lt;br /&gt;Con i nostri colori, fuoriclasse ne ho visti tre: Gustavo Thoeni, Alberto Tomba e Deborah Compagnoni.&lt;br /&gt;Il primo era la classe allo stato puro: tra i pali una gazzella, elegante, imprevedibile, così lieve da imporre uno stile a tutti gli altri (il “passo spinta”) e da stagliarsi al di sopra di campioni tutti grinta ed aggressività (Pierino Gros) e raffinati specialisti (Ingemar Stenmark). Si può ben dire che l’industria dello sci nostrano gli debba un monumento: da lui in avanti gli sport della neve sono diventati fenomeni di massa, e griffes fino ad allora semisconosciute hanno fatto il giro del mondo.&lt;br /&gt;Alberto Tomba, invece, ha rappresentato praticamente l’estremo opposto: potente, imprevedibile, grande agonista, guascone, fu definito da Mario Cotelli “l’unico sciatore quattro per quattro, a trazione integrale”. Tra i pali, quando già trionfavano i grandi eclettici (Girardelli, Zurbriggen) impose di nuovo la forza dello specialista. Era il signor “io so fare questo meglio di chiunque”, e lo dimostrò per un decennio.&lt;br /&gt;Debbie è stata infine la sintesi al femminile dei due. Al contempo elegante e potente, determinata e dolce, si è contrapposta alle algide e inarrivabili snob della sua epoca, come Carole Merle (amica, amica, amica un…). E infatti, negli appuntamenti decisivi, le legnava sempre.&lt;br /&gt;Oggi , purtroppo, come questi tre non se ne vedono. Bravini sì, e anche tanti, ma lasciano sempre l’impressione che manchi loro un centesimo per fare il milione. Fino al prossimo, imprevisto, imprevedibile fuoriclasse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-566575357610057946?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/566575357610057946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=566575357610057946' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/566575357610057946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/566575357610057946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/04/gustavo-alberto-e-debbie-i-piu-grandi.html' title='GUSTAVO, ALBERTO E DEBBIE: I PIU&apos; GRANDI.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5652200140974046925</id><published>2009-04-10T22:35:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T22:37:14.617+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>BUONA PASQUA!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff6600;"&gt;La Pasqua, si sa, è la ricorrenza più autenticamente cristiana, la sintesi del mistero del Dio fattosi uomo che completa il percorso che porta alla vittoria della vita sulla morte.&lt;br /&gt;E’ il centro della fede in Cristo, il motivo spirituale che accompagna il credente lungo l’esistenza, nella speranza della parola ultima che il bene ha sul male, la vita sulla morte, la luce - la luce che infatti è protagonista della Veglia Pasquale - sulle tenebre. Una speranza che non è l’attesa statisticamente probabile di un evento favorevole o l’inane vagheggiamento di un domani perfetto, ma l’operosa condizione che porta il cristiano ad intraprendere la costruzione della dimensione ultraterrena già qui, su questo mondo.&lt;br /&gt;Fa un certo effetto, proprio in questi giorni di sofferenza per la coraggiosa gente d’Abruzzo, ripensare a questi misteriosi percorsi. La vita che vince la morte, il costruire da zero un oggi che è già domani e che cerca di recuperare il buono di quanto fatto fino a ieri, evitandone gli errori.&lt;br /&gt;Dal Casello parte, per tutti, un treno di auguri di buona e serena Pasqua.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5652200140974046925?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5652200140974046925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5652200140974046925' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5652200140974046925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5652200140974046925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/04/buona-pasqua.html' title='BUONA PASQUA!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-152915711531741892</id><published>2009-04-05T22:41:00.005+02:00</published><updated>2009-04-05T22:49:42.061+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siamo tutti sportivi'/><title type='text'>COME LASCIARE IL SEGNO...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Dieci anni di bidoni rossoblucerchiati raccontati da Francesco.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33cc00;"&gt;1999-2009 10 anni di alti e bassi per il calcio rossoblucerchiato, forse ora davvero tornato ai livelli che tutti noi speravamo; Milito, Cassano, Pazzini e Thiago Motta, Matteo Ferrari e Palombo…giocatori sicuramente che qualche anno fa ci saremmo sognati!&lt;br /&gt;Ma quanti giocatori-bidoni sono passati sotto la Lanterna?&lt;br /&gt;Andiamo indietro giusto di due lustri e iniziamo a ricordare i rossoblù Marquet, Bolla, Carfora e Pelliccia…ma non dimentichiamoci di Eddy Mengo!&lt;br /&gt;Di quest’ultimo giocatore, un terzino destro, i giornali genovesi dissero che fu sottratto alla Juve!&lt;br /&gt;Forse non specificarono che il “furto” d’astuzia in sede di calciomercato fu perpetrato non alla “Madama ruba scudetti” ma evidentemente alla Juve Stabia…date le scarse abilità del giovane ex fermano!&lt;br /&gt;Per la Samp quell’anno arrivarono Sgrò, che non esplose mai, il pacco “English” Sharpe, e il migliore amico di tutti i baristi di Nervi e Sturla…Catè Lemes Tozze!&lt;br /&gt;Poi negli anni a seguire fu la volta di Macaluso e l’eterna promessa Zè Francis.&lt;br /&gt;Scorrendo gli almanacchi arriviamo a Martino Traversa (ricordato per un espulsione gratuita in un derby di B vinto dal Genoa, per un fallaccio d’esasperazione su Carparelli), Bedin, Jurcic, Bolano e una piccola citazione anche per Massimo Marazzina, arrivato per esplodere a suon di gol e finito nel mirino dei tifosi della Sud.&lt;br /&gt;Il Genoa, però non fu da meno: arrivarono il “metronomo” Breda, il veloce Rimondini e il panzer Sobczack; a seguire negli anni il nuovo Buffon di Tunisia, Chockri El Ouer, la pantera del deserto Mhadebi e l’oggetto misterioso Marius Sava…tutti “pacchi”!&lt;br /&gt;Peccato però che anche negli anni a venire, i rossoblù si riempirono dei vari Mario Cvitanovic, Scantaburlo e Piotr Matys; toccò poi anche al “portierone” olandese Oscar Moens e al nippo-svedese Ishizaki.&lt;br /&gt;La Samp, però rispose con una promessa del calcio giovanile, Biagio Pagano, ragazzo dotatissimo ma discontinuo e acerbo;poi fu la volta di un ragazzo del Sol Levante, rimasto famoso più per il coro dedicatogli alla Sud che per le sue gesta calcistiche: Yanagisawa.&lt;br /&gt;Gli ultimi da citare in casa blucerchiata sono più “invenzioni” giornalistiche che geni del pallone; secondo i “maestri” della carta stampata arrivarono a Genova dei veri fenomeni: Kutuzov, Artipoli, Padelli, Zamboni, Zivanovic, Miglionico, Bonanni e Gulan…nessuno di loro ha lasciato il segno!&lt;br /&gt;Nota a parte per il figlio di un nuovo “amico” della nostra Italia: Al Saadi Gheddafi, figlio del leader libico, giunto in blucerchiato più per motivi economici che calcistici.Il Genoa, nella storia recente fece vestire la sua gloriosa casacca a svariati “fenomeni” pescati qui e là per l’Italia e il mondo ma, tutti, dopo una breve esperienza lasciarono Genova; ricordiamo, con poca malinconia, Grando, l’uomo GEA Mamede, Giuntoli, Biasi, Pedro Lopez, Zeytulaiev, Lanza e Wilson.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-152915711531741892?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/152915711531741892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=152915711531741892' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/152915711531741892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/152915711531741892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/04/come-lasciare-il-segno.html' title='COME LASCIARE IL SEGNO...'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-9175192341564933824</id><published>2009-03-31T23:33:00.005+02:00</published><updated>2009-03-31T23:42:43.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Corazzata Potemkin è ...'/><title type='text'>... PER TUTTO IL RESTO, C'E' MASTERCARD!</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Un gavettone alla sindachessa...&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff0000;"&gt;Il protagonista di questo gesto (che qualcuno ha definito "di cattivo gusto": mah!) ci aveva già provato con il "gerundio ottimista", senza successo. Ma oggi siamo a ridosso del primo di aprile. Il GSS, grande protagonista di questi spazi, lo festeggia come una ricorrenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff0000;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319469417849068626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SdKNQHRynFI/AAAAAAAAAF4/1x4Yv_Cre6I/s320/Il+gavettone+alla+Marta.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff0000;"&gt;Il fotoservizio è del bravissimo reporter di Repubblica, al quale giornale è necessario il rimando per la serie completa. Ma un assaggino, cari amici del Casello, secondo me era doveroso....&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-9175192341564933824?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/9175192341564933824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=9175192341564933824' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/9175192341564933824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/9175192341564933824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/03/per-tutto-il-resto-ce-mastercard.html' title='... PER TUTTO IL RESTO, C&apos;E&apos; MASTERCARD!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SdKNQHRynFI/AAAAAAAAAF4/1x4Yv_Cre6I/s72-c/Il+gavettone+alla+Marta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8432948276220400262</id><published>2009-03-27T23:13:00.002+01:00</published><updated>2009-03-27T23:32:08.122+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>LA SINTESI DEL PDL SI CHIAMA NAZIONALMODERNISMO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33cc00;"&gt;Con il congresso di scioglimento di AN, che confluisce nel PDL - del quale proprio in questo fine settimana si celebra l'assise di partenza - si chiude quella che mi verrebbe da definire - forzando un po' i concetti - la "fase tre" della Destra italiana, dove la "fase uno" è rappresentata dalle istanze nazionali e popolari post unitarie (sfociate poi nell'esperienza fascista), la "fase due" si è risolta nell'epopea a volte drammatica della sopravvivenza ad una guerra di annientamento e la "fase tre" ha visto il ritorno al protagonismo attivo nelle esperienze di governo locale e nazionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33cc00;"&gt;Cosa porta il disciolto partito alla nuova formazione dei moderati italiani? Quali sfide attendono la nuova formazione politica? Ce lo dice, con sintesi mirabile, Mario Bozzi Sentieri, che tanti frequentatori del Casello conoscono e apprezzano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; In un momento di passaggio così importante, come la nascita del PdL, chi ha a cuore una certa tradizione politica e culturale, non può non interrogarsi sul senso di questo passaggio e contemporaneamente sull’essenza del percorso fin qui compiuto. Le “fusioni a freddo” non ci appartengono, così come è lontana da noi certa cultura positivistica, più affine agli alambicchi di qualche laboratorio d’analisi che alle passioni che vengono da simboli e identità profonde. D’altra parte però l’identità non può essere considerata una pecetta  da appiccicarsi addosso e sotto la quale nascondere strappi e smagliature, ma è verifica continua, è dubbio e sintesi di idee e di esperienze, maturate  nel corso del tempo.&lt;br /&gt; E’ capacità di lettura sincrona di un grande patrimonio culturale e politico, non privo di contraddizioni, ma proprio per questo ricco di elementi problematici e creativi.&lt;br /&gt;E’ l’elemento “problematico” e dunque creativo di un’identità ; vissuta non formalisticamente, la quale non si accontenta di autorappresentarsi, ma cerca sintonie e convergenze reali, partendo dalla consapevolezza che un’epoca è tramontata e che il tempo nuovo che ci è di fronte richiede nuove capacità sintetiche e soluzioni non cristallizzate.&lt;br /&gt;La mozione congressuale di An va – in fondo – proprio in questa direzione. L’avere sottolineato, nella parte del documento dedicata alla “Via italiana alla modernità”, “la fine del Novecento, intesa come fallimento del progetto massificante e relativista, prima di marca marxista, poi giacobino-economicista”, ed il richiamo ad alcune figure emblematiche della cultura nazionale, che hanno incarnato il superamento dei vecchi schematismi ideologici tipici del Novecento (pensiamo – in particolare – al padre del sindacalismo nazionale Filippo Corridoni e al creatore del  Futurismo F.T. Marinetti, a Mosca e a Prezzolini) sono un invito ad immaginare nuovi percorsi sintetici, in grado di coniugare, nel concreto, nella politica del fare, il senso dell’identità e le nuove domande di modernizzazione culturale, sociale e politica.&lt;br /&gt;E’ il “nazionalmodernismo”, con cui il PdL  sta già misurando il proprio impegno modernizzatore nell’azione di governo, nazionale e locale, nell’approccio alla crisi economica, nel ripensamento del percorso da intraprendere.&lt;br /&gt;Non è dunque solo nella capacità di “intercettare” meglio le istanze della gente  che il centrodestra  può vincere e convincere. Se fosse solo capacità di risposta alle istanze della gente, è evidente che  il centrodestra sarebbe esposto ai rischi della “volatilità delle opinioni” e ad un possibile “riflusso” verso sinistra.&lt;br /&gt;Il “nazionalmodernismo”, evocato dalla mozione congressuale di An, è l’invito a dare spessore all’azione politica e a rispondere alle domande profonde della società, che vuole essere partecipe, nel senso di sentirsi parte, di una nuova cultura civica, di una rinnovata identità nazionale, di un immaginario condiviso. Al di là degli organigrammi e delle dialettiche interne, qui sta la grande sfida e la grande opportunità data al PdL e a quanti concorreranno alla sua nascita.Al di là degli organigrammi e delle dialettiche interne, qui sta la grande sfida e la grande opportunità data al PdL e a quanti concorreranno alla sua nascita.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;Mario Bozzi Sentieri&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8432948276220400262?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8432948276220400262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8432948276220400262' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8432948276220400262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8432948276220400262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/03/la-sintesi-del-pdl-si-chiama.html' title='LA SINTESI DEL PDL SI CHIAMA NAZIONALMODERNISMO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-19165589229921390</id><published>2009-03-22T23:58:00.002+01:00</published><updated>2009-03-23T00:00:54.606+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>VIOLAZIONE DI DOMICILIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/ScbDDr6AuYI/AAAAAAAAAFo/JpCzd3MN9GI/s1600-h/violazionedomicilio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316150878250514818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/ScbDDr6AuYI/AAAAAAAAAFo/JpCzd3MN9GI/s320/violazionedomicilio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33ccff;"&gt;&lt;strong&gt;L'ultima fatica di Bruno Vallepiano, il Sindaco-Scrittore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Accade spesso che lo scrittore sia “anche” qualcos’altro. Scrittore e giornalista, Scrittore e medico, scrittore e avvocato, binomi non poi infrequenti. Il Sindaco scrittore, però, è abbastanza raro. E noi, al Casello, che pure scrittori ne abbiamo già visti diversi, ne conosciamo uno.&lt;br /&gt;Stiamo parlando di Bruno Vallepiano, primo cittadino di Roburent e insieme uomo di lettere. Vallepiano ha di recente pubblicato per i tipi della Fratelli Frilli Editrice “Violazione di Domicilio”, il suo primo giallo (ma in realtà l’idea risale agli anni ottanta) dopo diverse pubblicazioni tra saggi, guide di montagna, racconti. La storia si svolge nei mesi tra dicembre e gennaio, in pieno inverno, nel gelido paesaggio delle vallate monregalesi: protagonista è l‘umbratile Mauro Bignami, professore di filosofia, appassionato di storia e di montagna, che si lega ad un’insolita amicizia con Mino Bertinot, capitano dei carabinieri di Mondovì. I due, unendo forze e menti, risolveranno il rebus della morte di un vecchio valligiano.&lt;br /&gt;Del libro, al di là del piacevole scorrere della lettura e del farsi conquistare dai personaggi e dalle vicende, resta un’ulteriore impressione positiva: la grinta con la quale l’autore promuove a sfondo letterario (e con pieno merito!) le sue terre, le sue valli, quelle Alpi Marittime così ricche di suggestioni e di storia che noi tutti, ma liguri e piemontesi in modo speciale, amiamo per quello che sono e rappresentano.&lt;br /&gt;Vallepiano, penna divertente e divertita, ci sta prendendo gusto. Nel 2009 è annunciata la sua prossima fatica, ancora un “noir”, che certamente transiterà a sua volta davanti al Casello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-19165589229921390?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/19165589229921390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=19165589229921390' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/19165589229921390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/19165589229921390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/03/violazione-di-domicilio.html' title='VIOLAZIONE DI DOMICILIO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/ScbDDr6AuYI/AAAAAAAAAFo/JpCzd3MN9GI/s72-c/violazionedomicilio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2888750917931327137</id><published>2009-03-17T23:14:00.002+01:00</published><updated>2009-03-17T23:17:38.063+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Corazzata Potemkin è ...'/><title type='text'>E BRAVO DIRETTORE!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Mi succede spesso, la domenica, di guardare la rubrica “Benjamin”, la bella vetrina libraria - ve la caldeggio - tenuta in coda al TG1 delle 13.30 dal suo Direttore, Gianni Riotta, giornalista che ammiro molto e che trovo di raro equilibrio in un contesto invece urlato e fazioso.&lt;br /&gt;E’ accaduto in più di un’occasione che i “consigli per gli acquisti” forniti in trasmissione mi siano stati utili tra gli scaffali delle librerie.&lt;br /&gt;Domenica 15 marzo, però, è avvenuto un fatto che ha secondo me dell’eccezionale, e che rafforza ancor più la stima nei confronti di questo eccellente professionista. Uscendo dal clichè mieloso del “tutto bello, tutto utile”, Riotta ha avuto il santo coraggio di compilare una sia pur breve classifica di libri da leggere e libri da NON leggere, rompendo una consuetudine buonista tanto in voga e che fa molto “tv pubblica”.&lt;br /&gt;Ma non è tutto. Ho apprezzato ancor di più che fra gli autori bocciati ci siano firme care agli intellettuali e addirittura qualche intoccabile, come Luciano Canfora e Alberto Asor Rosa. Ha avuto coraggio, il buon Direttore, perché ha toccato due fra i più grandi tromboni del nostro panorama culturale, gendarmi delle verità ufficiali, abituati a parlare “ex cathedra” e a mal tollerare il contraddittorio. Due esponenti di primo piano di quella cultura sinistrorsa dominante che non soltanto ha informato di sé tutto il panorama storiografico e letterario del Paese, ma ha lavorato sodo per emarginare quanti facessero cultura da posizioni politiche diverse.&lt;br /&gt;Tanto per esemplificare: oggi chi attacca Giampaolo Pansa per i suoi libri tende a coprirsi di ridicolo. Canfora è uno di questi. Detto tutto.&lt;br /&gt;Spero ovviamente che non succeda, ma non mi stupirei se nei confronti di Gianni Riotta partissero piccole/grandi azioni di ostracismo, come sempre accade verso quanti dimostrano di non accettare i dettami del dogma (ma sarebbe meglio parlare di regime) culturale dominante, del quale i due autori sopra citati fanno parte a pieno titolo. Nel caso, caro Direttore, non si crucci: la gente – come Lei sa bene - non sta con lorsignori, così come ha sempre preferito Totò alla “Corazzata Potemkin”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2888750917931327137?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2888750917931327137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2888750917931327137' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2888750917931327137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2888750917931327137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/03/e-bravo-direttore.html' title='E BRAVO DIRETTORE!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-362145023058000832</id><published>2009-03-12T22:55:00.002+01:00</published><updated>2009-03-12T23:01:42.980+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>AIUTO, LA SHERLOCKIANA CHIUDE!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;Da Simone, un grande amico del Casello, riceviamo e con piacere rilanciamo questo appello salvacultura. Amici, diamoci dentro!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;C'è una libreria a Milano chiamata "La Sherlockiana - Libreria del Giallo", gestita da una signora mitica (la Tecla). Questo posto è stato per anni un punto di riferimento a Milano per quello che riguarda la letteratura di genere. Ogni settimana uno o più incontri con scrittori. Da Carlo Lucarelli ad Andrea Pinketts, passando da Giorgio Faletti, Fois, Ben Pastor, Sandrone Dazieri e così via, in un ambiente molto familiare. Una piccola grande libreria, davvero un piccolo gioiello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Più che c'è, dovrei dire c'era. Ci sono state un paio di crisi dovute ad un affitto spaventoso da pagare al comune di Milano, il fatto che la gente compra i libri ai grandi magazzini e così via. Una volta si è riusciti a salvarla, è stato fatto un appello e poi è stata tirata su un'asta in cui ogni scrittore ha messo un qualcosa di suo in vendita ed i proventi sono andati alla libreria. C'è chi si è portato a casa la penna di un tal scrittore, chi altri la prima bozza di romanzi di successo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ora la crisi è definitiva, la Sherlockiana chiude il  31 marzo. Punto e basta, senza possibilità di appello. Gli affezionati ci rimangono molto male, per gli altri è la vita che scorre e tutto fa parte degli eventi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Io con questa mail non voglio chiedervi sforzi sovrumani o di fare cose che non fareste normalmente. Anzi no, una cosa che non fareste normalmente ve la chiedo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Se comprate libri gialli, se vi piacciono i noir (oppure l'horror, o la fantascienza), se conoscete qualcuno a cui regalarne uno, vi chiedo di considerare, per una volta e solo per questa volta, di dare un'occhiata a questo link: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.comprovendolibri.it/negozi_vedi.asp?id=47"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;http://www.comprovendolibri.it/negozi_vedi.asp?id=47&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; dove potrete trovare tutti i libri ancora invenduti tutti scontati al 50%. La spedizione è 5 euro, potete risparmiarla se dite di tenerli da parte perchè il 5 aprile vado al "commiato" e posso ritirarli io.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Se invece non comprate libri gialli e non vi piace il genere, non vi chiedo certo di comprare, come voi non chiedete a me di mangiare carote o piselli visto che li detesto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-362145023058000832?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/362145023058000832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=362145023058000832' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/362145023058000832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/362145023058000832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/03/aiuto-la-sherlockiana-chiude.html' title='AIUTO, LA SHERLOCKIANA CHIUDE!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7219919308819903076</id><published>2009-03-09T22:30:00.001+01:00</published><updated>2009-03-09T22:32:27.373+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>INUTILE, HA GIA' VINTO LUI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#999999;"&gt;“Questo ha già vinto!”. Lo penso – mi si autoesclama in testa tutte le volte che prendo l’aereo – di Osama Bin Laden, e della sua strategia del terrore. Quello raffinato, che fa macerare l’avversario e lo fa spegnere lentamente nelle sue paure, non quello da macellaio che tanti lutti ha già provocato.&lt;br /&gt;La sua anticrociata contro l’Occidente (Giudaico e Cristiano, e me ne vanto, con buona pace del verminaio laicista, il migliore alleato di chi ci vuole male) non ha nessuna possibilità di successo a suon di bombe. Ne ha invece molte – anzi, lo ripeto, ha già vinto – sul piano psicologico. Tutte le volte che devo prendere un aereo – e per fortuna parliamo di sei/otto occasioni all’anno, io continuo a preferire il treno – sono costretto a sottopormi al supplizio del Metal Detector.&lt;br /&gt;Via giacche, orologi, financo la cintura, con risvolti grotteschi al di là del controllo, del tipo: panzoni affannati che ansimano alla ricerca dei passanti della braga a mezz’asta. Il tutto dopo una coda interminabile persino all’aeroporto di Genova, che non rifulge nel panorama internazionale per l’intensità dell’orario.&lt;br /&gt;E penso che ha vinto lui, perché la paura della quale ha disseminato le nostre strade ha un peso economico (oltre che psicologico) che ci distruggerà.&lt;br /&gt;Minuti che tendono ad ore di attesa, sottratte al lavoro e al divertimento; addetti alla sorveglianza costosi ma mai sufficientemente numerosi (e quindi minuti che tendono ad ore, continua continua); ritardi nell’imbarco che diventano ritardi alla partenza, che si trasformano in ritardi all’arrivo, che si tramutano in ritardi alla nuova partenza (oggi due aerei su due di quelli che ho preso erano in ritardo per “ritardato arrivo dell’aeromobile”). Il tutto, se qualcuno avesse voglia e tempo di fare due conti, ci costa una fortuna. E allora? C’è poco da fare: ha vinto lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7219919308819903076?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7219919308819903076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7219919308819903076' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7219919308819903076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7219919308819903076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/03/inutile-ha-gia-vinto-lui.html' title='INUTILE, HA GIA&apos; VINTO LUI'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7685573288385630258</id><published>2009-03-01T23:31:00.005+01:00</published><updated>2009-03-01T23:41:06.161+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al casello'/><title type='text'>Al casello, qualche mese dopo.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Amici del Casello, è venuto il momento per dare una piccola rinfrescata al nostro blog. Niente di particolarmente impegnativo, almeno per ora. Solo un cambio della guardia, in copertina, tra un bel casello che si trova lungo un moncone di linea non più utilizzato stabilmente, ed uno che fa bella mostra di sè lungo la pittoresca tratta fra Mondovì e Cuneo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Ne approfitto per un piccolo commento. Siamo - è iniziato marzo - a oltre 2.700 contatti. Da fine ottobre, fanno settecento al mese, più o meno. Davvero tanti, e più di ogni attesa, anche in considerazione che a tutt'oggi il blog gira solo tra gli amici, molti dei quali hanno contribuito in modo originale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;La prima cosa che mi viene da dire è: grazie! Continuiamo così. La palestra delle idee mi sembra funzioni, teniamo accesa la fiamma. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;La seconda è: dateci dentro! Continuate a mandare i vostri commenti, i vostri contributi, le vostre osservazioni come avete fatto finora. Aggiungo: creiamo dibattito anche sugli argomenti posti sul tappeto. So che molti concordano con quanto leggono, ma a maggior ragione è importante farsi sentire (e leggere).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Un caro saluto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;G.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7685573288385630258?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7685573288385630258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7685573288385630258' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7685573288385630258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7685573288385630258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/03/amici-del-casello-e-venuto-il-momento.html' title='Al casello, qualche mese dopo.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-124354804796462869</id><published>2009-02-23T21:08:00.002+01:00</published><updated>2009-02-23T21:10:23.679+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>VELTRONI, O IL TRAMONTO DELL'UTOPIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#330033;"&gt;Le dimissioni di Walter Veltroni da segretario del PD, susseguenti all’ennesima batosta elettorale del suo partito – questa volta, non va trascurato, sotto la specie di centro sinistra al completo, costituiscono senza dubbio l’evento politico più importante di questo scorcio iniziale del 2009.&lt;br /&gt;La precoce uscita di scena dell’uomo al quale, più d’ogni altro, i progressisti nostrani guardavano come al traghettatore verso un polo riformista moderno, capace di scrostarsi di dosso il maleodorante pattume comunista e di dialogare con il ceto medio e tutte le componenti migliori del Paese apre – per quel popolo, che non è il nostro – una fase di ancor più profondo disorientamento.&lt;br /&gt;Si è svampato il fuoriclasse, che è un po’ come dire: si è dimesso Valentino Rossi. Chi arriva dopo, a partire dal neo segretario “pro tempore” Dario Franceschini, è – salvo prova del contrario, ma ne dubitiamo – una “diminutio”. E questo non sono certo io a dirlo: è il pensiero diffuso della gente d’area riformista e della stessa base del PD, come l'assise che ha nominato il nuovo leader ha ampiamente dimostrato tra assenze, veleni, richiesta di nuove primarie (cioè: interpellate la base, non chiudiamola con una camarilla di potere), distinguo e posizioni polemiche più o meno marcate. La stessa gente che guardava al Lombricone già quando l’imbarazzo per avere un leader cialtronesco come il Mortadella montava a mille.&lt;br /&gt;A questo punto s’impongono due riflessioni. La prima: con Uòlter va con tutta probabilità in archivio, almeno per ora, quel tentativo di sintesi tra utopia post sessantottina e cattolicesimo sociale che avrebbe dovuto unire le forze riformiste. Un’ipotesi, tra l’altro, che aveva già da sola pochissime possibilità di riuscita: l’insofferenza tra le due principali componenti del nuovo soggetto andava appalesandosi con sempre maggiore virulenza, giacchè – gratta gratta – gli ex PCI-PDS-DS sono forse ex nei confronti della peggiore delle ideologie possibili, ma non lo sono nei confronti del metodo. Da qui l’interpretazione, tutta post comunista, del PD come prosecuzione dell’esperienza storica della sinistra risvegliatasi all’indomani della caduta del Muro di Berlino. Un’interpretazione vissuta con disagio in casa ex democristiana.&lt;br /&gt;La seconda: è verosimile che ci si stia avvicinando alla resa dei conti fra le due macroaree di quel “melting pot” politico rappresentato dal PD. Da un lato l’ala più legata alla tradizione, anche recente (cioè ulivista), che vede nell’unione di tutte le forze della sinistra l’unica strategia per cacciare l’usurpatore del trono. E pazienza se poi un simile cartello non riuscisse a governare, stretto fra Che Guevara e Matteo Colaninno. Un film, pessimo, già visto almeno due volte. Dall’altro tutti quelli che amano stare seduti sulla punta sinistra del centro, a loro volta scissi in neo yuppies (antipatici, arroganti, presuntuosi, tutti slogan e sostenibilità ma con un forte odore di zucca vuota, l’archetipo è il sempre sgradevole Enrico Letta) e calderoniani (vale a dire quelli che amano il contenitore più che il contenuto e che rimpiangono i cari, vecchi partiti-mamma, DC e PCI).&lt;br /&gt;Un primo vincitore c’è già: Dario Franceschini. Il quale, per la serie “Cominciamo bene”, ha subito mandato in soffitta il buonismo veltroniano e si è subito accodato a Di Pietro scagliando livorose accuse di illegittimità e di anticostituzionalità al Governo (patetico il giuramento sulla Costituzione, in nome di un qualcosa – l’antifascismo – che invece andrebbe mandato in soffitta per sempre, con le logiche di divisione che si trascina dietro), che – va ribadito – è per questi poveretti un nemico, non un avversario. Una mossa banale ma di una certa efficacia, visto che essere “contro” per lo meno compatta lo schieramento di fronte al rivale. Dopodiché, in termini elettorali, tutto ciò non porta un sol voto in più sottratto alla controparte, ma che importa?&lt;br /&gt;Credo non si possa ignorare, tuttavia, un aspetto molto importante della vicenda: il ruolo del Centro destra. A differenza di ogni altro ciclo politico precedente, dopo essere tornato alla guida dell’Italia lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi ha vinto – anzi, ha stravinto – tutte le controprove amministrative successive. Accelerando, di fatto, la resa dei conti fra i suoi avversari. E questo perché, con tutta evidenza, la gente non vuole sempre, per forza, malignamente, punire chi governa. Punisce chi governa male, e premia chi governa bene. Trema, gerundio iettatore: il prossimo sei tu.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-124354804796462869?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/124354804796462869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=124354804796462869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/124354804796462869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/124354804796462869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/02/veltroni-o-il-tramonto-dellutopia.html' title='VELTRONI, O IL TRAMONTO DELL&apos;UTOPIA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7371534783661592873</id><published>2009-02-16T22:23:00.003+01:00</published><updated>2009-02-16T22:33:55.081+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>ECCE SQUOLA: COME SI DIMENTICA CIO' CHE SI ERA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SZnbpu3ZpHI/AAAAAAAAAE4/RFOvHTDBn5Y/s1600-h/Ecce+Squola.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303511546206987378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SZnbpu3ZpHI/AAAAAAAAAE4/RFOvHTDBn5Y/s320/Ecce+Squola.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Ancora un libro, ancora un amico. Questa volta è Roberto Colombo, jazzista di fama internazionale ma anche insegnante di liceo, a tracciare - assieme ai suoi ragazzi, la V B - un quadro poco edificante dello stato in cui versa la scuola italiana del nuovo millennio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Questo libro intende attuare una sorta di rivoluzione copernicana nel mondo della scuola: intende, cioè, ridare voce ai ragazzi, restituire loro la centralità che loro spetta, di diritto e in virtù del buon senso, del buon gusto, nonché della logica naturale delle cose. È un libro di denuncia dello stato attuale della scuola italiana, che assurge agli onori della cronaca solo quando i mezzi di informazione intravedono la possibilità di speculare su qualche presunto fenomeno di bullismo, o di prevaricazione da parte di qualche insegnante, o su qualsiasi altro fatto increscioso che permetta agli italiani di praticare uno dei loro sport preferiti: dare addosso ai professori dei propri figli. È un libro di protesta, dettato dall’esasperazione, un libro sferzante, che ha i suoi bersagli polemici privilegiati nei ministri, nei dirigenti scolastici, nei giornalisti, nei genitori, negli insegnanti senza scrupoli. Per una volta si vogliono salvare i ragazzi, questa specie in via di estinzione nella scuola, dal momento che nessuno si cura più di loro. Ma è anche un libro d’amore. L’amore che un professore non può non provare per i propri alunni, sempre più fragili e sempre più indifesi (anzi, offesi) in un mondo (anzi, in un Paese) a misura di adulto. Scritto con l’auspicio che la scuola, un giorno, riscopra la propria vocazione educativa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7371534783661592873?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7371534783661592873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7371534783661592873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7371534783661592873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7371534783661592873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/02/ecce-squola-come-si-dimentica-cio-che.html' title='ECCE SQUOLA: COME SI DIMENTICA CIO&apos; CHE SI ERA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SZnbpu3ZpHI/AAAAAAAAAE4/RFOvHTDBn5Y/s72-c/Ecce+Squola.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2119450089321892367</id><published>2009-02-12T23:26:00.003+01:00</published><updated>2009-02-12T23:39:19.730+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>CIAO, ELUANA!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SZSjk0EEA1I/AAAAAAAAAEw/V_6Q7ebeXWk/s1600-h/Eluana-Englaro.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#993399;"&gt;Fa un certo effetto, oggi che tutto si è consumato, oggi che tutto è stato detto, che tutto è finito – ma a noi piace pensare che non sia così – sentire la radio e la televisione raccontare di Eluana, la donna che…&lt;br /&gt;Donna? Eluana si è fermata prima. Eluana è quel sorriso dolce come il nome di questa ragazza mora. Una ragazza, appunto. La nostra speranza, quella di chi la speranza si ostina a non perderla, era che potesse ripartire da lì. Ora che tutto è stato detto, non c’è proprio altro da aggiungere. Ciao, Eluana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2119450089321892367?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2119450089321892367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2119450089321892367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2119450089321892367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2119450089321892367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/02/ciao-eluana.html' title='CIAO, ELUANA!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-9214627909421473158</id><published>2009-02-06T23:34:00.003+01:00</published><updated>2009-02-07T01:02:29.478+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><title type='text'>10 FEBBRAIO: NOI NON SCORDIAMO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Cosa vuol dire, oggi, essere “di destra”? Come si può, in questi tempi di sfumature e di miscugli, dire “qualcosa di destra”?&lt;br /&gt;C’è chi citò, in tempi anche recenti, la parola “gerarchia”. Qualcun altro propone “merito”. Poi c’è chi fa riferimento ad “autorità”, oppure a “legge ed ordine”, ed infine, ancora, a “Dio, Patria e Famiglia”.&lt;br /&gt;Si può essere d’accordo con queste formulazioni, oppure no. Ma sulla testimonianza concreta, sull’appartenenza, su un’essenza che addirittura possa andare al di là della militanza in un partito o in uno schieramento – si può essere “destri” dentro e votare a sinistra – io qualche idea me la sono fatta.&lt;br /&gt;Di destra, ad esempio, è costruire un futuro tenendo i piedi ben piantati nella propria storia. Guardare dove si va sapendo bene da dove si viene.&lt;br /&gt;Dunque. Una delle cose che senza la destra attuale – con tutti i suoi difetti – non sarebbe in concreto mai accaduta è l’istituzione della Giornata del Ricordo.&lt;br /&gt;Il 10 febbraio, come è ormai noto, in tutta Italia vengono ricordate le migliaia di persone rapite, torturate, trucidate, fatte sparire presso i nostri confini orientali dalla soldataglia comunista di Tito, con la compartecipazione e la complicità – questa è grave – persino di tanti rinnegati italiani (la peggiore feccia, coloro che anteposero la loro ideologia – e di norma il loro tornaconto - alla Patria), ed il triste esodo di migliaia di giuliani, istriani, fiumani e dalmati, scacciati dalle loro terre – terre appartenenti alla "gens italica" da oltre duemila anni – e che non potevano accettare di restare sotto l’opprimente giogo della peggiore delle ideologie possibili posta nelle mani di genti di sensibilità, cultura e civiltà così radicalmente diverse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per decenni, dal ghetto in cui era stata relegata, la destra aveva contribuito quasi da sola a tenere accesa la flebile fiammella della memoria su fatti che la sinistra - per autodifesa - ed il centro - per viscido opportunismo - preferivano dimenticare.&lt;br /&gt;Quando il clima finalmente cambiò, e si potè parlare di foibe e di crimini del comunismo senza timore di essere aggrediti (e non solo a parole), tanti italiani vennero a contatto con una realtà della quale la storiografia ufficiale - da noi come da nessun'altra parte asservita non già al potere, quanto alla logica culturale dominante, cioè quella marxista - non aveva mai dato contezza.&lt;br /&gt;Oggi la "Giornata del Ricordo" è un punto fermo del nostro calendario civile, al pari di altre memorie importanti. E molti sono coloro che, goffamente, hanno cercato di recuperare terreno, affrettandosi con lo zelo del convertito alla foiba di Basovizza o sulle terze pagine dei giornali. E pochi sono rimasti, invece, e per fortuna, i disonesti di mente e di cuore che sostengono le indifendibili tesi degli infoibatori.&lt;br /&gt;Una cosa ho imparato, studiando a fondo le vicende del nostro confine orientale: Junio Valerio Borghese - una figura storica importante che andrebbe studiata in modo approfondito, senza preconcetti - aveva ragione quando diceva che, alla fine della guerra, l'italianità di Roma, Firenze e Venezia non sarebbe mai stata messa in discussione, ma quella di Trieste, Pola, Fiume e Zara sì. Proprio quello che puntualmente avvenne. Ma è anche grazie al nostro ricordo, e a quello di tutti gli esuli di allora e dei loro discendenti, e persino di quanti scelsero - non importa per quale motivo - di restare, che quelle terre sono ancora e sempre rimarranno italiane, chiunque possa abitarle e governarle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-9214627909421473158?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/9214627909421473158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=9214627909421473158' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/9214627909421473158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/9214627909421473158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/02/10-febbraio-noi-non-scordiamo.html' title='10 FEBBRAIO: NOI NON SCORDIAMO'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-253941429343326105</id><published>2009-02-04T22:47:00.002+01:00</published><updated>2009-02-04T22:53:17.688+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><title type='text'>MINARETI E CAMPANILI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;Ancora sul tema del "politicamente corretto" e della potenziale ed auspicata convivenza tra religioni diverse, il grande Mario (Pastrano) riflette su come è facile manipolare le notizie e far passare quello che non è. Un pensiero malizioso: c'entra forse qualcosa il dibattito su un'erigenda moschea nella nostra città?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Su un noto quotidiano genovese, a spalla dell'articolo sulla moschea, si parla della "Moschea blu" di Costantinopoli, affermando che è stata costruita vicino alla chiesa di Santa Sofia.&lt;br /&gt;Dall'articolo, quindi, si dedurrebbe che a Costantinopoli chiesa e moschea convivano pacificamente fianco a fianco, come impone il "politicamente corretto" che oggi va di moda.&lt;br /&gt;Purtroppo, prima che venisse costruita la moschea blu, la basilica di Santa Sofia (una volta la più grande chiesa della cristianità) è stata trasformata in moschea con l’aggiunta dei minareti che sono ancora agli angoli. Allo stesso tempo è stato tolto l'altare, eliminate le immagini sacre e i mosaici parietali sono stati intonacati. La Moschea Blu è stata costruita più grande e più splendente proprio per cancellare ogni ricordo della basilica di Santa Sofia.Non so se augurarmi che l’omissione di questi “piccoli dettagli” possa essere casuale oppure dettato dalla necessità del giornale di mostrare un "volto umano" dell'Islam, come il pensiero comune esige. Leggendo (rigorosamente al bar) quel piccolo quotidiano di provincia, rimpiango TeleKabul, dove Alessandro Curzi riusciva ad essere contemporaneamente comunista e galantuomo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-253941429343326105?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/253941429343326105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=253941429343326105' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/253941429343326105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/253941429343326105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/02/minareti-e-campanili.html' title='MINARETI E CAMPANILI'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-3050055831541363015</id><published>2009-01-31T15:41:00.001+01:00</published><updated>2009-01-31T15:42:59.767+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuoriclasse'/><title type='text'>31 GENNAIO: BUON COMPLEANNO, GSS!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Esattamente ventuno anni fa, il 31 gennaio 1988, nasceva a Genova un qualcosa – che io stesso non saprei esattamente definire: gruppo, comunità, tradizione, attività, e chissà cos’altro – destinato a coinvolgere le vite di alcuni personaggi davvero molto particolari, nonché di molte migliaia di altre persone, più o meno inconsapevoli testimoni e, sia detto con bonomia, vittime di questo sodalizio.&lt;br /&gt;L’idea era nata, quasi per caso, due settimane prima. Tre ragazzi genovesi, dopo una domenica poco felice per molteplici motivi, decisero di proseguire il fine settimana ancora per un po’, nel dopocena. Nonostante il maltempo, l’effetto fu positivo. Perché non trasformare in una piacevole consuetudine questa contrapposizione tra la serata “d’ordinanza” del sabato – fidanzate, compagnie, regole, diritti – e la libera uscita domenicale?&lt;br /&gt;Così, con uno dei ragazzi a far da trait d’union tra due – chiamiamole così – sezioni assolutamente eterodosse e mai in contatto in precedenza, ecco aggregarsi altri due personaggi, in quella domenica fredda ma stavolta serena.&lt;br /&gt;Era il tempo della prima chiusura di Via San Vincenzo al traffico automobilistico: non risultò difficile manipolare i segnali stradali (ancora provvisori) in modo tale da costringere gli ignari e radi automobilisti ad un percorso circolare tra via Galata, via San Vincenzo, Via e Piazza Colombo, ancora via Galata, eccetera.&lt;br /&gt;L’esito fu da subito inimmaginabile: risate da lacrime agli occhi, allegria, amicizia, e l’onda già massiccia che nacque quella sera gonfiò fino a proporzioni gigantesche. Da quella proto “serata scazzo”, come venne definita fin dalle origini, sorsero innumerevoli iniziative di ogni genere, destinate a lasciare un segno profondo nei loro autori (il cui numero si allargò ancora nel periodo successivo), ed in tutti coloro che ebbero la buona o cattiva sorte di ammirarne o di subirne le irriverenti gesta.&lt;br /&gt;Ma di questo ci sarà sicuramente modo di trattare ampiamente in altre circostanze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-3050055831541363015?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/3050055831541363015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=3050055831541363015' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3050055831541363015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3050055831541363015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/01/31-gennaio-buon-compleanno-gss.html' title='31 GENNAIO: BUON COMPLEANNO, GSS!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-3538447573731334806</id><published>2009-01-27T22:02:00.002+01:00</published><updated>2009-01-27T22:06:25.107+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Difendiamo l&apos;italiano'/><title type='text'>SUPPORTIAMO L'ITALIANO!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sono stato ad una riunione, la settimana scorsa. Una riunione importante, per il settore del quale mi occupo: organizzata dai vertici aziendali, ha visto per buona parte della mattinata protagonisti due giovani specialisti di estrazione finanziaria. Una delizia per le orecchie.&lt;br /&gt;Scopro così, un po’ disorientato, che improvvisamente quello che molti chiedono da tempo è già realtà. I centesimi non esistono più. Ma non nel senso desiderato dai finlandesi, ad esempio, che vorrebbero l’uscita di scena delle monetine più piccole. In questo caso, parliamo della sostituzione del centesimo con il “basis-point”, ossia il “punto base”.&lt;br /&gt;Si tratta, ovviamente, di un’americanata. Ma che probabilmente fa sentire gonfi e soddisfatti gli asini che ne usano e abusano. Anche matematicamente, è un’idiozia. Sotto il numero intero ci sono i decimi, i centesimi, i millesimi. Però parlare di “besispoints” fa figo. Fa “odiens”. Fa schifo.&lt;br /&gt;Ma non è tutto: uno dei giovanotti ha contrapposto due metodi di calcolo definendone uno “blended” (e va beh, “Misto” evidentemente è troppo proletario), e l’altro “senior”. Senior, latino, comparativo di “senex”, cioè vecchio. Peccato, però, che lo pronunciasse “sinior”. Dimostrando così di non conoscere né il latino, colpa – dal mio punto di vista – esiziale, né l’italiano. E forse neppure l’inglese.&lt;br /&gt;Divertente poi il passaggio nel quale il relatore ha più o meno espresso questo concetto: “Si tratta dell’accuratezza, quella che in gergo viene definita come Accurancy”. Caspita! E allora, in gergo chiamiamola “Accuratezza”! Perché il termine tecnico alloglotto (quasi sempre inglese) può avere senso per evitare lunghe perifrasi, ma è da idioti se è la semplice traduzione del termine italiano, tra l’altro spesso identico.&lt;br /&gt;Finale scoppiettante e creativo, con neologismi a volontà: dalla “percentualità” (che vorrebbe essere la frequenza percentuale di un certo evento), all’immancabile e diffusissimo “supportare”, verbo che in italiano – come è noto, e se non lo fosse è l'occasione buona per impararlo – non esiste. Esiste il sostantivo “supporto”, ma non il corrispondente verbo, che è una becera traduzione dell’anglo “to support”. Che vuol dire “sostenere”. La buonanima di Cesare Marchi, il Maestro senza l’influsso del quale questa rubrica non sarebbe la stessa, raccontava un episodio gustoso, che la dice lunga sugli effetti involontariamente comici della contaminazione linguistica: quando il ministro degli esteri Gaetano Martino (padre dell’economista ed esponente di spicco del PDL Antonio) si recò in visita negli Stati Uniti, il giornale in lingua italiana edito a New York titolò a nove colonne pressappoco così: “Arriva il Ministro Martino: Supportiamolo!”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-3538447573731334806?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/3538447573731334806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=3538447573731334806' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3538447573731334806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3538447573731334806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/01/supportiamo-litaliano.html' title='SUPPORTIAMO L&apos;ITALIANO!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7120052268958528505</id><published>2009-01-24T22:37:00.006+01:00</published><updated>2009-01-24T22:51:22.571+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>IL MARE IN FONDO ALLA STRADA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#990000;"&gt;In un romanzo autobiografico l'adolescenza di un gruppo di ragazzi nella Livorno di fine millennio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Ancora un libro da segnalare. Questa volta si tratta di un romanzo autobiografico, e ce lo presenta Daniele, un amico che davanti al Casello transita fin dagli inizi. Aria fresca, quindi, nelle stanze della letteratura nostrana: è un piacere dare a &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SXuNSmbOy1I/AAAAAAAAAEo/aVnFnl2T0QE/s1600-h/Il+mare+in+fondo+alla+strada.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294981137596074834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 95px; CURSOR: hand; HEIGHT: 148px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SXuNSmbOy1I/AAAAAAAAAEo/aVnFnl2T0QE/s320/Il+mare+in+fondo+alla+strada.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;quest'iniziativa lo spazio che merita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dopo il successo del libro d’esordio, Marco Bernini torna con “Il mare in fondo alla strada”, racconto autobiografico in cui l’autore livornese narra gli anni dell’adolescenza, con i primi tormentati amori a far capolino nelle scorribande con gli amici di sempre, ovvero gli esileranti Marco, Tony, Maso e Bitta, già strepitosi protagonisti de “I racconti della balaustra”.&lt;br /&gt;Ruolo di primaria importanza nel racconto labronico, una “lei” misteriosa ed ammaliatrice, capace di scombussolare a più riprese gli equilibri del giovane Marco, seducendolo e abbandonandolo a più riprese anche in situazioni completamente inattese.&lt;br /&gt;Nel mezzo la prima vera storia d’amore del protagonista, con la dolce Anna conquistata con una dichiarazione canora e grazie a cui l’autore si sente finalmente felice e realizzato. Ma la favola dura poco, Marco ben presto si rende conto che le rinunce alle partite a calcetto nei pittoreschi gabbioni livornesi e alle uscite con gli amici sono un prezzo troppo alto da pagare e trova il coraggio di lasciare la prima fidanzatina.&lt;br /&gt;L’autore esce però rafforzato e maggiormente conscio delle proprie possibilità da questa prima liason e riesce a trarre vantaggio dall’esperienza consolidata sia nelle gite con i boy scout che nelle vacanze all’Isola d’Elba, dove per raggiungere le coetanee in un locale sulla spiaggia, Marco è costretto a percorrere un vero e proprio tracciato di guerra per sfuggire ai buttafuori del locale stesso.&lt;br /&gt;Ed è proprio qui che ricompare a sorpresa la Lei misteriosa capace di illudere ancora una volta Marco e di piantarlo in asso di fronte ad un ragazzetto con l’auto sportiva rovinandogli al contempo il terreno di conquista con le coetanee conosciute durante la vacanza.&lt;br /&gt;Esilarante al ritorno dalle vacanze estive la scena della rissa gigantesca alla pasticceria Perfetti, scatenata da un battibecco tra il bellimbusto di turno della diabolica Lei ed il mitico Bitta.&lt;br /&gt;Da segnalare inoltre la tentata truffa alla cinque chilometri di nuoto della città labronica, con Tony che percorre 4,5 kilometri in autobus per poi fare il suo ingresso trionfale in mare a 500 metri dall’arrivo e la gita a Bologna con gli amici di sempre, a trovare una fidanzatina conosciuta all’Isola d’Elba.&lt;br /&gt;Proprio quando pare definitivamente uscire di scena infine, L’ennesimo ritorno della Lei misteriosa sembra invece quello giusto, con i due protagonisti principali che si fidanzano e si innamorano finalmente, a tal punto da far sembrare fantastico il parchetto sottocasa con il ronzio dei motorini in lontananza.&lt;br /&gt;Ma anche questa volta qualcosa si inceppa e Marco trova il coraggio di porre la parola fine alla loro storia infinita.&lt;br /&gt;Il finale è da brividi, con i due che si incontrano ad anni di distanza e con Marco che compie una mossa a sorpresa che lascia di stucco il lettore il quale certamente non può non rimanere impassibile di fronte alle ultime pagine del libro, scritte con il cuore in mano dallo scrittore toscano.&lt;br /&gt;Divertente, coinvolgente ed intrigante, Il mare in fondo alla strada è un racconto veloce piacevole che sa trasmettere emozioni e sa far riflettere e che vuole innescare un confronto tra gli adolescenti degli anni 80 e quelli di oggi, troppo spesso schiavi dell’Ipod e della psp.&lt;br /&gt;Il tutto con in sottofondo la splendida colonna sonora consigliata dal Bernini, ad accompagnare passo per passo il buon Marco nel cammino della sua adolescenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7120052268958528505?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7120052268958528505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7120052268958528505' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7120052268958528505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7120052268958528505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/01/il-mare-in-fondo-alla-strada.html' title='IL MARE IN FONDO ALLA STRADA'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SXuNSmbOy1I/AAAAAAAAAEo/aVnFnl2T0QE/s72-c/Il+mare+in+fondo+alla+strada.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-4613692711424462539</id><published>2009-01-20T22:13:00.003+01:00</published><updated>2009-01-20T22:37:42.843+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>IN UN LIBRO LA DESTRA ITALIANA DEL DOPOGUERRA ATTRAVERSO LE SUE RIVISTE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color:#6633ff;"&gt;&lt;strong&gt;Mario Bozzi Sentieri&lt;/strong&gt;, scrittore e saggista ben noto a molti frequentatori del "Casello", può essere a buon diritto considerato uno dei pensatori più acuti e profetici di quel laboratorio a cielo aperto che è l'attuale Destra italiana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#6633ff;"&gt;La sua penna, abbinata ad un grande rigore documentale e ad una marcata sensibilità per i temi culturali (e quindi per la costruzione di un'identità "sapienziale" della destra, che si basi su fondamenta solide ed eviti la facile tentazione della demagogia e dello slogan), lo porta ad affrontare temi essenziali per chi voglia costruire qualcosa di innovativo ma che da una parte non rinneghi mai le radici e dall'altra non si faccia tradire dalla smania di inseguire le mode, così presenti anche nel mondo politico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#6633ff;"&gt;E' già da qualche mese in libreria il suo ultimo saggio, "Dal Neofascismo alla Nuova Destra" (Edizioni Nuove Idee), che ripercorre sessant'ani di storia politca del nostro Paese visto dalle pagine dei periodici di area.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#6633ff;"&gt;Un lavoro imponente, e che merita una presentazione all'altezza. Ospitiamo perciò al "Casello" il saggio a commento del libro pubblicato da Luciano Lanna, Direttore del "Secolo d'Italia", sul suo quotidiano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ffff00;"&gt;*****************************************************************************************************************&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Una cosa è certa: anche nell’epoca di internet non è possibile cancellare o rimuovere l’importanza degli archivi cartacei per la memoria delle famiglie politico- culturali. In particolare, il lungo viaggio dal postfascismo alla nuova destra italiana non sarebbe davvero comprensibile senza la possibilità di prendere visione diretta attraverso le riviste dell’area di quanto ricco, complesso e anche contraddittorio sia stato l’universo umano e politico interessato a questo percorso. Un contributo fondamentale in questa direzione ci viene adesso da Mario Bozzi Sentieri con il suo recente Dal neofascismo alla nuova destra. Le riviste 1944-1994 (Nuove Idee editrice, pp. 257, euro 16), un lavoro motivato dall’urgenza «di salvare – come precisa l’autore – non solo una memoria, ma anche di ricucire, con essa, gli intricati percorsi di una presenza politico-culturale a tratti negata,incompresa, spesso misconosciuta». Organizzato cronologicamente e a schede, il libro risponde proprio alla necessità di salvare, con la memoria, i complessi itinerari delle tante e tante testate che hanno costituito il terreno di cultura di un’area politica oggi interessata a una nuova fase di transizione. E da subito la lettura del lavoro di Bozzi Sentieri smonta gli stereotipi e i luoghi comuni che ancora inquinano l’interpretazione del postfascismo e la sua transizione nell’Italia repubblicana. Così, tanto per cominciare, la qualità delle firme che caratterizzarono quelle riviste tra il ’44 e i primi anni Cinquanta. Scrittori, studiosi e letterati di primo piano e da qualche anno riscoperti dalla critica sofisticata come Marco Ramperti, Marcello Gallian, Gioacchino Volpe o Giuseppe Maranini, animarono tra i tanti quella prima stagione di fermento pubblicistico. Basta dare un’occhiata ai collaboratori del settimanale Meridiano d’Italia, fondato nel ’46 da Franco De Agazio e diretto, dopo la sua morte per mano della Volante Rossa, dal nipote Franco Servello: tra questi oltre a Edmondo Cione e Sem Benelli, Filippo Anfuso e Massimo Rocca, Aniceto Del Massa e Roberto Mieville c’erano anche Giorgio Pini, già caporedattore del Popolo d’Italia, e Carlo Silvestri, socialista e antifascista che durante la Rsi fu tra gli animatori de L’Italia del popolo, periodico di collegamento tra le autorità fasciste e i socialisti. Di più: il grande scrittore Ignazio Silone, tra i fondatori del Pci e poi socialista libertario e anticomunista, promosse personalmente – sempre nel ’46 – l’iniziativa di Alberto Giovannini di dar vita alla rivista postfascista Rosso e Nero. Dopo una serie di incontri preparatori, cui era presente anche il giovane giornalista socialista Ugo Zatterin, Giovannini iniziava a pubblicare il periodico sulla base dell’accettazione piena della forma repubblicana e della volontà di partecipare alla ricostruzione del Paese. Anche qui le firme di Marco Ramperti, di Aniceto Del Massa e di tanti altri intellettuali che venivano dal fascismo. «Non potevo – disse Giovannini – non avere una certa fedeltà e riconoscenza verso quel regime attraverso il quale io, che ero nessuno, figlio di povera gente, di operai, cominciando col fare il fattorino, ero arrivato a dirigere un quotidiano. Il fascismo mi aveva dato la possibilità di avanzare socialmente…». Il 2 gennaio 1948, Rosso e Nero pubblica la “Lettera di un condannato a morte” di Pino Romualdi, già vicesegretario del Partito fascista repubblicano e latitante fino all’amnistia Togliatti. È solo un esempio della civiltà del dialogo e della volontà di superamento degli steccati da guerra civile che quella, come altre riviste, esprimeva… In quello stesso fermento uscirono anche il settimanale Rataplan – tra i collaboratori Marcello Gallian, Gianni Granzotto, Roberto Mieville, Nino Tripodi, Renzo Lodoli – e il mensile Pagine libere di Vito Panunzio, che si richiamava esplicitamente alla storica testata del sindacalismo rivoluzionario italiano: vi scrivono Francesco Carnelutti, Nicola Francesco Cimmino,Gioacchino Volpe, Vittorio Zincone, Carlo Curcio, Mario Gradi, Edmondo Cione, GiuseppeMaranini, Costantino Mortati, Giuseppe Bottai… Fondamentale il settimanale La Rivolta Ideale di Giovanni Tonelli che riprendeva il nome dall’opera omonima di Alfredo Oriani, uno degli autori più cari a Mussolini. A quest’ultima testata collaborarono Gioacchino Volpe, Ernesto Massi, Massimo Scaligero, Carlo Silvestri, Carlo Costamagna, Edmondo Cione… Il 26 settembre 1946, per iniziativa di un gruppo di reduci non-cooperatori rientrati dalla prigionia nasce un Fronte dell’italiano di cui la rivista diventa l’organo. E tra settembre e ottobre è proprio nella sede de La Rivolta Ideale, in via Milano 70 a Roma, che si pongono le basi per la riunificazione dei vari spezzoni di un mondo che portano a fine anno alla nascita del Msi. Non a caso, il direttore Tonelli sarà il primo missino eletto conquistando un seggio al Consiglio comunale di Roma nel 1947. In quello stesso anno inizia le pubblicazione anche Il pensiero nazionale, quindicinale diretto da Stanis Ruinas con la collaborazione, tra i tanti, dei soliti Aniceto Del Massa, Marco Ramperti e Marcello Gallian, del futurista Anton Giulio Bragaglia, di Ruggero Ravenna, di Giorgio Pini… Tra le riviste di questa fase, Bozzi Sentieri sottolinea l’importanza dei due soli numeri pubblicati di Europa nazione, diretta nel 1951 da Filippo Anfuso, uomo politico catanese dalla biografia tipicamente novecentesca: giornalista e inviato speciale da giovanissimo, legionario fiumano con D’Annunzio, sottosegretario di Mussolini, ambasciatore a Berlino nella Rsi e, nel dopoguerra, deputato missino. Il nome di quella testata diventò subito uno slogan destinato a una vita lunga nell’immaginario politica della destra italiana postbellica. La rivista ospitò interventi di intellettuali come Gioacchino Volpe, Concetto Pettinato, Julius Evola e Anton Zischka. Si apriva – era un fatto nuovo – a collaboratori non solo italiani ma europei e i sommari erano pubblicati anche in francese, tedesco e inglese. L’impegno era quello di guardare all’unità continentale al di là degli schemi convenzionali e del revanscismo di chi aveva perduto la guerra: «Europa nazione – scriveva Anfuso – vuol dire Europa libera e unita». Ed emergeva, altra novità, l’idea di una neutralità armata delle nazioni del Vecchio Continente. In questa stessa fase si distingueva anche il quindicinale Abc, diretto da un nome storico come Giuseppe Bottai e pubblicato tra il 1953 e il 1959. L’ex ministro delle Corporazioni riuscì a far collaborare al periodico studiosi del calibro di Luigi Volpicelli, Enrico Fulchignoni, Lorenzo Giusso, Marino Gentile, Carlo Curcio e Massimo Rocca, «Stretto tra il Msi, che lo accusa di essere un supertraditore, e la necessità di lavorare per una destra aperta – precisa Bozzi Sentieri – Bottai dà largo spazio al dibattito sulle destre, sulle loro inadeguatezza operative, programmatiche, culturali…». Con Asso di bastoni, “settimanale satirico anticanagliesco” diretto da Pietro Caporilli e in edicola con tirature impressionanti tra il 1948 e il 1957, si apre la stagione delle nuove firme. Con Enrico De Boccard, Luciano Lucci Chiarissi, Pino Rauti, Renzo Lodoli, Fausto Gianfranceschi, Egidio Sterpa, Enzo Erra, Franco Petronio e tanti altri si fanno avanti i giovanissimi, quelli che avevano appena fatto in tempo ad arruolarsi a Salò poco più che ragazzini o quelli che “non avevano accettato la sconfitta”. Sono gli stessi che animeranno La Sfida e Imperium, entrambi dirette da Erra, e Cantiere, diretta da Primo Siena insieme a Giano Accame, Carlo Casalena, Romano Ricciotti, Pino Rauti e Franco Petronio. A questo punto, Bozzi Sentieri avvia il secondo capitolo dedicato alla diaspora tra il 1956 e il ’67. È il periodo in cui si verificano tre fenomeni incrociati: il partito nelle mani di Michelini, l’allontanamento dell’ala giovanile movimentista e la nascita di organizzazioni di destra radicale (Ordine Nuovo e Giovane Europa). In questo contesto si segnala nel 1959 la nascita di una rivista che proseguirà le sue pubblicazioni fino al 1984: l’Italiano diretto da Pino Romualdi. Attento al dibattito sul ruolo e le alleanze in grado di dare al Msi una funzione ben più ampia della semplice autoconservazione nostalgica, e consapevole della necessità di collegare radicamento culturale e azione politica, Romualdi fece de l’Italiano uno strumento di analisi e aprendo le sue colonne a interventi spesso non-conformisti. «Significativo – annota Bozzi Sentieri – l’intervento di Evola, pubblicato sul secondo numero della rivista, marzo 1959, in tema di apertura al divorzio e l’attenzione del filosofo verso i moderni fenomeni di costume». Un decennio importante del dopoguerra viene invece accompagnato e interpretato da L’Orologio di Luciano Lucci Chiarissi, pubblicato ininterrottamente dal 1963 al 1973. Tra le sue firme, elencate come per tutte le altre riviste da Bozzi Sentieri, quelle di Gabriele Moricca e Giuseppe Ciammaruconi, di Cesare Mazza e Mario Castellacci, di Maurizio Giraldi e Jean Thiriart, di Luigi Tallarico e Barna Occhini, di Giorgio Del Vecchio e Mario Bernardi Guardi, di Pacifico D’Eramo e Antonio Lombardo, di Adriano Cerquetti ed Enzo Benedetto, di Maurizio Bergonzini, e Agostino Carrino… La rivista nasceva, spiega Bozzi Sentieri, «intorno alla consapevolezza, ben chiara sia dai primi numeri, che se prima si era convinti che la presenza politica riposassero soprattutto nello stare insieme sulla base di poche formule accettate da tutti, ora sarebbe stata necessaria una fase di approfondimento». L’Orologio tentava infatti di uscire dalla tendenza al minoratismo e al ripiegamento su se stessi che stava caratterizzando l’ambiente in quegli anni. Spiegava Lucci Chiarissi: «Annibale non è alle porte e comunque non lo è a causa del centrosinistra». E L’Orologio, che aveva lanciato il tema della riappropriazione delle “chiavi di casa”, si schierò con il gollismo recuperandone diversi temi. La rivista, inoltre, approfondisce in presa diretta i tratti fondanti della contestazione studentesca del ’68 con una serie di inchieste da Parigi firmate dal futuro politologo Antonio Lombardo e alcuni interventi a favore degli studenti a Valle Giulia. Vengono pubblicati numerosi documenti sulle facoltà occupate in tutta Europa e attorno a queste tesi vengono costituiti in vari atenei italiani i Gruppi dell’Orologio che partecipano attivamente alle battaglie sessantottine e alle occupazioni di alcune facoltà. Tra l’altro, in una di queste, il 13 dicembre ’68, Lucci Chiarissi insieme a Pacifico D’Eramo terranno un dibattito rilanciando la necessità di rilanciare tesi europeistiche e di rinnovamento sociale. Sulla stessa lunghezza d’onda, anche il quindicinale Corrispondenza repubblicana, diretto da Romolo Giuliana, esprimeva da destra posizioni analoghe. Tanto che nell’aprile del ’68, in un “avviso ai lettori” la rivista giustifica il ritardo nell’uscita con l’impegno diretto dei redattori nelle manifestazioni studentesche. Interessanti e anticipatori anche gli attacchi, «in linea di principio e in linea di fatto» ai regimi franchista e salazarista e alla dittatura militare in Grecia. «Il ritardo culturale e politico, accumulato dal Msi durante gli anni Sessanta – spiega Bozzi Sentieri – trova infatti nel 1968 la sua espressione più acuta. Di fronte alla rivolta studentesca il Msi appare impreparato a interpretare e affrontare il fenomeno». Ma questa stessa fase arriva a coincidere con la fine della segreteria Michelini e l’inizio di quella di Giorgio Almirante. Si impone una nuova gestione a tutto campo caratterizzata non solo dal rilancio dell’attivismo ma anche dal tentativo di superamento della diaspora politica e culturale. E i primi anni Settanta registrano un forte rilancio della pubblicistica di destra. Davvero tante le riviste: Candido rilanciato e diretto da Giorgio Pisanò, La Torre di Giovanni Volpe, Il Conciliatore diretto da Piero Capello, Presenza di Pino Rauti, Intervento diretto da Fausto Gianfranceschi, la Rivista di Studi corporativi di Diano Brocchi e Gaetano Rasi e numerose altre iniziative che affiancate al successo di vendita dei settimanali il Borghese e Lo Specchio e all’avvio della casa editrice Rusconi diretta da Alfredo Cattabiani diedero il senso di una nuova egemonia culturale di destra e fecero scriverne, allarmati, intellettuali come Pier Paolo Pasolini e Umberto Eco. In questo quadr collaborazioni di primo piano la rivista La Destra diretta da Claudio Quarantotto: vantava un comitato internazionale composto da Michel de Saint Pierre, Mircea Eliade, Vintila Horia, Thomas Molnar, Ernst Jünger, Giuseppe Prezzolini e Caspar Schrenk-Notzing. Dal 1974 in poi prende invece corpo una produzione giovanile che fa emergere, come scrive Bozzi Sentieri, «l’esigenza di un adeguamento tematico, operativo, dello stesso linguaggio». È la grande stagione delle riviste giovanili e rivolte al mondo giovanile: La Voce della Fogna, Eowyn, Donne in lotta, Diorama letterario, Dissenso, Elementi, Dimensione ambiente, Linea, La Mosca bianca, L’Altro Regno… «Da questo tipo di fermenti insieme politici e culturali – aggiunge Bozzi Sentieri – si sviluppano iniziative parallele, con sigle nuove, affiancate da una ricca pubblicistica specializzata, che evidenzia, in modo sempre più marcato, la necessità di un’azione metapolitica, in grado di condizionare le idee contemporanee, di incidere sul costume e nel moderno movimento delle idee». Il politologo Marco Revelli scriverà che con queste nuove pubblicazioni si inaugurava «un modo nuovo di stare a destra». Ha scritto anche Marco Tarchi, ricordando l’esperienza della sua Voce della Fogna: «Verso la metà degli anni Settanta capimmo che non era più tempo di sostenere la vecchia destra, che era tempo di uscire dal ghetto…». Sull’onda di questi fermenti si arriva all’ultima fase raccontata da Bozzi Sentieri quella che va dal 1981 al ’94. Una fase in cui i giovani di destra hanno acquisito le regole del movimentismo, dell’egemonia culturale e soprattutto dell’attenzione privilegiata che la politica deve avere per le tendenze giovanili e i fenomeni dell’immaginario. Dalle riviste della seconda metà degli anni Settanta hanno poi mutuato l’esigenza di rompere gli steccati, di uscire dalla logica della contrapposizione forzata e di costruire nuove sintesi. Una stagione che può essere rappresentata da tre pubblicazioni: La Contea, espressione della parte movimentista e innovativa del mondo giovanile romano, Proposta di Domenico Mennitti, e Pagine libere di Marcello Veneziani. Rilevante per tutte e tre il ruolo svolto dall’elaborazione della cosiddetta “nuova destra”. «Senza l’esperienza di essa - ha annotato lo storico Giovanni Tassani – difficilmente il Fronte della Gioventù avrebbe potuto modernizzarsi e ricominciare a interloquirecon giovani di esperienza diversa né avrebbe potuto reggere l’esperienza di una rivista decorosa e leggibile come Proposta tra il 1986 e il 1989…». Insomma, all’alba degli anni Novanta il cerchio si chiude. Caduto il Muro di Berlino, fuoriusciti dal clima delle contrapposizioni forti degli anni di piombo, lasocietà civile tornava a essere campo aperto per la destra. Non a caso si chiude proprio aquesto punto la ricostruzione di Bozzi Sentieri. Come a dimostrare che una destra a vocazionemaggioritaria – e in perenne dialogo e sintesi con le altre culture politiche del Novecento– non è nata improvvisamente e senza storia negli anni Novanta. A differenza di quanto qualcuno oggi vorrebbe far credere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-4613692711424462539?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/4613692711424462539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=4613692711424462539' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4613692711424462539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4613692711424462539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/01/in-un-libro-la-destra-italiana-del.html' title='IN UN LIBRO LA DESTRA ITALIANA DEL DOPOGUERRA ATTRAVERSO LE SUE RIVISTE'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7343494070327007892</id><published>2009-01-15T21:59:00.004+01:00</published><updated>2009-01-15T22:04:55.977+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>INVENTARSI UN NEMICO                                 Presepi, Moschee e un cattivo che non c'è.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non è mia intenzione entrare nel merito della polemica sull’inserimento, da parte di un sacerdote genovese da sempre incline alle prese di posizione forti, spesso al limite della provocazione, di una moschea nel presepio della propria parrocchia.&lt;br /&gt;Mi limito a dire che personalmente l’ho trovata un’iniziativa poco comprensibile, fuori posto, tutt’altro che provocatoria – e perciò fuori dal consueto stile originale proprio dell’artefice - ma, anzi, sulla china di quel “pensiero omologato” e politicamente corretto oggi tanto à la page.&lt;br /&gt;Mi interessa qui invece commentare i commenti. Quelli, livorosi, acidi, vuoti di contenuto e privi di una qualsivoglia conoscenza della questione, che hanno parlato di minacce, intimidazioni, raid, spedizioni, squadrismo, a proposito delle prese di posizione di Forza Nuova e Lega Nord sulla presenza di una moschea nel presepio.&lt;br /&gt;A rendersi protagonisti di questa ondata di controinformazione, di autentica “disinformacija”, i soliti noti: la stampa quotidiana, uomini politici, benpensanti e superficialoni di tendenza catto/islamo/radical chic.&lt;br /&gt;Parlo di queste cose con assoluta cognizione di causa, per due buoni motivi: il primo è che conosco bene coloro che hanno inviato la lettera al parroco; il secondo è che io, quella lettera, l’ho letta. E non v’è traccia di violenza, minacce, squadrismo…Le espressioni più aggressive, le affermazioni più minacciose sono, proprio nel finale, "ci dissociamo..." e addirittura "La invitiamo...". Nientemeno!&lt;br /&gt;Però qualcuno di queste cose continua a parlare. Però qualcuno invita il parroco a fare spallucce davanti alle provocazioni. Però qualcuno lo intervista e gli chiede cosa ne pensa delle minacce, della spedizione annunciata da Forza Nuova, del pesante clima di intimidazione, eccetera eccetera.&lt;br /&gt;Ci sono due spiegazioni, che s’intrecciano tra loro, per motivare questa bugiarda insistenza su argomenti falsi.&lt;br /&gt;La prima: c’è, soprattutto nel mondo dei media, una profonda e presuntuosa ignoranza, una pretestuosa superficialità, nessuna voglia di mettersi in discussione, di cercare il confronto con tutte le posizioni, al di là di ogni proclamato sentimento democratico.&lt;br /&gt;La seconda: per qualcuno, orfano di eroi ed in grave difficoltà di idee e di peso sociale (come dimostrano da tempo gli elettori), è troppo importante avere un nemico. Un nemico malvagio, oscuro, reazionario, misterioso, violento. Fascista.&lt;br /&gt;Una sinistra che vive da oltre sessant’anni in un interminabile venticinque aprile, che senza contrapporsi ad un cattivo che riassuma su di sé tutto quanto è il suo contrario – vero o anche solo sognato – non riesce ad andare avanti e ad avere argomenti, avverte una necessità quasi fisica di poter identificare con un nome ed un cognome questo “altro”. Non sembra vero, a questi signori ed alla loro cassa di risonanza mediatica, di poter chiamare il nemico – ad esempio – Forza Nuova, così come negli anni settanta era il MSI (“Uccidere un fascista non è un reato”), poi per qualcuno è stata la Lega, e domani, chi lo sa?&lt;br /&gt;Di chiedere a gran voce, anche per le strade e le piazze, che venga sciolto, annientato, chiuso. Che ne venga impedita qualsiasi manifestazione, mostra, marcia, Che non esista più.&lt;br /&gt;Che poi questi dicano e facciano o meno le cose che vengono loro attribuite, è un dato nemmeno secondario. Non c’entra cosa fanno, c’entra che esistono.&lt;br /&gt;L’importante è avere un nemico da odiare. Se poi – diceva un celebre filosofo della sinistra – i fatti contraddicono le idee, tanto peggio per i fatti.&lt;br /&gt;Oggi, però, la gente non la beve più. Ma fallo capire al trinariciuto…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7343494070327007892?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7343494070327007892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7343494070327007892' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7343494070327007892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7343494070327007892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/01/inventarsi-un-nemico-presepi-moschee-e.html' title='INVENTARSI UN NEMICO                                 Presepi, Moschee e un cattivo che non c&apos;è.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-634951705792491864</id><published>2009-01-12T22:14:00.005+01:00</published><updated>2009-01-12T22:31:22.329+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vado a vedere...'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>MOSTRA DEI PRESEPI: LA PREMIAZIONE.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#009900;"&gt;Nell’accogliente ed elegante Salone Convegni della Società Iride in Via Serra si è svolta, di fronte ad &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SWu0OvOfdsI/AAAAAAAAADo/vfvkRO5C1L4/s1600-h/premiazione_presepi_2386.jpg"&gt;&lt;/a&gt;un folto uditorio composto dai 160 alunni, dai loro genitori e da molti invitati, la festosa cerimonia della premiazione di un originale Concorso tra le diverse classi delle Scuole, giunto quest’anno alla seconda edizione. Per lunghe settimane i piccoli alunni, sotto la guida dei loro insegnanti e con la premurosa assistenza di alcuni genitori hanno costruito, con materiali “poveri” ma con grande fantasia, presepi molto diversi tra loro tutti ispirati alla magica atmosfera dell’evento straordinario segnato la nascita del Redentore.&lt;br /&gt;I lavori sono stati sottoposti all’attenta valutazione di una qualificata Giuria presieduta da don Gian Luigi Ganabano, Prevosto della Parocchia di S.M. Immacolata. Ai numerosissimi adulti visitatori della Mostra, aperta al pubblico dal 10 dicembre al 9 gennaio, è stata offerta la possibilità di votare l’opera ritenuta migliore. La premiazione si è svolta alla presenza del Vescovo Ausiliare Mons. Luigi Palletti - che ha rivolto ai giovani protagonisti dell’iniziativa ed agli &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SWuzsLFheQI/AAAAAAAAADg/6nmLluhLqTg/s1600-h/premiazione_presepi_2383.jpg"&gt;&lt;/a&gt;organizzatori un vivissimo plauso - di numerose Autorità religiose e civili, di rappresentanti dei molti enti pubblici e privati e primarie aziende che hanno offerto apprezzati premi. Oltre alle coppe ed alle targhe, sono stati distribuiti a tutti i ragazzi volumi, materiale didattico e sportivo, zainetti, portadocumenti, cappellini, varia oggettistica e un molto gradito attestato di partecipazione.&lt;br /&gt;Il primo premio, consistente in un pianoforte digitale, sarà utilizzato dalle Scuole per i corsi di musica in cui da tempo si stanno cimentando i giovani alunni. Per la cronaca la Giuria ha decretato vincitrici a pari merito le Classi 1° e 5° B – I visitatori, a loro volta, hanno scelto il presepe realizzato dalla Classe 5° B.&lt;br /&gt;Un gradevole rinfresco ha concluso tra gli applausi una mattinata molto piacevole. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-634951705792491864?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/634951705792491864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=634951705792491864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/634951705792491864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/634951705792491864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2009/01/nellaccogliente-ed-elegante-salone.html' title='MOSTRA DEI PRESEPI: LA PREMIAZIONE.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1291338612310587073</id><published>2008-12-24T00:21:00.004+01:00</published><updated>2008-12-24T00:34:26.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vado a vedere...'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>IL PRESEPIO DI PREA, ALLE RADICI DELLA “LANGUE D’OC”</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;“Nomen Omen”, dicevano i Latini, per significare come il nome che si porta non è un incidente casuale, ma reca con sé il significato di un’esistenza. Vale per le persone, ma anche per le città. Prendiamo Roccaforte: più di un borgo, nel nostro paese, si chiama così, evocando castelli inespugnabili issati su guglie di roccia a strapiombo sul niente. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SVFz8KCMH3I/AAAAAAAAAC4/moEOVmp4KMQ/s1600-h/prea15.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283131315205185394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 213px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SVFz8KCMH3I/AAAAAAAAAC4/moEOVmp4KMQ/s320/prea15.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Roccaforte è anche il nome di un comune della valle Ellero, una delle tante disposte a raggiera che segnano l’anfiteatro naturale della Granda, la provincia di Cuneo. Qui siamo nel Monregalese, la zona che ha come centro di riferimento la città di Mondovì.&lt;br /&gt;Ma al visitatore Roccaforte non offre il colpo d’occhio che ci si potrebbe attendere. Il centro del paese sorge infatti nel bel mezzo di un ampio pianoro, e per trovare traccia del castello è necessario ricorrere ai libri di storia che parlano delle fortificazioni romane sorte per intervento dell’imperatore Adriano lungo la Via Pompea, più nota come “Via del sale”, una fra le tante che collegavano l’odierno Piemonte con la Riviera di Ponente.&lt;br /&gt;Roccaforte oggi fa onore al suo nome con l’attiva difesa delle proprie tradizioni: la vocazione agricola e pastorale, un fitto tessuto di piccole ma tenaci attività industriali, una cucina basata sui prodotti del bosco, tra i quali spicca il prelibato fungo porcino, il turismo che può scegliere tra i richiami di Lurisia, con le sue Terme e la celebre stazione sciistica, o le escursioni sui sentieri dell’alta Valle Ellero, che è riuscita a conservare le sue peculiarità e a non avvertire più di tanto gli scossoni della globalizzazione, ed è oggi collegata con il comprensorio sciistico “Mondolè Sky” (130 km di piste) grazie alla nuova seggiovia che la collega con il pianoro della Tura.&lt;br /&gt;Questa è infatti la terra del Kyè, la parlata d’origine occitana che racchiude come uno scrigno i segreti delle tradizioni e dei costumi dell’antica cultura diffusasi tra la fine del primo millennio dopo Cristo e i primi secoli del secondo dalla Gallia in tante valli alpine, a macchia di leopardo.&lt;br /&gt;Prea, sita su un costone a sud ovest che sembra un balcone sull’Ellero, è una frazione dalla struttura d’impronta medievale quasi aggrappato alla Chiesa Parrocchiale, edificata a partire dal 1847 in stile barocco piemontese. Tra le sue strette vie catturano lo sguardo i numerosi murales, e i fabbricati con il “tetto racchiuso”, una tecnica costruttiva influenzata dalle matrici occitane presente anche in alcune valli del Bellunese, dell’Appennino Tosco/Emiliano, dei Pirenei e all’estremo nord della Scozia. Di particolare pregio, salendo oltre i mille metri sul livello del mare, ecco ergersi isolata la chiesetta di S. Anna, eretta nel 1763 in squisita fattura rococò, unico esempio in Piemonte di barocco francese in edifici religiosi.&lt;br /&gt;Più di altri centri, Prea ha sofferto dello spopolamento delle campagne. Non sono molte le famiglie che la abitano per tutto l’anno, ma chi è rimasto (o chi è arrivato qui), lo ha fatto per scelta.&lt;br /&gt;Da queste parti si gustano formaggi dal sapore unico, e nella maestria artigiana dei casari nessuna Raschera somiglia ad un’altra.&lt;br /&gt;D’estate la piccola comunità si ritrova in piazza per la cena di Ferragosto, con l’orchestra ed il ballo liscio che qui attira sempre, e non solo quelli che sono giovani da più tempo. In quei giorni si tiene anche la lotteria, il cui ricavato alimenta quello che a Prea è l’evento dell’anno: il Presepe Vivente.&lt;br /&gt;Chi ama il genere ne conosce molti, sparsi qua e là per la Penisola. Ma questo ha qualcosa di diverso, di speciale, una marcia in più. Perché qui la rappresentazione sacra prevede che a muoversi siano gli spettatori, che hanno la possibilità di girare per il presepe come se fossero statuine mosse da un invisibile motore.&lt;br /&gt;Paradosso tra i paradossi, per aprirsi il paese chiude. Dal tardo pomeriggio fino a notte fonda il centro del borgo diventa un vero e proprio teatro all’aperto (in cui si entra pagando un modesto pedaggio) che il visitatore percorre lungo un itinerario prefissato, con un punto d’inizio ed uno d’arrivo. Sulle stradine si affacciano più di cinquanta scene che procedono ininterrottamente per tutta la durata della rappresentazione, con gli abitanti (e qualche rinforzo) come protagonisti, per un totale di alcune centinaia di persone. Quasi ogni casa e nucleo familiare viene coinvolto: chi mette a disposizione una stanza, chi una rimessa, chi un’area scoperta, ed in ciascuno di questi ambienti rivive, per tre sere, la vita di un paese della valle Ellero esattamente com’era fino a non troppi decenni fa.&lt;br /&gt;Lungo le strette vie dell’antico borgo si transita davanti all’osteria, dove austeri signori in mantello scuro giocano a carte con il quartino di rosso davanti tra solerti locandiere in grembiule ottocentesco. Più avanti è tutto un susseguirsi di laboratori, dove funzionano a pieno regime le botteghe dei mestieri più diffusi, dal fabbro al falegname, dove c’è chi ripara e &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SVF0eY56mNI/AAAAAAAAADA/xeDpo5u7dMk/s1600-h/prea15.JPG"&gt;&lt;/a&gt;costruisce bambole, chi lavora il legno e produce in diretta oggetti d’uso quotidiano per la gioia del visitatore, il panettiere che sforna a ciclo continuo deliziosi grissini cotti a legna che vanno letteralmente a ruba, fino a giungere alla zona dove i taglialegna armeggiano attorno a grossi tronchi che arrivano spettacolarmente a valle portati da una robusta teleferica, per l’estasi dei più piccoli.&lt;br /&gt;Uno spettacolo unico, nel quale ha parte non secondaria anche la rappresentazione sacra: davanti alla chiesa, in una mangiatoia attorno alla quale trovano posto un asino ed &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SVF1V3Tp08I/AAAAAAAAADI/pCc2sMZ2Nk8/s1600-h/prea16.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283132856366388162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SVF1V3Tp08I/AAAAAAAAADI/pCc2sMZ2Nk8/s320/prea16.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;un bue, giace beato l’ultimo arrivato nella comunità, ignaro nel suo sonno tranquillo della confusione che regna attorno a lui, con la sua mamma ed il suo papà nei panni di Giuseppe e Maria, proprio come deve aver fatto un altro bambino, poco più di duemila anni fa.&lt;br /&gt;Il tutto dura tre sere nell’arco dell’anno: il 24 ed il 26 dicembre, e poi il 5 gennaio. Il giorno dopo è l’Epifania, che – come suggerisce un antico adagio – tutte le feste porta via. E anche il borgo occitano di Prea torna alla quotidianità dell’oggi, dopo aver riportato per qualche ora all’indietro l’orologio dei secoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1291338612310587073?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1291338612310587073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1291338612310587073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1291338612310587073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1291338612310587073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/12/il-presepio-di-prea-alle-radici-della.html' title='IL PRESEPIO DI PREA, ALLE RADICI DELLA “LANGUE D’OC”'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SVFz8KCMH3I/AAAAAAAAAC4/moEOVmp4KMQ/s72-c/prea15.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8579820175130863878</id><published>2008-12-21T22:01:00.002+01:00</published><updated>2008-12-21T22:27:38.767+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>Buon Natale!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff6600;"&gt;Nonostante tutti gli attentati, ancora una volta è Natale. Ancora una volta, quest’anno, un piccolo bambino viene a mettere in crisi certezze e comodità con la sua storia scandalosa.&lt;br /&gt;Lui, il creatore, che nasce povero in una mangiatoia all’interno di un riparo d’emergenza utilizzato dai pastori. A far festa, a complimentarsi con la mamma ed il papà, proprio loro, i pastori, e la piccola gente del circondario. Niente fiori sul tavolino, né regali sontuosi. Solo dolcezza e simpatia.&lt;br /&gt;Tesori preziosi, oggi – le recenti vicende finanziarie stanno ridimensionando un certo modo di pensare – più che mai. Anche per questo mi piace parlare, lo vedete qui di costa, del Presepio di Prea, un gioiello – ne approfondiremo le caratteristiche nel prossimo post - che racconta proprio della gente semplice, della vita quotidiana di paese, oltre un secolo fa. Gli eredi ideali di coloro che accolsero il Cristo duemila anni prima. In tempi più recenti sarebbe nato tra di loro.&lt;br /&gt;Nonostante gli attentati, dicevo. Ogni anno c’è chi riesce a stupire. A Oxford, per non offendere la sensibilità dei credenti di altre religioni, Natale non c’è più. Peccato che i primi ad offendersi siano stati ebrei e musulmani. In una scuola della Lombardia, qualche tempo fa, sempre per un malinteso senso di apertura verso altre culture, c’è stato chi ha cercato di sostituire Gesù Bambino con Virtù Bambino, anche nelle canzoncine di stagione. La rima non cambia, la valutazione che possiamo fare di chi ha queste geniali pensate, sì.&lt;br /&gt;Ma è Natale, e idealmente – assieme a voi tutti che passate davanti al Casello – vogliamo abbracciare anche quanti continuano a non voler comprendere quanto un piccolo Bambino sia in grado di cambiare le sorti del mondo.&lt;br /&gt;Buon Natale a tutti!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8579820175130863878?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8579820175130863878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8579820175130863878' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8579820175130863878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8579820175130863878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/12/buon-natale.html' title='Buon Natale!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-4999955174152089486</id><published>2008-12-15T23:04:00.003+01:00</published><updated>2008-12-15T23:10:48.311+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Italia dei trasporti'/><title type='text'>L'ITALIA VIAGGIA AD ALTA VELOCITA', GENOVA NON PARTE NEMMENO.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;E’ partita, con l’inaugurazione della nuova linea Milano – Bologna, l’era italiana dell’Alta Velocità ferroviaria. Con il Frecciarossa, l’ETR 500 di Ferrovie dello Stato, Roma e Milano distano oggi 3 ore e 30, senza fermate intermedie e meno di 4 fermando a Bologna e Firenze. E poi, si può andare da Milano a Bologna in 65 minuti, da Milano a Firenze in 2 ore e 10, da Napoli a Milano in 4 ore e 50. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SUbVhlerHTI/AAAAAAAAACo/2cxK6aFBOAg/s1600-h/Immag006.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280142386111651122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 292px; CURSOR: hand; HEIGHT: 224px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SUbVhlerHTI/AAAAAAAAACo/2cxK6aFBOAg/s320/Immag006.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È l’inizio di una vera e propria rivoluzione che cambierà da subito il modo di viaggiare degli italiani: percorrenze destinate, in un anno, a ridursi ulteriormente (allo studio un Roma Tiburtina – Milano Rogoredo in 2 ore e 45) con flessibilità nelle tariffe e comfort basato sull’attenzione alle esigenze del viaggiatore fin dalle fasi che precedono il viaggio. Insomma, una rete che può davvero far concorrenza all’aereo, come succede da oltre un quarto di secolo in Francia.&lt;br /&gt;Ancora più stonata, perciò, è apparsa la protesta di uno sparuto gruppo di pendolari, che accusano la società guidata da Mauro Moretti di essersi preoccupata più dell’immagine e dei treni a lunga percorrenza rispetto ai treni regionali di utilizzo quotidiano. Un ragionamento con il fiato corto: è evidente, se si guardano le cose con il giusto distacco e la necessaria ponderazione, che la specializzazione delle linee non può che portare benefici anche al traffico locale, sgravato dalle perturbazioni e dalle precedenze portate dai treni a lunga percorrenza.&lt;br /&gt;Non è stata un gestazione facile, quella della rete ferroviaria veloce. Dopo la prima tratta, inaugurata alla metà degli anni settanta, per assistere al completamento della Firenze – Roma si è dovuto attendere l’inizio degli anni novanta. Poi, a spizzichi e bocconi, sono entrate in funzione la nuova Roma – Napoli, la Torino – Novara, la Modena – Lavino, monconi della linea dorsale nord sud e di quella padana. Fino all’esordio ufficiale del 14 dicembre, ed in attesa del completamento delle tratte già parzialmente in esercizio (Novara – Milano), e di quelle progettate (Napoli – Salerno, Milano – Venezia).&lt;br /&gt;E Genova? Una notizia buona ed una cattiva. Quella buona è il ritorno del Pendolino che in meno di quattro ore collegherà il capoluogo ligure a Roma. Quella cattiva è che, come per tante altre vicende, il rischio che non si riesca a salire sull’autobus dell’Alta Velocità è concreto. La logica del “maniman”, del “vorrei, ma non posso”, ha fatto sì che a momenti di grande entusiasmo e di convinte dichiarazioni d’intenti (di Terzo Valico, a differenza di quanto sostengono alcuni, si parla da oltre quarant’anni) seguissero fasi di inanità, tra mancanza di fondi e soprattutto di chiare ed univoche indicazioni politiche. Prigionieri di veti incrociati e spesso ostaggio di sciocchi campanilismi o assurde crociate vagamente tinte di verde ma in realtà al soldo dei fautori degli altri modi di trasporto, gli enti locali di casa nostra non hanno dimostrato l’energia necessaria per rimanere agganciati al treno veloce. Le possibilità che si rimanga a terra, a questo punto, sono forti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-4999955174152089486?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/4999955174152089486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=4999955174152089486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4999955174152089486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4999955174152089486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/12/litalia-viaggia-ad-alta-velocita-genova.html' title='L&apos;ITALIA VIAGGIA AD ALTA VELOCITA&apos;, GENOVA NON PARTE NEMMENO.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SUbVhlerHTI/AAAAAAAAACo/2cxK6aFBOAg/s72-c/Immag006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2164099369495074846</id><published>2008-12-04T22:22:00.006+01:00</published><updated>2008-12-04T22:41:30.849+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suoni e ultrasuoni'/><title type='text'>CADESSE IL MONDO – nuovo cd di Fra Raf</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff9900;"&gt;Pastrano ci informa di un'interessante iniziativa che abbina musica e solidarietà. Vediamo di cosa si tratta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La buona musica incontra la solidarietà grazie all’idea di &lt;strong&gt;Fra Raf&lt;/strong&gt;, il frate cappuccino Raffaele Ruffo, padre guardiano del convento di San Barnaba, sulle alture di Genova.&lt;br /&gt;Fra Raf ha messo a frutto il suo talento musicale realizzando il cd “&lt;strong&gt;Cadesse il mondo&lt;/strong&gt;”, i cui proventi sono interamente devoluti a “La ciudad de los niños” la grandissima casa del fanciullo fondata dai frati cappuccini genovesi a Lima, in Perù.&lt;br /&gt;"Cadesse il mondo" è innanzi tutto un disco di ottima musica. Dieci canzoni d’autore, arrangiate e suonate da musicisti che vengono dal rock e dal folk. “Mario Riggio e Beppi Menozzi, batterista e tastierista – racconta Fra Raf – vengono dagli Jus Primae Noctis, uno dei gruppi storici del rock progressivo genovese. Il chitarrista Paolo Donnini – continua il cappuccino – era una delle colonne del gruppo di new-country Hocus Pocus”. Questa formazione dà vita a un disco dal taglio funk rock e dal sapore progressivo, grazie anche alla verve di fra Raffaele, che oltre a essere un ottimo autore e cantante, ha un passato da bassista di heavy metal. “E’ stato lo stesso Fra Raf – racconta il tastierista Beppi – a suonare tutte le parti di basso del disco, anche se dal vivo lascerà lo strumento al giovane Claudio Lisci”.&lt;br /&gt;I testi sono frutto di una ricerca interiore profonda, ma – eccetto una singola canzone – non contengono riferimenti religiosi espliciti. “Si parla di valori universali: coraggio, libertà, solidarietà, speranza, amore - spiega ancora Fra Raf – un’overdose di stimoli positivi in un mondo troppo spesso dipinto a sole tinte fosche”.&lt;br /&gt;Oltre ai testi c’è tanta musica, con parti strumentali e spazi solistici. “E’ come un cappuccino con tanta schiuma – dicono scherzando i ragazzacci della band – la nostra musica ha sostanza con tanta schiuma sopra, per il piacere di chi ascolta”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il cd “Cadesse il mondo” verrà presentato in un concerto gratuito sabato 20 dicembre, ore 17 sala del Cineclub Chaplin (convento del Padre Santo, sopra Piazza Corvetto), in Piazza Cappuccini 1 , a Genova.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La realizzazione del disco è stata finanziata dai Frati Minori Cappuccini della Provincia di Genova e tutti i musicisti hanno contribuito gratuitamente. Tutte le altre notizie sono disponibili sul sito &lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.cadesseilmondo.com/"&gt;http://www.cadesseilmondo.com/&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;CADESSE IL MONDO - Testi e musiche di Fra Raf&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Fra Raf: voce e basso&lt;br /&gt;Beppi Menozzi: tastiere&lt;br /&gt;Paolo Donnini: chitarre&lt;br /&gt;Mario A. Riggio: batteria&lt;br /&gt;Hanno collaborato: Verdiano Vera (arrangiatore), Ernesto Gucciardi (pianoforte), Francesca Marrè Bruneghi (voce), Stefania Fadda (violino), Dado Sezzi (percussioni)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disponibile dal 20 dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadesseilmondo.com/"&gt;http://www.cadesseilmondo.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Concerto di presentazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;DOVE: Sabato 20 dicembre 2008, ore 17 sala del Cineclub Chaplin, Piazza Cappuccini 1 , Genova.&lt;br /&gt;FORMAZIONE: Fra Raf: voce e basso, Beppi Menozzi: tastiere, Paolo Donnini: chitarre, Mario A. Riggio: batteria, Claudio Lisci: basso&lt;br /&gt;INGRESSO: gratuito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ciudad de los Niños de la Inmaculada di Lima (Perù)&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La “Ciudad de los niños” fu creata nel dopoguerra per l’iniziativa di un frate cappuccino ligure, Padre Illuminato, missionario in Perù, ed è tuttora gestita dai Frati Cappucci Peruviani.&lt;br /&gt;Accoglie circa 500 ragazzi e adolescenti, provenienti da famiglie povere, sofferenti l’abbandono fisico e morale, vittime della violenza sociale e familiare.&lt;br /&gt;Nella “Ciudad” ci si propone lo sviluppo integrale del ragazzo, attraverso la convivenza in un ambiente di libertà e responsabilità, offrendo un’educazione e formazione cristiana, oltre che una formazione lavorativa.&lt;br /&gt;www.ciudaddelosninos.com.pe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fra Raffaele Ruffo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Frate Cappuccino, sacerdote, nato a Genova nel 1966. Inizia a suonare il basso a diciassette anni, prendendo alcune lezioni da un contrabbassista buddista. Suona heavy metal per alcuni anni, per poi passare al genere piano-bar. Nel 1992 inizia il cammino per diventare frate e, negli anni seguenti, in occasione di incontri di preghiera o di evangelizzazione, riprende a suonare il basso.&lt;br /&gt;Nel giugno 2007 comincia a scrivere canzoni accompagnandosi con la chitarra. Le propone agli amici, che dimostrano di apprezzarle molto.&lt;br /&gt;In seguito nasce l’idea di inciderle in un disco, unendo l’idea di offrire il ricavato in beneficenza a favore delle missioni dei Frati Cappuccini che operano in Perù. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2164099369495074846?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2164099369495074846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2164099369495074846' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2164099369495074846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2164099369495074846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/12/cadesse-il-mondo-nuovo-cd-di-fra-raf_04.html' title='CADESSE IL MONDO – nuovo cd di Fra Raf'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-3331986022803999638</id><published>2008-12-03T23:23:00.000+01:00</published><updated>2009-01-12T22:32:31.711+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>ANCHE QUEST'ANNO PRESEPI IN MOSTRA ALLA FONDAZIONE ASSAROTTI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Torna anche quest’anno, organizzata dalla F&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SULqo81PltI/AAAAAAAAACg/mm3r2IFPcoA/s1600-h/presepi+2008+001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279039702476756690" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 255px; CURSOR: hand; HEIGHT: 168px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SULqo81PltI/AAAAAAAAACg/mm3r2IFPcoA/s320/presepi+2008+001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ondazione Padre Ottavio Assarotti presso l’Istituto dei Sordomuti, la Mostra dei Presepi. Dopo il grande successo dello scorso anno, ottenuto grazie all’impegno di alunni, insegnanti e genitori, e al risalto dato all’iniziativa dai media, nuova edizione per questo concorso che vede partecipare le diverse classi delle scuole dell’Istituto&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SULlX2acnNI/AAAAAAAAABw/bvxJzf9Fyco/s1600-h/presepi+2008+001.jpg"&gt;&lt;/a&gt; (infanzia ed elementare).&lt;br /&gt;Lo scopo è quello di suscitare momenti di aggregazione e di gioiosa creatività attorno al Presepe, facendo rivivere la magica atmosfera di un evento che è alla base della Fede Cristiana, coinvolgendo i bambini e le loro famiglie.&lt;br /&gt;Ad ogni classe viene riservato un tavolo dalle dimensioni di cm. 160 x 90, misure &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SULpLOvnyrI/AAAAAAAAACQ/Pa07wo3jfNk/s1600-h/presepi+2008+005.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279038092377311922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 269px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SULpLOvnyrI/AAAAAAAAACQ/Pa07wo3jfNk/s320/presepi+2008+005.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;massime ammissibili per ciascun presepe, con annesso collegamento elettrico.&lt;br /&gt;Per rendere più varia ed interessante l’esposizione sono inoltre ammessi alla partecipazione, fuori concorso, presepi realizzati da familiari degli alunni e amici della Scuola.&lt;br /&gt;I lavori saranno esposti nell’ Aula Magna della Scuola che resterà aperta ai visitatori dal giorno 12 al giorno 21 dicembre e dal giorno 7 al giorno 10 gennaio 2008. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un’apposita Giuria assegnerà i premi ai&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SULpytXefDI/AAAAAAAAACY/9is2H2hO7gE/s1600-h/presepi+2008+009.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279038770612436018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 268px; CURSOR: hand; HEIGHT: 175px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SULpytXefDI/AAAAAAAAACY/9is2H2hO7gE/s320/presepi+2008+009.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; lavori giudicati più meritevoli, originali e spontanei. Sarà compilata anche una classifica sulla base del voto espresso dai visitatori mediante una scheda che sarà consegnata all’ingresso. La classe vincitrice si aggiudicherà il “premio dei visitatori”. E’ previsto anche un attestato di partecipazione che sarà consegnato a tutti i giovani artisti. Il materiale occorrente sarà fornito dalla Scuola.&lt;br /&gt;La premiazione si svolgerà nella Sala Convegni della Soc. Iride (g.c.) Via Serra n. 3 sabato 10 gennaio 2009 alle ore 10,30 e si concluderà con una sostanziosa merenda per piccoli e grandi.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-3331986022803999638?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/3331986022803999638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=3331986022803999638' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3331986022803999638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/3331986022803999638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/12/anche-questanno-presepi-in-mostra-alla.html' title='ANCHE QUEST&apos;ANNO PRESEPI IN MOSTRA ALLA FONDAZIONE ASSAROTTI'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SULqo81PltI/AAAAAAAAACg/mm3r2IFPcoA/s72-c/presepi+2008+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-617813116546193500</id><published>2008-11-30T23:01:00.004+01:00</published><updated>2008-11-30T23:05:42.974+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>In un libro i Caduti della RSI a Genova</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/STMNefHhKkI/AAAAAAAAABg/DVKwK5my4H0/s1600-h/libro.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274574405981252162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/STMNefHhKkI/AAAAAAAAABg/DVKwK5my4H0/s320/libro.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Pubblichiamo qui l’interessante recensione di un libro sui Caduti della RSI a Genova inviataci da Francesco, che ringraziamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;em&gt;Nel più ampio contesto di rilettura degli avvenimenti storici dello scorso secolo, mutato (finalmente!) l’oppressivo e dogmatico clima culturale grazie anche alla tenace opera di quanti, non senza sofferenza personale, hanno osato sfidare quella che Renzo De Felice ha definito la “Vulgata resistenziale” e Giampaolo Pansa “La grande bugia”, stanno trovando maggiore spazio mediatico in questi ultimi anni testi che mettono in risalto anche le verità della parte degli sconfitti del 1945.&lt;br /&gt;A qualcuno piace chiamarlo con il termine “Revisionismo” – anche a noi, perché De Felice è una stella polare, e lui lo usava – altri utilizzano termini simili, per finire con chi, in nome della democrazia, il fatto che si possa dare credito a tutte le opinioni non lo digerisce proprio.&lt;br /&gt;E finalmente, anche per quanto riguarda Genova (città difficilissima, da questo particolare punto di vista), si alza un po’ di quella cappa di oscurantismo, sui caduti della R.S.I. nella nostra città. Il merito va a tre grandi penne "nostrane": Francesco Tuo, Pierfranco Malfettani e Carlo Viale, che dopo decenni di ricerche meticolosissime, sono riusciti a realizzare una vera e propria enciclopedia storica sui tragici fatti avvenuti dall'8 di settembre 1943 alla fine del 1946.Documenti storici, ricostruzioni basate su fonti dirette, ricerche negli archivi locali e nazionali, hanno portato alla ribalta storie meravigliose di donne, ragazze, ragazzi e uomini passati per le armi, durante e dopo (è questa la zona di maggiore infamia dell’intero contesto) la Seconda Guerra Mondiale, rei solamente di una cosa: non aver tradito il loro ideale, a prescindere da ogni considerazione su quanto giusto o sbagliato potesse essere.Il libro, corredato di un gran numero di fotografie e atti ufficiali d'epoca, parla di tutti i caduti appartenenti alla R.S.I. in terra genovese, lungo le oltre 800 pagine di questa ponderosa opera che non può mancare negli scaffali dell’appassionato di storia e di chi apprezza una lettura ad ampio spettro e non minata da preconcetti delle vicende verificatesi negli ultimi anni di guerra.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;Francesco Tuo, Pierfranco Malfettani e Carlo Viale – I caduti della RSI Genova 1943-46 Ed. Tradizioni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-617813116546193500?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/617813116546193500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=617813116546193500' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/617813116546193500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/617813116546193500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/11/in-un-libro-i-caduti-della-rsi-genova.html' title='In un libro i Caduti della RSI a Genova'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/STMNefHhKkI/AAAAAAAAABg/DVKwK5my4H0/s72-c/libro.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1682195180361449984</id><published>2008-11-25T18:34:00.003+01:00</published><updated>2008-11-25T22:52:50.361+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strano ma nero'/><title type='text'>Uno strano ammaraggio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non ci è simpatico, Chavez. Un demagogo di sinistra che accompagna proclami di autonomia decisionale rispetto ai potenti della Terra ad amicizie poco raccomandabili e a frequentazioni di pessimo gusto. Non solo politicamente, ma anche dal punto di vista del Diritto Penale. In altre epoche storiche, gli USA lo avrebbero fatto detronizzare (meritatamente) senza troppe smancerie.&lt;br /&gt;Ospitiamo con grande piacere, quindi, il contributo di &lt;strong&gt;Daniele&lt;/strong&gt;, un amico che con il suo treno passa davanti al Casello fin dall’esordio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#cc0000;"&gt;&lt;em&gt;"Lo scorso lunedì sera, con l'intento di vedere l'annunciatissimo servizio sul raid degli estremisti di destra alla redazione di "Chi l'ha Visto?", per la prima volta in vita mia mi sono sorbito una puntata del popolare e ormai storico programma di Rai 3. A parte la considerazione su quanta gente di tutte le età e classi sociali scompare in Italia e su una rima di una canzone di Jovanotti la quale diceva che "ormai con Chi l'ha Visto nessuno è più libero di scappare in santa pace", mi ha particolarmente impressionato un servizio sugli italiani scomparsi in Venezuela, che inizialmente si credeva fossero morti in un incidente aereo. Peccato che dell'aereo non sia mai stata trovata traccia e che le incongruenze con la prima ricostruzione fornita dal personale al radar dell'aeroporto più vicino fossero davvero incredibili. Per esempio si sosteneva che il pilota nei 10 minuti compresi tra l'annuncio della contemporanea rottura di tutti e due i motori (circostanza anche questa giudicata impossibile dagli esperti) e il tentato ammaraggio, fosse rimasto in assoluto silenzio. Inoltre non sono mai state trovate tracce dell'aereo (cosa mai accaduta in seguito ad un ammaraggio) e il corpo del pilota (l'unico rinvenuto) è stato ritrovato un mese dopo, annegato, su una spiaggia al confine con la Colombia. Inoltre i telefoni cellulari di alcuni passeggeri hanno continuato a suonare per alcuni giorni in una "cella telefonica" sita proprio nel paese che diede i natali al mitico Faustino Asprilla. L'ipotesi paventata da alcune parti è che i passeggeri del volo possano essere stati rapiti dalle Farc, l'esercito paramilitare di ribelli (comunisti, n.d.b.) che agisce in Colombia da decenni. Ad aggiungere inquietudine ai familiari dei dispersi, la sensazione che le indagini siano più o meno velatamente ostacolate addirittura dal dittatore venezuelano Chavez, che si dice ebbe un ruolo decisivo nel mediare con le Farc in occasione della liberazione della francese Ingrid Betancourt, rimasta ostaggio dei "guerrieri della giungla" per più di sei anni.&lt;br /&gt;Davvero una sinistra coincidenza infatti quella che vede coinvolto il presidente venezuelano, che di recente ha nazionalizzato l’industria petrolifera venezuelana e in prima linea nella “guerra all’etanolo” contro il Brasile di Lula e gli eterni nemici americani.&lt;br /&gt;Insomma l'ex amante di Naomi Cambell sembrerebbe dare pertanto adito alle voci che lo vedono vicino ed addirittura colluso con le Farc.&lt;br /&gt;Tra i "presunti" rapiti italiani c'è una famiglia con due bambini di 7 e 9 anni e una coppia in viaggio di nozze.&lt;br /&gt;Al presidente Napolitano e alla classe parlamentare tutta l’invito a non lasciar cadere nel dimenticatoio l’incresciosa vicenda e a sollecitare in ogni forma e modo lo svolgimento di indagini volte al raggiungimento unico della verità."&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1682195180361449984?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1682195180361449984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1682195180361449984' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1682195180361449984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1682195180361449984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/11/uno-strano-ammaraggio.html' title='Uno strano ammaraggio'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2474327821332509442</id><published>2008-11-20T22:09:00.003+01:00</published><updated>2008-11-20T22:12:17.696+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Italia dei trasporti'/><title type='text'>Alta velocità? Si, grazie!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SSXSm3f26QI/AAAAAAAAABA/X7n7pms1ZG8/s1600-h/Immag006.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270850504081467650" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SSXSm3f26QI/AAAAAAAAABA/X7n7pms1ZG8/s320/Immag006.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;E’ una mattina qualunque: una delle tante autostrade ad una sola corsia – l’altra è riservata ai camion - che transita per Genova è bloccata. Il canale radiofonico che ci consiglia a frittata fatta le strade alternative che avremmo potuto scegliere spiega che i mezzi pesanti si sono intasati nella zona portuale per le operazioni di carico e scarico. Da lì, primo nodo autostradale italiano in ordine cronologico (e si vede), punto nel quale converge ogni camionstrada afferente la Superba, per imbibizione, centinaia di automobilisti di ogni provenienza, professione e categoria sociale si trovano progressivamente inchiodati, come in quei domino da Guinness dove gli studenti di una scuola media tailandese buttano giù tonnellate di tessere che nell’abbattersi lungo mille piste disvelano alle telecamere una perfetta riproduzione della Gioconda.&lt;br /&gt;Peccato, mi viene da pensare. Proprio quando i novelli esperti di trasporti mi stavano convincendo dell’assoluta inutilità di nuove infrastrutture ferroviarie, opere faraoniche e già superate al momento del progetto, di nefasto impatto ambientale (anche quando corrono per decine di km. in galleria),&lt;br /&gt;giusto per un attimo provo ad immaginare lunghi treni intermodali che incrociano pesanti convogli passeggeri a lunga percorrenza su una nuova bretella che origina poco prima di Arenzano, salta in galleria tutto il nodo di Genova e poi si biforca, sbucando a nord oltre l’Appennino e a Levante tra Pieve e Sori, lasciando l’attuale sede al traffico metropolitano o ai treni a lunga percorrenza che interessano la mia città.&lt;br /&gt;E’ inutile oggi costruire opere di quel genere: l’impatto ambientale è violento e ingiustificato, e quando saranno pronte probabilmente il treno non esisterà nemmeno più. Certo, chi sostiene queste tesi confonde spesso la rotaia con il binario, ma non è da queste piccolezze che si deve giudicare l’esperto.&lt;br /&gt;Eppure… eppure tutte le volte che vado a Milano (e ritorno), per cinque minuti o per mezz’ora (di peggio, su un’ora e mezza appena abbondante è difficile fare) il treno è regolarmente in ritardo.&lt;br /&gt;Tra Roma e Napoli oggi ci sono tre linee a doppio binario. L’ultima nata, che pure per ora si ferma a Gricignano, ti fa arrivare sotto il Vesuvio in anticipo di mezz’ora sull’orario. L’ho sperimentato di persona. Tra Genova e Milano i binari sono quattro fino al confine col Piemonte (due dei quali inaugurati da Cavour, e non sto scherzando, alla metà dell’Ottocento), in coabitazione con la linea per Alessandria/Torino, e poi diventano due, sui quali gravano traffici di ogni tipo e percorrenza. Risultato: la vecchia “Camionale” stravince il confronto.&lt;br /&gt;Contro il TAV (Treno ad Alta Velocità, cioè da 200 km/h in su: sta facendo le fortune del sistema dei trasporti in Francia, in Germania, in Spagna, e si potrebbe continuare) sono state utilizzate le più varie e mistificanti argomentazioni, da meschine pruderie campanilistiche ad anacronistiche epperciò ridicole categorie classiste (Eurostar = treno da ricchi), per finire con le bizzarre teorie di larga parte del mondo ambientalista, preoccupato più dell’impatto di una nuova ferrovia che non di quello di un traffico autostradale giunto a livelli intollerabili per la salute e l’incolumità dei cittadini. Due dati di fatto per chiarire i concetti: durante la chiusura del traforo del Monte Bianco (e la conseguente sparizione del traffico pesante), in Valle d’Aosta si calcolò nell’80% la diminuzione delle malattie respiratorie da inquinamento nei territori attraversati dalla strada di fondovalle; e la compartecipazione – chiamiamola così - dei mezzi pesanti agli incidenti autostradali ha percentuali bulgare.&lt;br /&gt;Eppure… eppure una corte dei miracoli fatta di personaggi che non hanno mai visto una gallina e conoscono il trolley solo come bagaglio a mano cerca di spiegarci che l’Appennino non resisterebbe ad una nuova ondata di scavi. Meglio non raccontare però che una nuova linea ferroviaria, oltre che mille volte meno inquinante, meno invasiva e più sicura di un’autostrada, libererebbe tracce orarie per treni merci o per pendolari, o anche solo per far arrivare puntuali i convogli già in orario, sennò a qualcuno l’idea della linea ad Alta Velocità/Alta Capacità (con le maiuscole, si usa così) potrebbe piacere. E ai sinistri difensori del popolo questo non andrebbe giù.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2474327821332509442?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2474327821332509442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2474327821332509442' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2474327821332509442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2474327821332509442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/11/alta-velocit-si-grazie.html' title='Alta velocità? Si, grazie!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SSXSm3f26QI/AAAAAAAAABA/X7n7pms1ZG8/s72-c/Immag006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6783003066301491383</id><published>2008-11-15T11:08:00.008+01:00</published><updated>2008-11-15T11:21:27.684+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Corazzata Potemkin è ...'/><title type='text'>L'importante è protestare...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Si ha spesso l'impressione, di questi tempi, che in mancanza di alternative valide (ad esempio sul piano dei numeri, o su quello dei risultati) l'attuale opposizione cerchi di mobilitare tutte le sue risorse per contrastare in qualche modo l'azione del Governo, a volte attaccandosi a principi diversi e contrapposti (e ci può stare), altre volte al nulla, con effetti grotteschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Senza entrare nel merito, in un periodo nel quale uno dei bersagli principali è rappresentato dalla pervicace volontà di cambiamento del Ministro dell'Istruzione Gelmini, si evidenzia per bizzarria tra le molte proteste quella inscenata da un gruppo di docenti, ricercatori e studenti di Scienze Politiche a Firenze, della quale diamo conto nelle righe che seguono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"Docenti lavavetro, protesta contro il decreto GelminiOggi a  mezzogiorno la singolare iniziativa dei professori di scienze  politiche. Da ieri ripresa l’attività didattica: «Altri blocchi  avrebbero pregiudicato l’anno».Laveranno i parabrezza delle auto e distribuiranno volantini per  spiegare perchè sono contrari alle norme introdotte dal governo che  riguardano la riduzione del finanziamento pubblico al sistema  universitario. Ad attuare la protesta, oggi, dalle 12 alle 13, fra via  Forlanini e viale Guidoni, nella zona di Novoli, i ricercatori e i  docenti della facoltà di Scienze politiche.Pronta la replica di Forza Italia Giovani, che, in concomitanza con la  curiosa manifestazione dei professori, ha indetto un volantinaggio pro  133. «Saremo presenti con il nostro materiale informativo - si legge  in una nota per invitare gli automobilisti e non solo a comprendere a  fondo l’azione del Governo Berlusconi, senza fermarsi in superficie  alla demagogia della sinistra. Le occupazioni e lo stop alla didattica  ed iniziative vergognose, quali il blocco dei binari, non servono a  niente se non a gettare nel caos un mondo universitario malato che  necessita di riforme».«Ribadiremo con il nostro volantinaggio ai semafori aggiungono, quanto  andiamo avanti a dire da settimane in difesa della Legge 133.  Purtroppo lo sappiamo, anche quando vi sono delle palesi situazioni di  antifunzionalità nelle Università, toccare lo status quo è un’ardua  impresa che fa immancabilmente scatenare tutti coloro che nello status  quo ci vivono. La verità è che questo Governo di centrodestra è  l’unico che sta avendo il coraggio di curare l’Università».Intanto il consiglio di facoltà di Scienze matematiche fisiche e  naturali ha deciso di cominciare ieri l’attività didattica, «perchè un  ulteriore rinvio provocherebbe il blocco dell’anno accademico». Il  polo scientifico rimane occupato per continuare a manifestare dissenso  contro la legge 133, ma le lezioni non saranno bloccate. «Il polo  rimane occupato - affermano gli studenti - perchè l’obiettivo  principale, ovvero il ritiro della legge, non è stato ancora  raggiunto. Perciò il blocco aule rimarrà occupato e da qui verranno  organizzate le iniziative».Anche il Sum di Firenze si associa alla richiesta al Ministro Gelmini.  Un provvedimento di sistema per assicurare la messa a regime e il  finanziamento delle Scuole Superiori a ordinamento speciale  all’interno del sistema universitario e di ricerca del Paese. Lo  chiede al Ministro dell’Università e Ricerca, Maria Stella Gelmini, la  rete delle Scuole Superiori a Statuto Speciale (tra queste il Sum di  Firenze).La lettera è stata resa nota dal coordinatore della rete, Salvatore  Settis, direttore della Normale di Pisa. «Quali che siano i futuri  assetti dell’università, un punto è comunque irrinunciabile: la  necessità di valorizzare e premiare la qualità della ricerca e della  didattica, di riconoscere e promuovere il merito e il talento dei  giovani, di offrir loro nelle istituzioni pubbliche sicure prospettive  di lavoro e di carriera. Solo così potrà essere assicurata la  prospettiva di produzione della conoscenza, progresso nella ricerca e  nella vita civile, sviluppo nell’innovazione e nell’economia che il  Paese ha il dovere di assicurare alle generazioni future», scrivono i  direttori delle scuole superiori.«Temi di cruciale importanza per tutti gli Atenei quali incentivare la  qualità, promuovere l’internazionalizzazione, valutare rigorosamente i  risultati della ricerca, della didattica e delle capacità gestionali,  incoraggiare e premiare l’innovazione e la responsabilità possono  trovare nelle Scuole Superiori un opportuno campo di sperimentazione  avanzata. Perciò riteniamo importante che, nel quadro dei  provvedimenti sull’università, la funzione delle Scuole Superiori a  ordinamento speciale venga adeguatamente riconosciuta, garantita e  promossa mediante un provvedimento di sistema che ne assicuri la messa  a regime e il finanziamento, fissandone i parametri sulla base delle  consolidate esperienze e indicando standard e criteri di valutazione  calibrati sulle peculiari caratteristiche di tali Scuole e coerenti  con quelli dell’intero sistema universitario»."&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;Fonte: Quotidiano Il Firenze del 4 Novembre 2008&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-6783003066301491383?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/6783003066301491383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=6783003066301491383' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6783003066301491383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6783003066301491383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/11/limportante-protestare.html' title='L&apos;importante è protestare...'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1107682676913951124</id><published>2008-11-11T22:42:00.001+01:00</published><updated>2008-11-11T22:43:47.923+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il treno del gusto'/><title type='text'>Baciccia, sapori di Genova</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ho imparato molto sull’enogastronomia italiana leggendo le pagine di Luigi Veronelli, un fuoriclasse del quale parlerò, prima o poi, nell’apposito spazio.&lt;br /&gt;So quanto il Vate della cucina (lo dico nel senso più nobile dell’espressione) osservasse ogni minimo dettaglio dei luoghi che visitava. L’occhio vuole la sua parte, in sala da pranzo ed in qualunque altra stanza della casa.&lt;br /&gt;Conosco altrettanto bene la sua profondità, la sua acutezza, il suo sguardo distaccato e professionale che sapevano scavare ben sotto la crosta delle apparenze. Sono certo che avrebbe apprezzato Baciccia, la trattoria dove consumo di frequente i miei pranzi nei giorni di lavoro ormai da molti anni.&lt;br /&gt;Pochi tavoli, aperto nella sede storica di Via del Colle solo a pranzo e nei giorni feriali, poco più di due ore di fuoco tra mezzogiorno e le due e mezzo con un ricambio continuo di pause pranzo che si rincorrono e che non vogliono arrendersi alla logica del tramezzino gommato, Baciccia mette fianco a fianco – letteralmente -  l’onorevole e la studentessa, l’assessore e l’avvocato, lo scrittore ed il bancario per un primo o un secondo che cambia tutti i giorni, un bicchiere di vino, un frutto di stagione e due parole di calcio o di politica.&lt;br /&gt;Da provare lo stoccafisso in umido del venerdì, però – attenzione! - bisogna arrivare presto. Non ne troverete uno uguale in tutta Genova. Ma anche i dolci fatti in casa: le torte, la crema catalana, i tartufi, e le tante variazioni sul tema.&lt;br /&gt;Nel breve tempo a disposizione tutto è su misura, anche il conto. Ma non chiedete il caffè: terreste i tavoli occupati troppo a lungo…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1107682676913951124?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1107682676913951124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1107682676913951124' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1107682676913951124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1107682676913951124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/11/baciccia-sapori-di-genova.html' title='Baciccia, sapori di Genova'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5370021527764012512</id><published>2008-11-02T23:03:00.002+01:00</published><updated>2008-11-02T23:25:51.576+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutta un&apos;altra storia'/><title type='text'>4 novembre: perchè è giusto celebrare.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il quattro novembre ricorre il novantesimo anniversario della Vittoria, quella con la maiuscola che ancora quando andavo alle elementari era la festa nazionale che ricordava il compimento del percorso risorgimentale e la declinazione in stato unitario di una nazione, quella italiana, che può vantare – esempio raro – due millenni di storia.&lt;br /&gt;Una ricorrenza importante, da celebrare con solennità ed enfasi, anche se non mi sentirei di definirla propriamente una festa: a fianco delle motivazioni che possono portare ad un sentimento collettivo di euforia (la vittoria, la Patria finalmente riscattata, la consapevolezza di essere popolo e comunità nazionale) c’è però il grande rispetto per le migliaia di vite travolte da eventi tragici, ed i grandi sacrifici sopportati dai nostri padri e nonni.&lt;br /&gt;In questo contesto, che non mi pare poi così grondante di sciroppi nazionalistici e patriottardi, c’è sempre chi riesce a sorprendere per intempestività e acrimonia: basta guardare l’acida campagna di boicottaggio alle celebrazioni lanciata da “Liberazione”, il quotidiano rifondarolo, che annovera tra i protagonisti personaggi dei quali si potrebbe citare l’ormai classico “Nomen Omen” (Mao Valpiana, Lidia Menapace…) ed il sempre sgradevole e rozzo Angelo D’Orsi. Questo sedicente studioso è noto fra le persone di normali capacità intellettive soprattutto per le strampalate teorie in base alle quali sarebbe necessario vietare ai dilettanti – con specifico riferimento a Giampaolo Pansa, che però lo sbeffeggia al punto che se io fossi in lui girerei sempre mascherato con il complesso “occhiali-naso-barba” per la vergogna – di raccontare la storia, in modo che a farlo siano solo i “professionisti” (come il livido D’Orsi). Capito, il democratico?&lt;br /&gt;Ebbene, questo mistificatore del tempo passato, questo Cagliostro della memoria si chiede, retoricamente, cosa ci sarà mai da festeggiare. In altri contesti più evoluti la storia la si studia, e pure bene, e il novantesimo della Grande Guerra non è occasione per libagioni ma per convegni e approfondimenti, lontani da quella che il titolo definisce la “canea nazionalista”, dalla quale è salubre tenersi alla larga. Una guerra che produsse enormi cambiamenti, tra i quali un nuovo protagonismo delle masse di cui – questa è bella – le rivoluzioni russe furono il frutto buono (sic!) mentre nazismo e fascismo rappresentarono quello avvelenato.&lt;br /&gt;Non vale la pena dilungarsi su certe posizioni, sia per quanto dicono – mi chiedo come sia possibile nel 2008 anche solo continuare a pensare che il comunismo, soprattutto quello “reale”, non sia un’ideologia orribile, per persone dotate di comune buon senso -, sia per chi le dice, gente che – scrisse qualcuno – se l’Italia fosse in guerra contro i pidocchi si schiererebbero con i pidocchi pur di non stare con l’Italia.&lt;br /&gt;Per rispondere a tono, per definire nel modo migliore quello che dev’essere il vero sentire comune della nostra comunità nazionale di fronte a momenti come questo, riporto alcuni brani dell’articolo che Giangaspare Basile, redattore capo de “L’Alpino”, il mensile edito dall’Associazione Nazionale Alpini (non certo una pericolosa congrega di reazionari), di cui ho l’onore ed il privilegio di far parte, dedica all’evento. Non c’è enfasi, né canea nazionalista, né epica guerrafondaia, come pretenderebbe qualcuno. C’è invece il buon senso di saper guardare in tutte le medaglie entrambe le facce. Una cosa incomprensibile per il totalitarista autentico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;“C’era una volta… la Grande Guerra. La fine non fu celebrata più di tanto: perché la pace fu considerata “mutilata” per l’accettazione solo parziale delle richieste italiane alla Conferenza di Parigi, perché gli intellettuali e le tante voci incendiarie che avevano spinto al conflitto ne stavano raccontando gli orrori, avendo perso nelle trincee del Carso e dell’Ortigara ogni furore. Ma soprattutto per le condizioni sociali ed economiche comuni a tutti i Paesi belligeranti, condizioni che in Italia (e in Germania) avrebbero portato alla dittatura e all’isolamento degli interventisti pentiti.&lt;br /&gt;Nel secondo dopoguerra si è andato progressivamente affievolendo il senso di appartenenza nazionale, con conseguente decadimento dei valori e perdita di identità. L’occasione di riproporci il nostro recente passato ci è stata data dalla scadenza del 90° della fine della prima guerra mondiale. Non che le genti del Triveneto ne avessero bisogno (fu combattuta sulle loro terre che ne conservano ancora tante testimonianze), ma ne hanno bisogno tutti gli italiani in generale, per riprendere coscienza della conquistata e sofferta unità.&lt;br /&gt;La ricorrenza è molto di più d’un semplice anniversario storico: ci riporta al ompimento del nostro Risorgimento attraverso tante celebrazioni, convegni, eminari, saggi, pubblicazioni di memorie che raccontano – al di sopra di ogni suggestione o condizionamento ideologico – quanti infiniti e sovrumani sacrifici abbiano sostenuto i nostri Padri, quali sofferenze e devastazioni abbia sopportato il nostro Paese. E ci ammonisce – dopo aver abbandonato il secolo più sanguinario e devastante che la storia ricordi, per la dimensione e la frequenza delle guerre che l’hanno attraversato – che tutto ciò non deve accadere mai più.”&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5370021527764012512?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5370021527764012512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5370021527764012512' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5370021527764012512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5370021527764012512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/11/4-novembre-perch-giusto-celebrare.html' title='4 novembre: perchè è giusto celebrare.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-9112326569889539437</id><published>2008-11-01T22:33:00.000+01:00</published><updated>2008-11-25T22:54:31.177+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vado a vedere...'/><title type='text'>A Torino i "Poequadri" di Ermanno Eandi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SQ4lqxnvfsI/AAAAAAAAAA4/YSV3aPnTebs/s1600-h/strada.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264186431247449794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SQ4lqxnvfsI/AAAAAAAAAA4/YSV3aPnTebs/s320/strada.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff9966;"&gt;Dal 7 fino al 22 di novembre la galleria d’arte ACI Gallery, in Corso Novara, 20H a Torino , ospiterà la mostra "Dove sarò ieri?", nella quale verranno esposti i "Poequadri", i quadri poetici di Ermanno Eandi, uno dei quali - per gentile concessione dell'autore - può essere ammirato qui a fianco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ff9966;"&gt;I “Poequadri” sono un modo nuovo e originale di proporre la poesia, da anni collaudato da Ermanno Eandi, poeta, scrittore e giornalista. Si tratta di quadri poetici, sovente con immagini di artisti amici dell’autore con sotto piccoli, ma efficaci aforismi, oppure vere e proprie poesie.&lt;br /&gt;Le opere affrontano varie tematiche, dal sociale all’amore, sempre con la sensibilità della poesia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff9966;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff9966;"&gt;www.eandiermanno.it&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-9112326569889539437?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/9112326569889539437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=9112326569889539437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/9112326569889539437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/9112326569889539437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/11/torino-i-poequadri-di-ermanno-eandi.html' title='A Torino i &quot;Poequadri&quot; di Ermanno Eandi'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Iga9U1a2cck/SQ4lqxnvfsI/AAAAAAAAAA4/YSV3aPnTebs/s72-c/strada.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-6454646523464946437</id><published>2008-10-24T23:09:00.000+02:00</published><updated>2008-10-25T00:32:49.274+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><title type='text'>La credenza nel Bisagno</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Credo siano molti gli aspetti della gestione cittadina che non piacciono ai Genovesi. I quali, peraltro, e storicamente, preferiscono lasciare al potere gli autori dello sfascio sostanziale degli ultimi decenni, quasi fossero preda di una sorta di Sindrome di Stoccolma.&lt;br /&gt;Ci saranno molti spazi per parlarne, anche in futuro. Oggi, però, mi devo soffermare su un aspetto che mi colpisce in maniera particolare: la pulizia della città. E non perché ritenga che Genova sia particolarmente sporca, o che il servizio di igiene urbana funzioni peggio di altri. Devo dire che, girando un po’ l’Italia, esistono città messe molto peggio, a volte insospettabilmente. E non parlo di casi limite, come Napoli: basta fermarsi qualche giorno a Bologna per trovare una realtà che sorprende in modo negativo chi vive sotto la Lanterna.&lt;br /&gt;Ciò che mi colpisce è la filosofia dell’igiene urbana genovese (e non solo) degli ultimi anni. Parto da un presupposto: con oltre trent’anni di scautismo sulle spalle, io la natura la conosco sul serio, e non accetto che l’ecologia me la spieghi qualche verde da strapazzo che dal suo salotto straparla di riciclaggio, di inquinamento, di animali e non ha mai visto una gallina.&lt;br /&gt;Detto questo, io la raccolta differenziata la faccio da quando ancora non esistevano le campane, e francamente me ne infischio della possibilità che sia solo un modo per truccare le carte (“Eh – dice sempre qualcuno – ma ci credi tu? Chissà cosa ne fanno, una volta raccolta! Io ho uno zio del cugino di mio cognato che conosce uno che ha un’edicola dove va sempre a comprare il giornale il portinaio del pediatra del figlio di uno dell’AMIU, che mi ha detto che poi tanto la mischiano tutta!”).&lt;br /&gt;Che la sindachessa mi aumenti ogni anno la tassa sulla spazzatura, dicendo che noi genovesi siamo cattivi e dovremmo riciclare di più, mi fa sentire preso in giro. Sto seriamente valutando l’ipotesi di continuare a fare la raccolta differenziata versando però per protesta la plastica nel vetro, il vetro nella carta e la carta nella plastica.&lt;br /&gt;Ma la cosa che trovo più sconcertante è che i comportamenti virtuosi, lungi dall’essere premiati, vengano penalizzati. I greti dei fiumi sono pieni di materassi e comò che ciclicamente, ingombrando gli alvei, contribuiscono alla furia devastatrice delle sempre più frequenti alluvioni. Chiediamoci il perché: solo pigrizia? No, perché le aziende preposte vogliono essere pagate per smaltire l’armadio o la lavatrice. Non solo: per regolamento, pretendono che l’oggetto da ritirare sia stato smembrato nelle sue componenti più elementari. Cioè: se devo buttare via una credenza, devo togliere come minimo ante e ripiani, se non addirittura assi e pareti. Poi arrivano loro e, previo pagamento, si portano via comodi comodi i pezzi così disassemblati.&lt;br /&gt;Mi si dirà: è un servizio, e come tale – se ne vuoi fruire – devi pagarlo. Già. In banca, forse. Sugli autobus, anche. Non paghi = non sali. Se ti beccano, multa (ma solo se sei italiano, come ho spesso avuto modo di verificare). Sull’igiene urbana, se non vuoi pagare cacci la roba in qualcuna delle tante discariche abusive, e prima o poi l’AMIU sarà costretta a portarlo via comunque, ovviamente senza guadagnarci un centesimo ed anzi a costi indubbiamente superiori.&lt;br /&gt;Se è vero – e lo è – che la sensibilità ambientale, la cosiddetta “sostenibilità”, è un valore importante, persino da un punto di vista economico, perché le scelte corrette impostate oggi avranno un effetto oggettivo anche sul domani nostro e dei nostri discendenti, da cittadino pretendo che il comportamento virtuoso sia premiato. Scelgo di smaltire la vecchia credenza in modo rispettoso delle leggi e della natura, quindi non solo non pago niente, ma la zia Marta mi riduce – anche solo simbolicamente – la tassa sullo smaltimento dei rifiuti.&lt;br /&gt;Altrimenti una telefonata anonima avvertirà la Volpara di andarsi a prendere la credenza sul greto del Bisagno…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-6454646523464946437?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/6454646523464946437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=6454646523464946437' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6454646523464946437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/6454646523464946437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/la-credenza-nel-bisagno.html' title='La credenza nel Bisagno'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1785359646204683225</id><published>2008-10-22T23:08:00.000+02:00</published><updated>2008-10-22T22:25:05.639+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Difendiamo l&apos;italiano'/><title type='text'>Il treno in riserva?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per lunga frequentazione e passione personale, provo un sincero affetto per le Ferrovie dello Stato. La cosa non m’impedisce di tenere un atteggiamento severo il giusto verso l’azienda, le sue scelte spesso discutibili, le sue pecche macroscopiche, frutto peraltro molto di frequente di decisioni scellerate prese altrove, e con l’intenzionale finalità di favorire qualcuno.&lt;br /&gt;Trovo inescusabili, invece, alcune interpretazioni ferroviarie della lingua italiana. Chi prenota il viaggio su Internet – a me capita di frequente – ha il grande vantaggio di poter evitare le code alle biglietterie e di poter salire sul treno con l’e-mail di conferma stampata comodamente a casa o in ufficio.&lt;br /&gt;In caso di pagamento da posticipare, uno dei moduli che arrivano per posta elettronica porta la dicitura “Riservazione”. Riservazione?!? Un termine che assolutamente non esiste, tanto è vero che persino il traduttore di Word (che non è un mostro di precisione) lo sottolinea in rosso.&lt;br /&gt;La parola esatta è “prenotazione”, italiana e quindi bella come il sole, e devo riconoscere che quasi ovunque nel sito di Trenitalia campeggia la dicitura esatta. Stona, perciò, questo orribile “riservazione”, classico caso di goffa italianizzazione di un termine anglo.&lt;br /&gt;Detto per inciso, di “riservazione” viene fatto invece un uso continuo e fastidioso nella terminologia alberghiera e turistica adottata nella Svizzera Italiana, dove la lingua di Dante dovrebbe essere utilizzata come e quanto da noi. Ma lì, al limite, hanno la scusa delle molte lingue ufficiali, per cui la contaminazione può essere dettata dall’esigenza di farsi capire da francofoni, svizzeri tedeschi e retoromanci.&lt;br /&gt;Già che ci siamo, facciamo le pulci agli annunci diffusi nelle stazioni. A Genova, la voce femminile dell’altoparlante pronuncia – ci avrete fatto caso – la località di Voltri con una “o” sonora, quella di “poco”, che nulla ha a che fare con la “o” cupa, quella di “molto”, che dovrebbe essere usata. Incomprensibile, poi, la scelta di sostituire la parola “anziché” con “invece”. Il treno xy arriverà sul binario 1 invece che sul binario 2” suona molto più popolaresco e grossolano rispetto al precedente e più colto “anziché”. Come se si fosse scelto di retrocedersi di un’ottava. Forse per essere più intonati con la qualità del servizio…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1785359646204683225?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1785359646204683225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1785359646204683225' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1785359646204683225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1785359646204683225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/il-treno-in-riserva.html' title='Il treno in riserva?'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-4227450808449455475</id><published>2008-10-22T22:22:00.000+02:00</published><updated>2008-10-22T22:24:09.553+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un libro per amico'/><title type='text'>Voci e volti di Liguria</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La Liguria, nel comune intendere, è spesso sinonimo di mugugno, di braccino corto, di resistenza al cambiamento, di silenzi e di egoismi. Un’immagine olografica forse un po’ stinta, ma che talvolta i Liguri stessi – intenzionalmente o no – tendono a rinfocolare.&lt;br /&gt;Esiste però, e ci mancherebbe, una Liguria viva, vitale, intraprendente. Una terra d’eccellenze e di tradizioni, capace di fare e di amare, di pensare in grande e di slanci di generosità che, da striscia di terra fra mare e monti, la trasformano in continente.&lt;br /&gt;E’ questa la Liguria che si ritrova nelle pagine di “Voci e volti di Liguria”, piacevolissima opera prima di Enzo Melillo, volto assai cari ai telespettatori liguri, giornalista della sede Rai di Genova. Il libro nasce dall’esperienza che l’autore ha vissuto lavorando al “Settimanale” di rai 3, al successo del quale ha contribuito dal 2003 ad oggi con il suo stile gradevole e colloquiale.&lt;br /&gt;Lo stesso stile che il lettore riconosce nelle 46 vicende che Enzo Melillo, per i tipi della Fratelli Frilli Editori, ha voluto ricostruire nel suo libro, e che vedono protagonisti personaggi e tradizioni ma anche autentici eroi di tutti i giorni: chi cerca di mantenere in vita antichi mestieri, campioni in rampa di lancio, storie d’ingegno che salva la vita (come la commovente storia di “Caterina” che apre il volume), e straordinarie imprese di solidarietà e d’aiuto ai più deboli, vissute con semplicità e senza clamori.&lt;br /&gt;Il tutto raccontato con squisita sensibilità dall’autore, quella stessa sensibilità che lo ha portato – con la preziosa collaborazione della moglie Margherita – a realizzare in prima persona la versione audio, a beneficio delle persone non vedenti.&lt;br /&gt;Un’opera che si legge con piacere, adatta ai divoratori di pagine ma anche a chi ama sgranocchiare un capitolo al giorno, e che non può mancare sullo scaffale del cultore della Liguria e della sua gente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-4227450808449455475?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/4227450808449455475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=4227450808449455475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4227450808449455475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/4227450808449455475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/voci-e-volti-di-liguria-enzo-melillo.html' title='Voci e volti di Liguria'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1738498759391608315</id><published>2008-10-15T18:41:00.000+02:00</published><updated>2008-10-22T22:19:20.596+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Corazzata Potemkin è ...'/><title type='text'>La Corazzata Potemkin è una boiata pazzesca!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tutti ricordiamo la famosa declamazione fantozziana alla proiezione del film per gli “inferiori” vessati dal capo maniaco del cinema d’essai. Un atto di ribellione comico all’interno del film (anche per la contrapposizione con pellicole di tutt’altro genere, tra le quali spicca “Giovannona Coscialunga”), ma anche una vera e propria requisitoria verso quella cultura impegnata – quella così seriosa che nelle università combatteva (combatteva!) la goliardia, quasi provocandone l’estinzione – che, soprattutto nei plumbei e ben poco memorabili anni settanta, riteneva degni di attenzione libri, film, pieces noiosissimi, articolesse paternalistiche, musica inascoltabile che si raccontava addosso. E solo di autori amici (e schierati). Con riverberi persino nelle arti figurative e nel design.&lt;br /&gt;Ne facevano le spese eccellenti musicisti, attori, scrittori, spesso molto più bravi di altri ma, ahimè, non schierati, non sufficientemente impegnati, o magari – anatema! – non di sinistra.&lt;br /&gt;Dato che siamo dichiaratamente revisionisti, faremo revisione anche di questo passato spazzatura. Anche perché odiamo i tromboni (e la nostra cultura ne è sempre stata piena), e perché ancora oggi – anche tra i giovani – c’è chi si ostina a dire che “La Corazzata Potemkin” è un film bellissimo e Totò un guitto da quattro soldi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1738498759391608315?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1738498759391608315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1738498759391608315' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1738498759391608315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1738498759391608315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/la-corazzata-potemkin-una-boiata.html' title='La Corazzata Potemkin è una boiata pazzesca!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-8167621502004727313</id><published>2008-10-15T06:42:00.000+02:00</published><updated>2008-10-22T22:25:43.943+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Difendiamo l&apos;italiano'/><title type='text'>Divieto di strafalcione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Difendiamo l’italiano…eh, sì, perché c’è proprio bisogno di farlo. E più giro – per lavoro o per altri motivi – e più mi rendo conto che la realtà è proprio questa.&lt;br /&gt;Premetto che mi considero un estimatore della nostra lingua, che trovo straordinaria per ricchezza e musicalità, il ragionamento da cui parto si basa su due assunti fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. l’italiano è in crisi, come molte altre lingue europee, e rischia di ridursi – nell’era della globalizzazione – a qualcosa di poco più importante di un dialetto regionale;&lt;br /&gt;2. l’italiano, come molte altre lingue, rischia un profondo imbastardimento ed imbarbarimento per l’assunzione acritica, o la traslazione “tutto compreso” in neoitaliano, di anglismi che non hanno una traduzione esatta nella nostra lingua;&lt;br /&gt;3. infine, l’italiano parlato e scritto sui principali mezzi di comunicazione è sempre meno bello da sentirsi o da leggersi. Errori di ortografia e sintassi, accenti sbagliati, per non parlare del congiuntivo che praticamente è stato abolito. In considerazione del fatto che l’impatto di questi mezzi è enorme, anche dal punto di vista educativo, la lingua ne risente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi si potrà obiettare che l’italiano è una lingua viva, e come tale sempre soggetta ad un processo di contaminazione con le lingue con le quali viene a contatto. Ok, sono d’accordo.&lt;br /&gt;Ma se qualcuno si sente nel potere di scrivere a qualcun altro: “Ti risponderò a.s.a.p. (= as soon as possible), invece che “il prima possibile”, oppure invita gli altri a:”Mandami una e-mail, pls (=please), invece che “per piacere”, allora scattano i meccanismi di autodifesa.&lt;br /&gt;Se un noto uomo politico, già ministro, famoso per gli strafalcioni e le frasi sconclusionate, si giustifica dicendo che “l’importante è che la gente capisca”, e anzi si fa vanto di quest’atteggiamento perché – a suo dire – più vicino al popolo, io invece dico che al contrario è fondamentale che chi riveste un ruolo pubblico per primo sia consapevole del suo ruolo educativo e di difesa delle nostre tradizioni. E l’atteggiamento di questo signore, ex di molte cose, è proprio da cassare - non uso il verbo a caso - senza remissione.&lt;br /&gt;Segnalatemi qui i vostri strafalcioni preferiti: ne rideremo insieme.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-8167621502004727313?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/8167621502004727313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=8167621502004727313' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8167621502004727313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/8167621502004727313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/divieto-di-strafalcione.html' title='Divieto di strafalcione'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-7801260710722415489</id><published>2008-10-15T05:00:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:14:01.895+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al casello'/><title type='text'>Perchè Il Casello</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Una volta c’era il bar, poi sono arrivate le “lettere al direttore” sui principali quotidiani, le radio libere, le osterie televisive, sempre seguendo il passo dei mezzi di comunicazione più in voga nel periodo. La circolazione delle idee ha sempre pilotato il modello più recente, che oggi è quello dell’era digitale: il sito, la chat, il blog…&lt;br /&gt;Da qui l’idea di far nascere “Il casello”, dove poter parlare liberamente – tra amici, e con franchezza – di tanti aspetti della vita odierna.&lt;br /&gt;Perché proprio “Il casello”? Perché, da studioso e appassionato di trasporti, ferroviari in particolare, ho sempre visto nel casello il silente guardiano della circolazione, il punto di vista di chi è dentro ma in qualche maniera anche esterno, di chi non si muove ma conosce il mondo, perché è il mondo a passare da lì.&lt;br /&gt;Oggi i caselli sono per lo più abbandonati, la loro funzione negli anni è venuta meno quasi ovunque. Talora sono rimasti in piena forma come abitazioni private, altri invece avvertono inesorabile il trascorrere dei decenni. Ma tutti rimangono lì dov’erano stati pensati: presso un passaggio a livello, storie di genti che si incrociano a velocità diverse; nei pressi della stazioni, dove si arriva, si parte, si saluta, ci si unisce e ci si divide; vicino ai semafori, da dove si può - oppure no – passare oltre; e ancora, dove le linee si trovano e si perdono e il nord incontra il sud.&lt;br /&gt;Qui, in questo punto della nostra ideale rete ferroviaria, c’è un casello. S’incroceranno politica, trasporti, sport, enologia, storia, geografia, economia, gastronomia, letteratura, musica, filosofia, tradizioni, novità, arte e altro ancora. Perché non c’è niente che non possa essere caricato su un treno, che prima o poi passerà davanti al casello.&lt;br /&gt;Sono stati gli amici a convincermi ad inaugurare questo spazio. Nella stazione che si intravede poco oltre il casello, le idee si incontrano, si parlano, si conoscono, e a volte diventano amiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-7801260710722415489?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/7801260710722415489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=7801260710722415489' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7801260710722415489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/7801260710722415489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/perch-il-casello.html' title='Perchè Il Casello'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5091003812872960395</id><published>2008-10-15T04:07:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:16:35.863+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Italia dei trasporti'/><title type='text'>I trasporti in Italia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Lo confesso, sono un appassionato di trasporti. Lo sono fin da piccolo, quando i treni e i tram, ma anche autobus e autocarri, avevano un ruolo talmente preminente tra i miei giochi da conservarsi in larga misura intatti fino ad oggi, e troneggiare (i treni) sul plastico ferroviario sul quale armeggio ogni volta che ne ho la possibilità.&lt;br /&gt;E’ mia precisa convinzione che i trasporti, le comunicazioni in generale – con l’ordine pubblico, la sanità e l’istruzione – siano il settore chiave della vita di una comunità. Sono di conseguenza del parere che uno dei principali compiti di un ente territoriale sia quello di occuparsi dei trasporti, perché strumento essenziale del benessere degli appartenenti alla comunità territoriale sottoposta alla sua sovranità.&lt;br /&gt;Tuttavia da noi, a differenza che in altri paesi, la politica dei trasporti non solo è fondamentalmente assente da sempre, ma ha consentito la creazione di una riserva assoluta d’intervento a favore di alcuni determinati mezzi di trasporto a scapito di altri.&lt;br /&gt;Uno dei principali fattori di funzionamento delle comunicazioni all’interno di un territorio è che la specializzazione dei traffici sia ben delimitata, e che ciascuno modo si presenti forte sul suo terreno. In Italia non è così: si fa quasi tutto su gomma, anche quando sarebbe antieconomico (ad esempio perché si fa pressione – indebita – in modo che non lo risulti), dannoso dal punto di vista ambientale, assurdo nella sua logica.&lt;br /&gt;Poiché ho sempre avuto l’impressione che nel settore finisca in ogni caso per vincere la cattiva politica su quella buona, credo che possa essere opportuno ricordare nelle prossime settimane qualche interessante episodio, giusto per rendersi conto di come stiano esattamente le cose.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5091003812872960395?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5091003812872960395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5091003812872960395' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5091003812872960395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5091003812872960395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/siamo-tutti-revisionisti.html' title='I trasporti in Italia'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2774856785851756966</id><published>2008-10-14T18:51:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:03:26.790+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Per Genova e Liguria'/><title type='text'>La mia terra</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La mia terra è la Liguria, tutta la Liguria, e la mia città è Genova. Sento forte ogni senso di appartenenza, e così è - a maggior ragione - per i luoghi dove sono nato e vissuto, i luoghi che più amo.&lt;br /&gt;Proprio per questo mi sembra necessario dare a queste terre lo spazio che meritano, segnalando le cose belle e quelle che mi piacerebbe veder migliorare, perchè chi vuole realmente cambiare le cose non può limitarsi al mugugno.&lt;br /&gt;Evidenzieremo le nostre eccellenze e proveremo a gettare un seme per cambiare quello che non va. Saranno messaggi trasversali perchè il buon governo - e noi siamo faziosi, sia ben chiaro - non ha colore, così come quello cattivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2774856785851756966?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2774856785851756966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2774856785851756966' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2774856785851756966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2774856785851756966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/la-mia-terra.html' title='La mia terra'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2772696256652048975</id><published>2008-10-14T18:50:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:07:41.123+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vado a vedere...'/><title type='text'>Eventi e manifestazioni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Segnaliamo eventi e manifestazioni (di ogni genere) che possano essere di comune interesse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2772696256652048975?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2772696256652048975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2772696256652048975' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2772696256652048975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2772696256652048975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/eventi-e-manifestazioni.html' title='Eventi e manifestazioni'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-5048524716950284469</id><published>2008-10-14T18:49:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:07:24.159+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suoni e ultrasuoni'/><title type='text'>Suoni e colori</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Uno spazio per trattare di argomenti musicali (gusti, tendenze, novità, miti del passato, eccetera).&lt;br /&gt;Si parlerà anche di musica alternativa, la galassia delle produzioni di aree culturali e politiche non conformate ai diversi “pensieri unici” che hanno guidato i gusti nei vari decenni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-5048524716950284469?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/5048524716950284469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=5048524716950284469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5048524716950284469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/5048524716950284469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/suoni-e-colori.html' title='Suoni e colori'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-1824257769070322568</id><published>2008-10-14T18:48:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:07:07.133+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siamo tutti sportivi'/><title type='text'>Sport, che passione!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Commentiamo qua insieme le vicende sportive più importanti, dal campionato di calcio agli eventi principali degli sport, in forza del fatto che (per mia grande fortuna!) lo sport è anche parte integrante della mia attività professionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-1824257769070322568?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/1824257769070322568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=1824257769070322568' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1824257769070322568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/1824257769070322568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/sport-che-passione.html' title='Sport, che passione!'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2264889234264703648</id><published>2008-10-14T18:46:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:06:49.852+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il dono della Fede'/><title type='text'>Cristiano, Cattolico, Romano.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Cristiano, cattolico, romano. E’ così che mi sento, e dato che la ritengo la più grande delle fortune che possano capitare, lo voglio dire apertamente.&lt;br /&gt;Poiché, nonostante ci sia chi – basta girare per qualche blog – dice esattamente il contrario, non si sa bene in base a quali argomenti, oggi la Chiesa cattolica, ed in generale il Cristianesimo, la Cristianità, la cultura religiosa occidentale, sono sottoposti ad un assedio e ad un tiro al bersaglio da parte del laicismo assolutamente senza precedenti nella storia, credo sia mio precipuo dovere sguainare la spada e difendere il mio Credo.&lt;br /&gt;In questo spazio tratteremo essenzialmente di argomenti relativi alla sfera spirituale, ma con cognizione di causa. Per confutare certe assurdità che oggi sembrano andare per la maggiore, alimentate da un’incultura laicista pregna di pregiudizi anticristiani che ben poco hanno di veritiero, ma soprattutto per raccontare esperienze positive, delle quali senza il Cristianesimo non ci sarebbe traccia. E stiamo parlando, per quanto riguarda ad esempio il volontariato ed il servizio verso minori e disagiati, di circa il 100% di quanto consuntivabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2264889234264703648?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2264889234264703648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2264889234264703648' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2264889234264703648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2264889234264703648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/cristiano-cattolico-romano.html' title='Cristiano, Cattolico, Romano.'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2547072478571458400.post-2183580720480339409</id><published>2008-10-14T18:44:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:06:31.364+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La politica delle idee'/><title type='text'>Parliamo di politica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In punta di piedi, senza clamori né proclami, è mia intenzione parlare di politica. Di quella buona, di quella concreta, che pensi ai problemi ed alle eventuali soluzioni. Mi piacerebbe che questo spazio diventasse una palestra di confronto tra opinioni ed idee operative, al di là della diversità delle posizioni.&lt;br /&gt;Tengo a dire che da queste parti ci si schiera, eccome. Non aspettiamoci neutralità nei toni, nelle idee, nella collocazione. Qui si è di centro/destra, senza tentennamenti. Anche, volendo, a prescindere da chi concretamente ed attualmente incarna questa posizione nell’arco politico italiano.&lt;br /&gt;Alcune idee guida non si toccano, a partire dal “Dio – Patria - Famiglia”, che qualcuno ama ridicolizzare ma risponde pienamente ad un sistema valoriale “di destra”, dove le gerarchie e le responsabilità hanno un loro ruolo ben definito.&lt;br /&gt;Avremo occasione di entrare nello specifico su tutti questi punti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2547072478571458400-2183580720480339409?l=ilcasello.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcasello.blogspot.com/feeds/2183580720480339409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2547072478571458400&amp;postID=2183580720480339409' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2183580720480339409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2547072478571458400/posts/default/2183580720480339409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcasello.blogspot.com/2008/10/parliamo-di-politica.html' title='Parliamo di politica'/><author><name>Il Casellante</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06235344162671166721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
